Carceri, ancora aggressioni nei confronti degli agenti. I sindacati chiedono più personale

«Questi fatti avvengono ogni giorno. Soggetti, sempre stranieri di religione islamica, mandano facilmente imprecazioni nei confronti del personale, anche minacciando il “taglio della gola”. Le carceri sono diventate veramente ingestibili per colpe ben chiare che riguardano un’amministrazione penitenziaria sempre più lontana dalla realtà». Sono le parole dei sindacati Sinappe, Uilpa, Uspp, Cnpp, FpCgil e Sippe, che denunciano le recenti aggressioni subite dagli agenti di Polizia Penitenziaria da parte di alcuni detenuti violenti e con problemi psichici.

Nel carcere di Mammagialla (Viterbo), per esempio, si è verificata l’ultima aggressione nei confronti di quattro operatori penitenziari, che sono dovuti ricorrere alle cure del Pronto Soccorso. Ciò, continua a scatenare l’ira delle organizzazioni sindacali che continuano a chiedere interventi urgenti al Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.

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Come ormai noto, sono state approvate dal Decreto Rilancio 650 nuove assunzioni mediante lo scorrimento della graduatoria dell’ultimo concorso anche se, stando al parere dei sindacati e degli idonei al concorso sono solo briciole che non riuscirebbero a colmare il cosiddetto turn-over. Quello che chiedono i candidati, infatti, riguarda un ‘vero’ scorrimento della loro graduatoria per le aliquote civili e militari, allo scopo di sopperire in tempi più rapidi alla carenza degli organici e garantire maggiore sicurezza nelle carceri italiane.

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