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Sugli immigrati l’ipocrisia di sempre: i migranti vengono usati come arma politica

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Per convenienze si tralascia la competenza degli Stati di cui le imbarcazioni portano bandiera. La sinistra continuano l’opera di manipolazione

Vauro, da Massimo Giletti in «Non è l’Arena», rimane un comico che tende alla retorica, si maschera dietro una coltre di ipocrisia per urlare senza farsi capire, per disturbare e nascondere il traffico degli esseri umani. Esponenti di questa sinistra continuano nell’opera di manipolazione di questi temi e tentano, con un certo «buonismo di maniera», a distrarre l’opinione pubblica rispetto agli aspetti rilevanti, girandosi dall’altro lato per evitare di guardare in volto la realtà con tutte le criminali nefandezze.

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Così i migranti vengono usati come arma politica e si replica la cronaca di sempre: si disattendono le regole internazionali, si viola il codice della navigazione, ci si dimentica per convenienze la competenza degli Stati di cui le imbarcazioni portano bandiera. Il massimalismo della sinistra politica dimostra, ancora una volta, di non essere in grado di fornire una soluzione adeguata per poter tutelare i confini, la dignità e il lavoro degli italiani.

Questi flussi, che vedono dietro un’organizzazione mastodontica per utili, per coinvolgimento di associazioni e per strategie internazionali, mirano a far saltare le regole del mercato del lavoro, introducendo una manodopera illegale, senza una necessaria identificazione dei soggetti e soprattutto facendo strame del diritto internazionale, che rimane in balia di interpretazioni parziali, sia nella integrale applicazione della normativa, sia di dare luogo ad una appropriata vigilanza con poteri di controllo del territorio e del mare.

D’altronde si sa che gli hotspot sono luoghi d’ingresso difficili da gestire con accortezza e vigile controllo. Difatti queste strutture appositamente allestite negli Stati di frontiera dell’Unione europea allo scopo di identificare, registrare e avviare verso le procedure successive individui giunti irregolarmente come parte dei consistenti flussi migratori che a partire dagli inizi di questo secolo hanno massicciamente interessato il bacino del Mediterraneo, spesso, rimangono luoghi fuori controllo ed assolutamente inadeguati per poter portare a compimento una distribuzione orientata ad assistere questi soggetti (profughi o scappati di casa che siano) che meritano ben altre attenzioni e cure.

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Questa bomba umana, utilizzata a fini politici, deve trovare soluzione come dice il Papa Francesco «… Sui migranti, il principio è che vanno accolti, accompagnati, promossi e integrati. Se non si possono fare questi quattro passi, il lavoro con i migranti non riesce ad essere buono. Seconda cosa che dico, ogni governo dell’Unione europea deve mettersi d’accordo su quanti migranti può ricevere. Perché al contrario sono quattro Paesi, quelli che ricevono i migranti: Cipro, la Grecia, l’Italia e la Spagna, i più vicini per i migranti del mare. E la vita va salvata. Oggi il Mediterraneo è un cimitero, forse il più grande del mondo. Ho letto un libro in spagnolo che si chiama “Hermanito”. È la storia di un ragazzo africano che, seguendo le tracce del fratello, è arrivato in Spagna. Cinque schiavitù ha subìto prima di imbarcarsi. Molta gente, racconta, viene portata di notte alle barche, se non vogliono salire, sparano loro e li lasciano sulla spiaggia. La schiavitù di quella gente, il rischio di morire in mare. La politica dei migranti va concordata fra tutti i Paesi. Non si può fare una politica senza consenso. E l’Unione europea su questo deve prendere in mano una politica di collaborazione e di aiuto, non può lasciare a Cipro, Grecia, Italia e Spagna la responsabilità di tutti i migranti che arrivano sulle spiagge».

Questa è la tragedia di un’Europa che lascia soli i paesi di prima accoglienza, nonostante le regole internazionali e regole di ingaggio del codice della navigazione dicano bel altro. Così Papa Francesco dice la parola definitiva su questo traffico ed in maniera risoluta ha dichiarato che «L’Italia non può fare nulla senza l’accordo con l’Europa».

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