Il governatore vuole introdurre la misura a livello regionale
Roberto Fico prova a rispolverare in chiave regionale il Reddito di cittadinanza. Il presidente della Regione Campania lavora a una misura destinata a chi oggi non beneficia degli strumenti di sostegno esistenti, con una possibile attuazione nel corso del 2027 e risorse da reperire nel bilancio regionale.
A margine delle celebrazioni per le Quattro Giornate di Napoli, Fico ha spiegato: «La base del ragionamento è individuare la platea, composta da tutte le persone che non prendono assolutamente niente: né un assegno disoccupazione, né un assegno di inclusione, cioè che sono fuori da qualsiasi cosa. E queste persone ci sono, il fatto che ci siano ci deve far capire che queste persone non possono rimanere fuori da tutto. Una volta individuata la platea facciamo bene i calcoli e capiamo i finanziamenti possibili».
Sui tempi, il presidente della Regione ha escluso una partenza entro la fine dell’anno: «Sicuramente non sarà possibile entro dicembre 2026, ma proveremo nell’arco del 2027 a fare tutta l’istruttoria e capire se c’è la possibilità di un finanziamento, chiaramente con fondi regionali».
Il precedente del Reddito di cittadinanza
Sul progetto pesa inevitabilmente anche l’esperienza della vecchia misura nazionale, soprattutto sul fronte dei controlli. Secondo i dati Inps riportati ad agosto da Milano Finanza, gli indebiti legati al Reddito di cittadinanza hanno raggiunto circa 1,4 miliardi di euro. L’incrocio tra Isee e archivi reddituali ha portato inoltre alla revoca di 27.835 domande per redditi rilevanti non dichiarati.
Il Reddito di cittadinanza, sostituito dal governo Meloni con l’Assegno di inclusione, aveva mostrato anche alcune criticità nel rapporto con il mercato del lavoro: in determinati casi, la convenienza a conservare il sussidio poteva spingere a non accettare un impiego regolare o a lavorare in nero per non perdere il beneficio. Se la Regione porterà avanti il nuovo progetto, sarà quindi centrale capire quali controlli verranno previsti e attraverso quali meccanismi si cercherà di evitare abusi, percezioni indebite e distorsioni rispetto al lavoro regolare.
Nappi: «Propaganda sulla pelle di chi ha bisogno»
«Fico annuncia un reddito minimo per chi non riceve alcun sostegno. Ci dica concretamente di chi sta parlando: quali cittadini, quanti beneficiari, quali requisiti? E soprattutto: con quali risorse, per quanto tempo e con quali controlli? Annunciare un nuovo sussidio rinviando la definizione della platea significa alimentare aspettative senza offrire risposte», afferma Severino Nappi, vice coordinatore della Lega in Campania e componente del Consiglio Federale della Lega.
Il governatore «chiarisca come intende coordinare questa misura con gli strumenti nazionali già esistenti e quali percorsi di formazione e inserimento lavorativo prevede per chi può lavorare. Oppure l’obiettivo è riproporre in salsa campana il solito assistenzialismo targato M5S, trasformando il bisogno in consenso elettorale? Chi vive una condizione di difficoltà merita sostegni seri, servizi efficienti e opportunità concrete. Fico presenti criteri, coperture e obiettivi verificabili: la propaganda sulla povertà è fin troppo facile, governare richiede competenza», conclude Nappi.




