«Sistema Sorrento», prima condanna: 4 anni e 2 mesi al collaboratore dell’ex sindaco Coppola

La decisione del gup dopo il processo abbreviato

Una condanna a 4 anni e 2 mesi di reclusione segna il primo punto fermo giudiziario nell’inchiesta sul cosiddetto «sistema Sorrento». La sentenza è stata emessa dal giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Torre Annunziata al termine di un processo celebrato con il rito abbreviato. Al centro del procedimento ci sono le presunte irregolarità nell’assegnazione degli appalti al Comune di Sorrento, emerse dall’indagine condotta dalla Guardia di Finanza e dalla Procura di Torre Annunziata, coordinata dal procuratore Nunzio Fragliasso.

Il gup ha condannato, per induzione indebita, il giornalista Francesco Di Maio, collaboratore e componente dello staff personale dell’ex sindaco di Sorrento, Massimo Coppola. Di Maio era già stato arrestato insieme al primo cittadino in flagranza di reato il 21 maggio 2025, dopo la consegna di una mazzetta da 6mila euro in contanti da parte di un imprenditore della penisola sorrentina.

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Secondo quanto ricostruito nell’inchiesta, a consegnare il denaro durante una cena in un ristorante fu l’imprenditore Michele De Angelis, titolare della società Prisma Coop sociale s.p.a Onlus. La somma, secondo l’accusa, sarebbe stata versata per l’affidamento alla società dei servizi di refezione scolastica per il periodo 2023-2026. Un appalto dal valore complessivo a base d’asta superiore a 4,5 milioni di euro. Dagli accertamenti è emerso anche che, fino al 20 maggio 2025, l’imprenditore aveva già consegnato direttamente al sindaco di Sorrento, oppure attraverso Di Maio, 66mila euro.

Gli altri versamenti per l’appalto sull’asilo nido

L’indagine ha consentito inoltre di ricostruire un altro filone di pagamenti. De Angelis avrebbe versato a Coppola e a Di Maio, in più tranche, 50mila euro per l’aggiudicazione di un altro appalto del Comune di Sorrento. In questo caso, la procedura riguardava il servizio di ottimizzazione e miglioramento dell’asilo nido comunale per il triennio scolastico 2022-2025.

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«La condanna di Di Maio, che ha ammesso gli addebiti e ha beneficiato della riduzione di un terzo della pena per la scelta del rito abbreviato e al quale sono state concesse le attenuanti generiche, è intervenuta per entrambi i reati di induzione indebita su indicati», scrive il procuratore Nunzio Fragliasso in una nota. Il capo della Procura di Torre Annunziata ha precisato anche che «il pubblico ministero aveva chiesto la condanna dell’imputato alla pena di anni 4 di reclusione». Fragliasso sottolinea infine il peso della decisione: «Si tratta della prima sentenza emessa nell’ambito delle indagini relative al cosiddetto “sistema Sorrento”».

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