Governo, l’appello di Conte ai ‘costruttori’: «Servono volenterosi, aiutateci. Cederò la delega dei servizi segreti»

Partito Democratico e Movimento 5 Stelle continuano a rassicurare: le porte per Italia Viva resteranno ben chiuse. Ma dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, intervenuto oggi alla Camera dove ci si appresta a votare la fiducia al Governo, arriva un’apertura non da poco a Matteo Renzi.

«Mi avvarrò della facoltà di assegnare un’autorità delegata di Intelligence sui Servizi, una persona di mia fiducia», ha annunciato Conte ‘aprendo’ di fatto a una delle richieste e nodi dello scontro con Italia Viva. «Teniamo fuori il comparto di Intelligence dalle polemiche», ha detto poi di fronte alle proteste dell’Aula. Conte ha inoltre annunciato che, «viste le nuove sfide e anche gli impegni internazionali, non intendo mantenere la delega all’Agricoltura se non lo stretto necessario».

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E sulle questioni sollevate da Renzi e i suoi il premier Conte ha affermato: «E’ stato chiaro e apprezzato il contributo di Iv, ma ha deciso per l’astensione sul Recovery». Ma «il Recovery – spiega – non c’entra con il Mes». E sulla crisi «non ravviso alcun fondamento», sottolinea il premier che aggiunge come ora la si debba «trovare qui una risposta». Una crisi aperta in una «fase cruciale», dice Conte, puntando il dito contro «contrappunti polemici, sterili e del tutto incomprensibili» e sui «non casuali rilanci sui temi più divisivi».

«Rischiamo di perdere contatto con la realtà – afferma Conte -, c’era bisogno di aprire una crisi politica in questa fase? No. Abbiamo compiuto ogni sforzo per evitare che questa crisi latente potesse esplodere, nonostante continue pretese, critiche sempre più incalzanti, continui rilanci concentrati su temi palesemente divisivi rispetto alle sensibilità delle varie forze di maggioranza».

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«E’ una crisi che avviene in una fase cruciale, con la pandemia in pieno corso. Confesso, lo devo dire, di avvertire un certo disagio. Non sono qui per illustrare misure per i cittadini e per le imprese o la bozza del Recovery Plan, ma per provare a spiegare una crisi di cui non ravviso alcun plausibile fondamento», ha sottolineato Conte.

«Arrivati a questo punto, bisogna dirlo con franchezza, non si può cancellare quel che è accaduto, non si può pensare di recuperare quel senso di fiducia necessario per lavorare” insieme, in una compagine governativa. “Adesso si volta pagina, questo paese merita un governo coeso», impegnato «a lavorare per una piena ripartenza» e per una «incisiva ripresa».

Quanto accaduto nelle ultime settimane, ha quindi ribadito il premier, «ha aperto una crisi profonda tra le forze di maggioranza, ma ha soprattutto provocato sgomento nel paese e rischia di produrre danni notevoli e non solo perché ha fatto salire lo spread, ma perché ha attirato l’attenzione dei media internazionali, delle cancellerie straniere».

Conte alla Camera: «E’ il momento per contribuire alla prospettiva di governo in senso europeista e anti-sovranista»

Poi arriva l’appello ai ‘costruttori’. «Sappiate – dice – che questo è il momento giusto per contribuire alla prospettiva di governo, declinata in senso europeista e anti-sovranista. Servono volenterosi, a chi ha a cuore il destino dell’Italia dico ‘aiutateci’».

L’invito è quello di «mettersi alle spalle il grave gesto di irresponsabilità che ci ha gettato in questa incertezza». «Questa alleanza può già contare su una solida base di dialogo alimentata da M5s, Pd, Leu» e «sarebbe un arricchimento di questa alleanza poter acquisire contributo politico di formazioni che si collocano nella più alta tradizione europeista: liberale, popolare, socialista. Ma chiedo un appoggio limpido e trasparente», sottolinea.

«Nei prossimi giorni completeremo il percorso già avviato per un patto di legislatura per definire le riforme più utili» e per «rafforzare la squadra di governo», aggiunge il premier.

«Questa alleanza» a cui guarda il governo «sarà chiamata a esprimere una imprescindibile vocazione europeista, perseguendo una chiara scelta di campo contro derive nazionalistiche e logiche sovraniste».

«Da parte mia, assicuro massima disponibilità e mi impegno a guidare con tutti questa fase decisiva per la rinascita del Paese», assicura Conte, aggiungendo: «Se il Parlamento vorrà accordare la fiducia garantisco a tutti i cittadini italiani che, oltre a tutte le energie fisiche e intellettuali, aggiungeremo il nostro cuore, perché la politica senza sentimento e una reale condivisione è disciplina senz’anima».

Il premier: «Fondamentale il senso di responsabilità delle forze di opposizione»

Se da un lato bacchetta l’opposizione parlando di derive nazionalistiche dall’altro prova a smorzare i toni quando afferma che è «stato fondamentale il senso di responsabilità manifestato anche dalle forze di opposizione, che pur nella chiara differenza, nella dialettica politica, differenti posizioni, hanno contribuito, avete contribuito, ad affrontare alcuni passaggi critici».

«Bisogna darne pubblicamente atto, avete votato varie volte lo scostamento di Bilancio, avanzato proposte concrete, qualificanti, alcune convintamente accolte dalle forze di maggioranza. Anche grazie a questo dialogo abbiamo potenziato, nella legge di Bilancio, il sostegno ai lavoratori autonomi, alle partite Iva».

Inoltre il premier annuncia di voler mettere mano alla legge elettorale. «il Governo si impegnerà a promuovere una riforma di impianto proporzionale  quanto più possibile condivisa, che possa coniugare efficacemente rappresentanza e l’esigenza ineludibile di assicurare una complessiva stabilità» al sistema.

Conte alla Camera, il discorso

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