Turista inglese violentata: barman incastrato dal Dna

La donna, dopo le violenze, ha scattato delle foto e fatto un video all’uomo

Si è trasformata in un incubo la vacanza napoletana di una turista britannica, che sarebbe stata violentata lo scorso luglio da un barman, nel bagno del locale dove lavorava e dove la vittima aveva appena finito di consumare dei drink serviti proprio dal suo aggressore.

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Ora l’uomo è stato arrestato: ad incastrarlo sono state, tra l’altro, le comparazioni per l’individuazione del dna, eseguite sui campioni biologici prelevati nell’immediatezza dei fatti e sottoposti al vaglio del Ris dell’Arma. La vicenda risale allo scorso 12 luglio e a fare luce sull’accaduto sono stati i carabinieri della Compagnia Napoli Centro, coordinati dai magistrati della sezione «fasce deboli», il sostituto procuratore Mariangela Magariello e il procuratore aggiunto Raffaello Falcone.

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Il racconto della vittima

Secondo il racconto fornito agli investigatori dalla vittima (assistita da un interprete), formalizzato anche in una denuncia presentata il giorno dopo gli abusi, la ragazza è stata aggredita dall’indagato, un 27enne, qualche minuto dopo essersi recata in bagno, che si trova nella parte posteriore del bar. Prima aveva consumato diversi drink, tutti alcolici, serviti proprio dal barista, peraltro ripreso da un’amica della vittima mentre li preparava. Poi è andata in bagno. Appena chiusa la porta (non c’era una serratura con la chiave) il barman si è infilato nel locale, impedendo alla giovane di uscire.

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«Improvvisamente era su di me», ha scritto nella denuncia la vittima parlando dell’orrore che ha vissuto. «Non c’era affatto il mio consenso… non ho prestato il mio consenso», ha ripetuto. La turista dopo essere stata violentata è uscita dal bagno sotto choc. Ripresasi, ha anche scattato delle foto e fatto un video al barman, che ha fornito alle forze dell’ordine. La successiva visita medica in ospedale, ha confermato il carattere violento del rapporto.

Il barista, in sede di incidente probatorio, si è rifiutato di sottoporsi al tampone e dunque gli esami si sono tenuti utilizzando i reperti che erano già stati raccolti durante le indagini. Sempre durante l’incidente probatorio, finalizzato a cristallizzare le prove prima del processo, la ragazza non si è mai contraddetta. Anzi ha confermato esattamente la versione dei fatti fornita il 13 luglio scorso, il giorno dopo le violenze.

E ha individuato senza esitare il suo aguzzino, anche in un confronto «all’americana». Secondo il gip di Napoli Carla Sarno, che su richiesta della Procura ha emesso la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti del barman 27enne, attraverso le risultanze investigative acquisite «può dirsi pienamente raggiunta la soglia di gravità indiziaria».

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