Meloni al G7: «L’occasione di pace con l’Iran va colta». Disgelo con Trump

La premier chiede la fine delle ostilità anche in Libano

Il primo segnale di disgelo arriva durante la cena inaugurale del G7 di Evian. Dopo mesi di tensioni a distanza, Giorgia Meloni e Donald Trump tornano a parlarsi mentre il vertice affronta il dossier decisivo dell’Iran. Il confronto tra la presidente del Consiglio e il leader statunitense si è limitato, almeno inizialmente, a battute e brevi scambi durante l’incontro riservato ai soli capi di Stato e di governo, senza la presenza degli staff. Un contatto informale, ma sufficiente a mostrare che le frizioni degli ultimi mesi non hanno compromesso la storica relazione tra Italia e Stati Uniti.

Nessun bilaterale risulta inserito nell’agenda ufficiale. I tre giorni di lavori a Evian-les-Bains potrebbero tuttavia offrire l’occasione per un chiarimento diretto, dopo un periodo segnato dall’assenza di contatti personali e dalle accuse rivolte da Trump alla premier italiana. Meloni, spiegano dal suo entourage, continuerà a mantenere un atteggiamento franco, senza rinunciare alla tutela del rapporto tra Roma e Washington.

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L’Italia pronta a contribuire alla riapertura di Hormuz

Sul tavolo del G7 c’è soprattutto il futuro dell’Iran. Meloni ha accolto con «forte apprezzamento» i primi risultati del percorso diplomatico, pur avvertendo che «c’è ancora molta strada da fare». Il nodo centrale è l’intesa preliminare raggiunta da Washington e Teheran, la cui firma ufficiale è prevista per il 19 giugno. Per la presidente del Consiglio si tratta di «un’occasione di pace che va colta», anche se la tregua dovrà essere consolidata e accompagnata dalla cessazione delle ostilità in Libano.

L’Italia ha già manifestato la disponibilità a partecipare agli sforzi internazionali per ripristinare una navigazione «libera e sicura» nello stretto di Hormuz. I cacciamine italiani si trovano nell’area, ma non potranno avvicinarsi per prendere parte alle operazioni di sminamento senza la preventiva autorizzazione parlamentare.

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Prima di chiedere il via libera alle Camere, il governo attende che siano chiariti il perimetro della missione, il comando e le regole di ingaggio. Emmanuel Macron ritiene possibile un avvio nel giro di pochi giorni e ha indicato Francia e Gran Bretagna come potenziali guide dell’operazione. Roma, invece, considera ancora aperte diverse questioni sulla struttura dell’intervento. Una volta definito il formato internazionale, Meloni dovrebbe riferire in Parlamento per ottenere l’autorizzazione a «contribuire a una presenza navale internazionale per accompagnare la piena riapertura» dello stretto.

Meloni rilancia il sostegno italiano all’Ucraina

Prima della partenza per il vertice, la premier aveva affrontato i principali dossier internazionali a Villa Pamphili con la prima ministra giapponese Sanae Takaichi. Nel corso delle dichiarazioni congiunte, Meloni ha ribadito la posizione italiana sull’Ucraina, alla quale il G7 dedicherà una sessione con la partecipazione di Volodymyr Zelensky.

La presidente del Consiglio ha giudicato ancora una volta «inaccettabile» l’aggressione russa, richiamando anche quanto accaduto alla Cattedrale della Dormizione, patrimonio Unesco e uno dei «simboli millenari della cristianità».

«Non possiamo volgere lo sguardo altrove», ha affermato Meloni, indicando nella «fermezza nel sostegno a Kiev» una priorità che dovrà restare «centrale» durante il summit, nonostante le posizioni dei partner non appaiano completamente allineate alla vigilia dei lavori.

Il progetto Gcap e il nuovo incontro con Macron

Con Takaichi, Meloni ha inoltre celebrato l’ingresso nella «fase operativa» del Gcap, il progetto per la realizzazione di un caccia di sesta generazione sviluppato da Italia, Giappone e Gran Bretagna. «Ci siamo incontrate a gennaio e abbiamo fissato degli obiettivi e siccome siamo due donne a capo delle loro nazioni li abbiamo raggiunti», ha dichiarato la premier.

Dopo l’incontro romano, Meloni ha raggiunto Ginevra e da lì si è trasferita in elicottero a Evian-les-Bains insieme agli altri leader. Nel corso della cerimonia di benvenuto ha sfilato subito dopo Trump e ha salutato Emmanuel Macron con una stretta di mano e i baci sulle guance. La presidente del Consiglio rivedrà il capo dell’Eliseo la prossima settimana ad Antibes, in occasione del primo vertice Francia-Italia organizzato dopo la firma del Trattato del Quirinale.

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