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La centralità di Oplonti nel panorama culturale europeo del XVIII e XIX secolo

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Villa Parnaso rappresenta una delle fonti storiche più straordinarie della città di Torre Annunziata (Napoli). La sua centralità è nelle opere realizzate nella sua torre, la quale si caratterizza per una serie di manufatti disposti nelle scale di collegamento al litorale di Oplonti. Essi sono testimonianza di un passato ricco di storia, di cultura e di tradizioni che si collega ai miti egizi, alla filosofia greca e alla tradizione cabalistica. La Torre del Parnaso ospita delle opere di elevato pregio artistico e culturale, dove l’autore – del tutto anonimo – ha sapientemente sintetizzato periodi storici lontani tra essi, unendo epoche arcaiche con il pensiero illuminista attraverso sculture estremamente efficaci.

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La comprensione del messaggio simbolico si riceve solo e soltanto se ci si pone in contemplazione dei significati più reconditi del pensiero filosofico alessandrino, Scuola di alta formazione teologica fondata ad Alessandria d’Egitto nel secondo secolo d.C. e che ha influenzato pesantemente tutta la cultura del Sud, fin dai tempi dell’Impero romano e dell’antica Oplonti.

Villa Parnaso: opere distribuite su tre livelli

Le opere a Villa Parnaso sono distribuiti su tre livelli separati e, ciascuno di essi rappresenta un percorso interiore dell’Essere, nel suo cammino introspettivo verso la Conoscenza del divino. E’ un percorso iniziatico, del neofita che abbraccia la naturale consapevolezza di se, avviandosi sulla via dell’ignoto e fino all’incontro con l’Antico Egitto ed il Culto di Iside. Fatte le debite distinzioni, ricorda vagamente il significato simbolico del percorso iniziatico rappresentato nella famosa Villa dei Misteri, negli scavi archeologici di Pompei, ispirati al culto di Dioniso.

Il primo livello è la sintesi dei principi fondamentali dell’Universo, rappresentato dai quattro elementi della Natura. Le tre porte di Villa Parnaso rappresentate dall’autore, sono decorate con simbologie molto interessanti, dove dominano due colori in particolare, il bianco e il nero, che si generano da un punto, di colore grigio, un colore che li sintetizza. Per l’Autore è necessario varcare la porta dove campeggia una fonte per si attingere all’acqua della vita.

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Altri complesse simbologie introducono al secondo livello, dove una grotta dalla quale sgorga una sorgente d’acqua, riporta alla mente il mito platoniano della Caverna, dove l’uomo consapevole ha la forza di liberarsi dalle catene della materia, lasciando l’ombra e rivolgendosi verso la Luce e la Conoscenza.

Il terzo livello di Villa Parnaso: straordinaria venerazione della dea Iside

Il terzo livello è la summa teologica dell’Antico Egitto, della straordinaria ed intensa venerazione della dea Iside, dominatrice dei miti e dei templi della nobile Terra dei Faraoni. Il richiamo ai culti Egizi lasciano trapelare una strettissima relazione tra le scuole culturali oplontine con l’antichità.

Dalla testimonianza dei suoi capolavori, si può evincere come Torre Annunziata – in particolare nel XVIII e XIX secolo – fosse uno dei centri culturali più importanti d’Europa e non è un caso se, Wolfgang Goethe una delle figure più illustri della letteratura dell’800, abbia fatto visita alla città oplontina. Villa Parnaso si pone come uno spartiacque tra il mondo antico ed il pensiero moderno che introdusse le società del tempo verso la contemporaneità.

Torre Annunziata: parte integrante dell’epoca dei Lumi

Essa rappresenta un punto di partenza necessario, al fine di riscoprire il patrimonio artistico-culturale della città, delle sue risorse storiche, delle antiche tradizioni, della complessa evoluzione del pensiero e della cultura che l’ha resa parte integrante della nobile epoca dei Lumi. Attraverso un percorso basato sulla ricostruzione del messaggio ermetico proveniente dalle opere realizzate al suo interno, è possibile ripercorrere uno dei momenti più brillanti delle Scuole di Pensiero del passato, scoprendo valori identitari che esaltano la consapevolezza di un ruolo primario, della città, nella storia e nella cultura del VIII e XIX secolo.

Armando Mei
egittologo

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