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Al governo rischia di andare di traverso il cenone. Renzi attacca il Recovery Plan di Conte: raffazzonato e senz’anima

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Per il governo un anno complicato e delicato come il 2020 non poteva non riservargli un finale altrettanto critico tra l’approvazione della manovra in tempo per evitare l’esercizio provvisorio, il Recovery Plan e gli ultimatum renziani.

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E proprio da Matteo Renzi è iniziata questa difficile settimana, con una conferenza stampa in Senato che sarebbe dovuta servire per presentare il Recovery Plan targato Italia Viva e che invece è servita come ennesimo palcoscenico per mettere in mora Giuseppe Conte e tutto il governo.

Per l’occasione Renzi ha rispolverato la sua passione per le slide e per sommi capi ha tratteggiato quello che sarà il piano che poi mercoledì Italia Viva illustrerà al ministro Gualtieri.

In tutto 61 punti che prendono di mira altrettante criticità presenti nel Recovery Plan del governo e su cui Renzi ha pronte delle soluzioni. Tutto sotto l’egida di un nome evocativo: CIAO, che in realtà sembra più il benservito a Conte e al suo governo. In realtà si tratta di un acronimo che sta per Cultura, Infrastrutture, Ambiente e Opportunità.

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Punti lungo i quali si snoda il progetto renziano che vede tra le idee forza investimenti a sostegno dei giovani, lo ius culturae, la Tav, e poi il Mes che va assolutamente attivato per Renzi. Mercoledì, come detto, ci sarà l’incontro con Gualtieri dove i capigruppo di Italia Viva e le ministre chiederanno l’accoglimento delle richieste renziane, tra cui c’è anche la delega ai servizi che Renzi continua a ritenere debba essere lasciata da Conte.

Renzi a Conte: «Il suo piano manca di ambizione, è senz’anima»

ConteDi contro sul piano presentato da Conte Renzi è tranchant nel giudizio: «Noi pensiamo che questo piano che il presidente del Consiglio ha predisposto manchi di ambizione, sia un piano senz’anima. Un collage talvolta raffazzonato di pezzi diversi di diversi ministeri». Attacchi che portano a una conclusione che potrebbe essere amara: «Non si può tirare troppo per le lunghe, se non c’è accordo faranno senza di noi e le ministre e il sottosegretario si dimetteranno. Non siamo alla ricerca di poltrone, stiamo discutendo di contenuti. Penso che le idee valgano più delle poltrone».

Prima della ripresa arrivino risposte, altrimenti sarà crisi di governo

E quando si passa ad analizzare i tempi di un’ipotetica crisi di governo Renzi è chiaro: «Immagino prima della ripresa». Insomma, nei primi giorni di gennaio potrebbe esserci lo showdown anche se lo stesso ex premier non pensa che la caduta del governo Conte Bis possa portare al voto: «Lo trovo altamente improbabile, visto che in caso di crisi, come è noto, poi è al Presidente della Repubblica che spetta valutare se Parlamento è in grado di esprimere una maggioranza».

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Mercoledì Iv da Gualtieri, martedì Pd e M5S

Mercoledì è perciò la data da cerchiare in rosso, quando Iv presenterà ufficialmente al governo le sue proposte ed allora si capirà qualcosa in più. Dal governo e da altri lidi della maggioranza non trapela alcun commento. Bocche cucite anche per non alimentare il clima di scontro. Intanto domani sia Pd e sia il M5S vedranno Gualtieri per presentare i loro Recovery Plan e anche questi incontri saranno sintomatici per capire la piega che potrebbero prendere gli eventi.

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Si sa che tanto i dem e tanto i cinquestelle non sono contenti del Recovery Plan elaborato da Conte e quindi anche in questo caso ci saranno robuste modifiche. Ad esempio, dal M5S trapela che la proposta sarà orientata su giovani, scuola e innovazione mentre il Pd fa sapere che nel documento che consegnerà a Conte ribadirà che riguardo la cabina di regia questa dovrà essere sussidiaria, quindi di supporto, alla Pubblica amministrazione e non sostitutiva.

Nel frattempo, proprio mercoledì dovrebbe arrivare il via libera definitivo alla manovra in Senato. In tutto scarse 48 ore di esame per Palazzo Madama, il che ha fatto montare la protesta delle opposizioni.

Il capogruppo di FdI Luca Ciriani accusa la maggioranza di fare «a pezzi l’attività del Parlamento e in particolare quella del Senato» e annuncia: «In Commissione cercheremo di iniziare la discussione sugli emendamenti e sicuramente in Aula tutti i nostri senatori interverranno per denunciare quanto sta accadendo e che secondo noi è scandaloso». E naturalmente sarà un’approvazione con voto di fiducia, a conferma che ormai la prassi di un esame normale in Aula è stata completamente abbandonata.

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