Le tre opportunità che il governo finge di non vedere. Preferiscono indebitarci

Annaspano nel coprifuoco. Non sanno cosa fare, per cui, se la prendono con noi e preparano il lockdown. Conte «raccomanda», ma fortemente, spostamenti limitati e, quindi, non fuori dalla regione di residenza, ma non blocca i porti all’ingresso degli immigrati; dei contenuti del nuovo dpcm, che vivrà un mese e fino al 24 aprile, ve ne abbiamo già parlato, quindi inutile ripeterci.

Intanto, la situazione precipita e lo ‘sceriffo’ De Luca, annuncia la messa in ‘rosso’ di tutta l’area metropolitana di Napoli, propone di chiudere l’Italia, e, magari anche inconsapevolmente (o forse no?) ‘spinge’ i napoletani in piazza e scoppiano tafferugli con le forze dell’ordine, nella protesta s’infiltrano esponenti dei centri sociali e della criminalità che danno fuoco ai cassonetti ed aggrediscono cronisti e troupe televisive, mentre le forze dell’ordine per riportare la calma ricorrono al lancio di lacrimogeni.

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Ma devono anche contare 8 feriti (3 poliziotti, 1 soldato e 4 carabinieri). Degli aiuti europei si parla, ma continuano a scivolare nel tempo. Gualtieri scrive una manovra da 40 miliardi di cui 15 di provenienza Ue. Intanto, Pd e M5S s’accapigliano sul Mes, stando bene attenti a non tirare troppo la corda, per non doversene tornare a casa. Ma per entrambi, la situazione è grave e non c’è tempo da perdere. E su questo non si può non essere d’accordo.

Da qui il dubbio, anzi, la certezza, che le bordate che i ‘giallorotti’ continuano a scambiarsi, servano a nascondere che non sono poi così tanto convinti di quello che sostengono ovvero che il Mes non sia proprio così indolore e privo di condizionalità, come: Pd, Iv, ora anche Fi, qualche grillino, qualche +Europa e Maurizio Lupi – che, tra l’altro, si sono messi insieme in una sorta di “partito” traversale “Mes subito” – vorrebbero farci credere.

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Oppure che questa seconda ondata di pandemia – nonostante i numeri in costante crescita – non sia poi così pericolosa come ce la dipingono, Giuseppi, i grillini e gli stessi piddini, per poterci imbavagliare, condannare agli arresti domiciliari e governare senza dover dar conto a nessuno. O peggio ancora, a differenza di quanto spergiurano, non hanno in così grande considerazione la nostra salute.

Altrimenti, sia quelli del “mes subito” quanto quelli del “no mes”, si renderebbero conto che non possono più perdersi in chiacchiere e anche il premier capirebbe che non può continuare a cincischiare sostenendo, come il governatore di BankItalia, Visco, che “poichè nessun altro Paese prende il Mes… se lo prendessimo noi, scatterebbe un segnale d’allarme dei mercati finanziari nei confronti dell’Italia» e che il problema va risolto. Anche, per quanto rigurda le risorse, la soluzione c’è, anzi, a volerlo, ce ne ce ne sarebbero addirittura, tre.

Stefano Buffagni
Stefano Buffagni

La prima, i 16 miliardi per la sanità in giacenza, proprio per la sanità, come ricordato nei giorni scorsi dal viceministro per lo sviluppo Buffagni. Perché non utilizzarli? La seconda, l’Ue – all’inizio della pandemia, promise di lasciarci utilizzare i fondi europei oltre 30mld non spesi e a rischio definanziamento, ma ancora non se n’è fatto niente. Cosa aspettiamo?

La terza: accedere ai mercati finanziari. Procurandoci i fondi necessari, in maniera veloce e “risparmiosa”. Da mesi, infatti, i buoni emessi dallo Stato hanno raggiunto rendimenti negativi per gli investitori – nello specifico, banche e player della finanza internazionali – e con richieste sempre il doppio di quanto offerto.

Basta pensare che nell’offerta di titoli di Stato del 9 ottobre scorso, contro la richiesta del mercato di 12 miliardi e 47 milioni, il governo ne ha assegnati soltanto 7, restando fedele alla sua offerta iniziale e portando a casa un risparmio sul rendimento per gli investitori del -0,436%. E, non perché, questi, operino in perdita, bensì perché – investendo in titoli di Stato le eccedenze di liquidità, anche se a rendimenti negativi – ci rimettono meno, rispetto alle commissioni da pagare alla Bce, se queste stesse eccedenze le depositassero – come impone la normativa europea – presso i suoi sportelli.

Allora perché continuare ad aspettare un aiuto dell’Ue, che non ci sarà? Tanto più che se nessun Paese ha chiesto il Mes; il recovery fund, resta in terapia intensiva e sta sempre peggio; Spagna e Portogallo, e comincia a pensarci anche la Francia, rifiutano i prestiti, per evitare le condizionalità, i piani dettagliati e la “sorveglianza”. Incapaci di evitare il peggio, ma s'”incazzano” se li contestano. «Ciò che mi disturba del coccodrillo, non è che mi mangi la gamba, ma che ci pianga sopra». Direbbe Bacone.

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