Coronavirus, Conte risponde alle accuse: «Due decreti legge danno copertura legislativa ai Dpcm»

Per il premier Giuseppe Conte «stiamo affrontando un’emergenza che non ha precedenza nella storia repubblica siamo costretti a riconsiderare modelli di vita, a rimeditare i nostri valori, a ripensare il nostro modello di sviluppo». Lo afferma nell’informativa alla Camera per l’emergenza Coronavirus.

«Il governo ha sempre compreso la gravità del momento e proprio per questo non ha mai inteso procedere per via estemporanea, improvvisata: c’è stato un accurato bilanciamento di tutti gli interessi e i valori coinvolti, buona parte dei quali di rango costituzionale».

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Sulle misure per il Coronavirus c’è stata una «discussione ampia con i membri del governo, forze di maggioranza, parti sociali ed enti territoriali riuniti in una cabina di regia. Anche il Parlamento è stato costantemente e doverosamente informato. Il governo ha adottato da subito un indirizzo di merito e di metodo che prevede un costante confronto con il comitato tecnico scientifico» in modo da seguire «un principio di conoscenza scientifica nelle sue decisioni».

La principale priorità del Governo è la sicurezza dei cittadini

«E’ imperativo categorico per un governo che deve proteggere la vita dei cittadini porre a fondamento delle proprie decisioni non già la libere opinioni che si susseguono ma le raccomandazioni di qualificati esponenti del mondo scientifico», aggiunge.

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Quello messo in campo «è un modo per far ripartire al meglio la nostra economia senza battute di arresto in futuro. Un approccio non graduale e incauto porterebbe ad una recrudescenza del contagio». «Non possiamo permettere che gli sforzi compiuti risultino vani per imprudenze compiute in questa fase così delicata. Qualsiasi atteggiamento ondivago, come passare dalla politica del ‘chiudiamo tutto’ al ‘riapriamo tutto’, rischierebbe di compromettere in maniera irreversibile questi sforzi».

«Al termine delle due settimane (il 18 maggio, ndr) avremo un quadro più chiaro e potremo procedere ad un ulteriore allentamento delle misure contenitive». «Se nei prossimi giorni la curva dei contagi non dovesse crescere allenteremo ulteriormente le misure assicurando l’apertura in sicurezza del commercio al dettaglio, della ristorazione, dei servizi alla persona».

Coronavirus, Conte: «No a iniziative di singoli enti locali»

«Non ci sarà un piano rimesso a iniziative improvvide di singoli enti locali» afferma Conte ma sarà «basato su rilevazioni scientifiche. Iniziative che comportino misure meno restrittive non sono possibili, perché in contrasto con le norme nazionali, quindi sono da considerarsi a tutti gli effetti illegittime».

«Il primo decreto legge» sulle misure economiche «riprenderà tutti i provvedimenti del Cura Italia, li prolungherà e rafforzerà. Ci saranno 25 miliardi per le misure di sostegno al lavoro e sostegno al reddito come cassa integrazione, indennizzi per colf e badanti». «Daremo anche un riconoscimento per le province più colpite dal Covid-19». Il computo delle misure per le imprese nel prossimo decreto sarà di 15 miliardi, sottolinea Conte.

«Nelle prossime ore il ministro della Salute emanerà un provvedimento per definire criteri e specifiche soglie di allarme per una valutazione accurata della tendenza al contagio in ciascuna area del Paese. Una volta che saranno definiti questi criteri sarà possibile anche un allentamento delle misure restrittive circoscritto su base territoriale, dove la situazione epidemiologica appare meno critica».

«Per il turismo, comparto particolarmente esposto, ci sarà sostegno alle imprese turistiche e alle famiglie sotto alcune soglie di reddito con un bonus da spendere nelle strutture ricettive del Paese».

«Il governo – afferma Conte – intende dedicare alle famiglie lo spazio che meritano nei prossimi provvedimenti. Sarà cruciale preparare e sostenere progetti territoriali, tutelando anche il diritto al gioco, all’attività motoria, senza compromettere le norme di distanziamento sociale. Attenzione dovrà essere dedicata anche al tema della disabilità, anche dal punto di vista economico».

Il governo prevederà un «ricorso a iter autorizzativi semplificati per un campione di opere, è un’ulteriore direttrice di azione che prenderemo già nei prossimi provvedimenti. Un grande ruolo può essere svolto dal’azione coordinate delle grandi aziende a partecipazione pubblica».

«Contiamo anche di recuperare un intervento di complessivo potenziamento di detrazioni fiscali a favore dell’edilizia e della sostenibilità. Stiamo studiando un meccanismo articolato che consenta ai cittadini di beneficare di sconti pari al costo pressoché totale dei lavori su lavori anti-sismici e di efficientamento energetico», sottolinea.

«Non mi sfugge la portata dei rilievi della riserva di legge e del principio di legalità che la Costituzione pone a baluardo della persona. Ma quei principi non sono stati né trascurati né affievoliti. Il 31 gennaio è stato deliberato lo Stato di emergenza di rilievo nazionale da cui discendono precise conseguenze giuridiche come prevede il codice civile».  «A questo si sono aggiunti due decreti legge che offrono copertura legislativa». Il premier non ha sottolineato, però, che i provvedimenti citati portano in calce la sua firma.

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