Renzi fa la prima mossa: fuori Iv dal governo. Ora tocca a Conte, ma si teme per il ritorno al voto

«Torre in A5». Matteo Renzi come se fosse in una partita a scacchi la sua mossa l’ha fatta. Le dimissioni della delegazione di Italia Viva al governo. E come nelle più classiche partite di scacchi adesso toccherà all’altro giocatore, il premier Giuseppe Conte, muovere e soprattutto evitare che alla fine subisca scacco matto.

Per il momento il presidente del Consiglio non muove i pezzi sulla scacchiera, lascia che siano gli altri partiti della maggioranza a farlo, stabilendo una sorta di ultimo fronte schierato a difesa dello stesso Conte al punto da coniare l’hashtag ‘AvantiConConte’. Intervengono tutti i ministri, e non solo, con raffiche di tweet direttamente dall’interno del Consiglio dei ministri e durante lo stesso, al punto che sembra di assistere a una strategia decisa proprio nel corso della riunione a Palazzo Chigi.

Pubblicità

Il senso è quello di andare avanti con Giuseppe Conte, puntando il dito contro Renzi. E così, ad esempio, Dario Franceschini scrive: «In Consiglio dei Ministri ho ribadito che chi attacca il presidente del Consiglio attacca l’intero governo e Giuseppe Conte sta servendo con passione e dedizione il proprio Paese nel momento piu’ difficile della storia repubblicana»; oppure il ministro della Giustizia Bonafede: «Si va avanti con Giuseppe Conte»; o il titolare della Salute, Roberto Speranza: «In questi mesi Giuseppe Conte ha servito il Paese con disciplina ed onore. Avanti al suo fianco».

E Conte? Ufficialmente non parla, ma affida a indiscrezioni del Consiglio dei ministri il suo pensiero: «Se un partito fa dimettere le sue ministre, questo non può essere considerato un fatto estemporaneo, non si può sminuire la gravità di questa decisione. Il Paese sta guardando la drammatica situazione che stiamo vivendo, ho offerto la disponibilità ad un tavolo di legislatura, eppure di fronte a questa disponibilità ci sono state comunque le dimissioni delle ministre. Non ci siamo mai sottratti a un tavolo di confronto anche se oggettivamente diventa complicato un confronto quando il terreno è disseminato continuamente di mine difficilmente superabili».

Pubblicità
Bellanova regolarizzazione immigrati
Teresa Bellanova

Indiscrezioni, come detto, mentre per ora l’unico atto concreto è l’accettazione delle dimissioni delle ministre Bonetti e Bellanova e del sottosegretario Scalfarotto. Poi nient’altro. Per il momento da quello che si intuisce Giuseppe Conte non dovrebbe salire al Quirinale, avendolo peraltro fatto già ieri pomeriggio quando aveva deciso di ragguagliare Mattarella sulla situazione. E dal Colle più alto di Roma Conte era sceso con la raccomandazione di chiarire al più presto la posizione all’interno della maggioranza. Chiarimento a cui ci ha pensato lo stesso Renzi decidendo per l’uscita della delegazione di Iv.

Adesso si ragiona sul da farsi. Il Consiglio dei ministri ieri sera ha approvato il nuovo decreto legge che proroga lo stato di emergenza fino a fine aprile, mentre per il Dpcm bisognerà attende il confronto di oggi del ministro Boccia con le Regioni e il Cts. E sempre oggi dovrebbe essere convocato un nuovo CdM con all’ordine del giorno la richiesta di un nuovo scostamento di bilancio dell’ordine di 20 milioni di euro per finanziare il quinto decreto Ristori.

Su questi provvedimenti, comunque, non dovrebbero esserci problemi visto che comunque Italia Viva ha assicurato il suo voto favorevole. Ciò nonostante, è evidente che il gesto dei renziani non può rimanere senza conseguenze. Intanto, già nella giornata di oggi sia il Pd e sia il M5S si riuniranno con i propri direttivi e ministri per fare il punto della situazione sulla crisi e delineare le prossime mosse.

Anche se è abbastanza chiara la volontà di difendere il governo e lo stesso Conte è fuori di dubbio che una road map bisognerà iniziare a pensarla, anche perché il centrodestra non resterà a guardare.

Fratelli d'Italia Centrodestra
Tajani, Meloni e Salvini

Infatti, ieri Meloni, Salvini e Tajani si sono visti e oltre a ribadire la compattezza dell’opposizione e la volontà di non prestare il fianco per fare da stampella al governo, hanno chiesto che «il Presidente del Consiglio prenda atto della crisi e si dimetta immediatamente o, diversamente, si presenti domani (oggi ndr) in Parlamento per chiedere un voto di fiducia».

E qualora dovesse mancare la fiducia «la via maestra per riportare al governo del Paese una maggioranza coesa ed omogenea, con un programma condiviso e all’altezza dei problemi drammatici che stiamo affrontando, resta quella delle elezioni. Ci affidiamo alla saggezza del Presidente della Repubblica per una soluzione rapida: i partiti del centrodestra ribadiscono con chiarezza la loro indisponibilità a sostenere governi di sinistra».

Di passaggi in Aula, come chiesto dal centrodestra, per ora non se ne parla. Potrebbe accadere la prossima settimana per un’informativa del presidente del Consiglio su quanto accaduto, ma molto dipenderà sia da cosa decideranno oggi i singoli partiti della maggioranza dopo le rispettive riunioni e sia se emergeranno eventuali responsabili in Parlamento per sostituire i renziani. Chiaro che l’obiettivo primario è fare decantare la situazione e prendere tempo, nell’attesa anche di capire se ci saranno ulteriori sviluppi sul fronte renziano.

Matteo Renzi

Infatti, Renzi nel corso della conferenza stampa oltre a ribadire quelli che ormai rappresentano i cavalli di battaglia (Mes, delega servizi segreti, Recovery Fund) ha comunque lasciato qualche spiraglio per ricomporre il quadro della maggioranza.

Oltre ad aver precisato che «non abbiamo nessuna pregiudiziale, nè sui nomi nè sulle formule», a margine gli stessi renziani hanno tenuto a precisare che nessuno ha mai detto che Conte si deve dimettere. Piuttosto la fase che si deve aprire è quella del confronto e di verificare da qui a qualche giorno se ci sono le condizioni per un nuovo patto di legislatura. E magari con una nuova compagine della squadra di governo.

Come detto, toccherà a Conte fare la prossima mossa per rispondere all’iniziativa di Renzi e verificare se esistono le condizioni per continuare con questo stesso governo senza dover passare per le dimissioni, o se invece bisognerà aprire una crisi formale. Un’eventualità, quest’ultima, che in molti nella maggioranza temono, non soltanto perché non si fidano di Renzi ma anche perché ci potrebbe essere il rischio che la crisi si avviti su se stessa portando direttamente al voto. Quello che appunto nessuno della maggioranza vuole.

© Riproduzione riservata

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE:

Federproprietà Napoli

Altri servizi

Napoli, ancora un incidente mortale: ciclista 64enne perde la vita in via Vespucci

Sale a 14 il numero delle vittime della strada nel 2026 Un’altra vittima sulle strade di Napoli, la quattordicesima dall’inizio del 2026. Ieri sera un...

Bonifici fino a 15mila euro per vacanze fantasma: clienti denunciano

Altre decine di persone annunciano iniziative analoghe C’è chi aveva prenotato Sharm el Sheik, chi una crociera, chi aveva impegnato risparmi importanti per concedersi una...

Ultime notizie

Manovra, spinta sui salari: vantaggi fiscali a chi aumenta gli stipendi dei giovani

Il governo valuta un nuovo contributo degli istituti di credito Non solo banche. Nel cantiere della prossima manovra trovano spazio anche pensioni e salari, con...

Circumvesuviana, il centrodestra attacca Casillo: «Disastro infinito»

Sangiuliano: «Una Caporetto quotidiana» «Ormai è una autentica Caporetto, un disastro infinito». Gennaro Sangiuliano e i capigruppo del centrodestra in Regione Campania attaccano l’assessore Mario...

Operaio di Boscoreale in gravi condizioni: ricoverato con graffi ed ematomi

I carabinieri al lavoro per ricostruire l'accaduto Non si conoscono ancora le generalità né la dinamica dei fatti, ma c'è mistero su quanto accaduto ieri...