Manfredi ostenta 40 milioni dalla Bei, ma Napoli chiede meno annunci e più serietà

Prima di fare nuovo debito, il Comune realizzi le promesse sbandierate

L’annuncio del finanziamento da 40 milioni di euro da parte della BEI viene presentato come una grande opportunità per la città, ma non è tutto oro quello che luccica e la cosa solleva diverse perplessità che meritano attenzione. Innanzitutto, continua a mancare una visione organica e una programmazione credibile degli interventi urbani nel quadro più ampio di una visione di città che Manfredi non ha mai mostrato di avere.

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Negli ultimi anni Napoli è stata interessata da una molteplicità di cantieri che troppo spesso si sono sovrapposti tra loro, generando disagi per cittadini, residenti e attività economiche. Prima di aprire nuovi fronti di intervento sarebbe opportuno dimostrare di saper coordinare efficacemente quelli già esistenti, evitando che opere strategiche procedano con ritardi cronici e senza un chiaro cronoprogramma.

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Inoltre, quando si parla di investimenti pubblici si tende a enfatizzare esclusivamente le risorse disponibili per realizzare le opere, mentre raramente si affronta il tema della loro gestione futura. Ogni struttura recuperata o riqualificata comporta costi di manutenzione, personale, servizi e gestione ordinaria. Per questo motivo, alle spese di investimento dovrebbe sempre accompagnarsi una seria analisi economico-finanziaria che valuti la sostenibilità nel tempo degli interventi, evitando che le opere diventino in futuro un ulteriore peso per i bilanci pubblici.

Il caso

Particolarmente significativo è il caso della Villa Comunale. Più che annunciare ulteriori finanziamenti, sarebbe utile spiegare ai cittadini come si intende recuperare il grave ritardo accumulato sui lavori già in corso, che interessano circa il 50% dell’area. Prima di celebrare il completamento dell’opera come obiettivo futuro, sarebbe necessario fare chiarezza sulle cause dei rallentamenti, sui tempi effettivi di conclusione e sulle misure previste per rispettarli.

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Non un regalo

Infine, non va dimenticato che i 40 milioni della BEI non rappresentano una risorsa a fondo perduto, ma un finanziamento che incrementa comunque l’esposizione debitoria dell’ente. Si tratta certamente di uno strumento utile se impiegato per opere realmente prioritarie e sostenibili, ma resta pur sempre un debito che dovrà essere restituito. Per questo motivo, più che l’entusiasmo per l’annuncio, servirebbe una riflessione approfondita sulla capacità dell’amministrazione di programmare, realizzare e gestire nel tempo gli investimenti che oggi decide di finanziare.

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