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La Lega ‘risponde’ a Fratelli d’Italia e occupa il Parlamento. Basterà per risalire nei sondaggi?

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Martedì Fratelli d’Italia fuori Palazzo Chigi nella prima manifestazione post Covid per portare al governo il grido di dolore delle categorie abbandonate; ieri la Lega che decide di occupare il Parlamento, perché come spiega Salvini sui social, «tanti di voi hanno chiesto di rimanere in Parlamento fino a che dal governo non arriveranno risposte concrete agli italiani».

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In questa che dovrebbe essere l’ultima settimana di chiusura totale, mentre tutti gli italiani stanno facendo il conto alla rovescia in vista della fatidica Fase 2, la politica ha alzato il livello dello scontro. Tanto nella maggioranza e tanto nell’opposizione.

Stavolta nel centrodestra ad occupare la scena è la Lega, la quale chiaramente ha masticato amaro due giorni fa nel vedere i parlamentari di Fratelli d’Italia davanti Palazzo Chigi portare con tanto di cartelli e bandiere tricolori al governo il grido di dolore delle categorie dimenticate. E non a caso proprio Salvini aveva bacchettato durante l’iniziativa dicendo che è in Parlamento che si risolvono i problemi e non in piazza e con i cartelli.

E infatti Salvini è stato di parola visto che ieri al termine della discussione sul Def, oggi si voterà in Senato mentre alla Camera è stato approvato ieri, ha deciso di occupare con i suoi parlamentari i due rami del Parlamento. Un’iniziativa a cui aveva già accennato in un’intervista a La Stampa senza però entrare nel merito dell’iniziativa. Chissà se basterà questo per risalire la china dei sondaggi, visto che anche questa settimana quelli di ‘Cartabianca’ firmati da Ixè davano il Carroccio in discesa di qualche decimale. Un trend negativo che si è acuito con lo scoppio dell’epidemia, a conferma che dalle parti di via Bellerio ancora non sono riusciti a trovare le misure per contrastare politicamente questa crisi.

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A guardare invece sono rimasti Fratelli d’Italia e Forza Italia, che anzi si sono sfilati dall’iniziativa su cui, peraltro, non erano state avvisate se non a cose fatte. Anzi dalle parte di FdI fonti fanno trapelare «la sorpresa visto che da settimane FdI lavora perché il Parlamento torni a lavorare a pieno ritmo, in modo normale, senza alcun contingentamento, battaglia che però ha portato avanti in solitudine». Mentre di Forza Italia sono le due capigruppo, Gelmini e Bernini, a prendere carta e penna e spiegare di comprendere la Lega ma che sia «utile proseguire nel nostro duplice sforzo da un lato di provare costruttivamente ad incidere sui provvedimenti in corso di approvazione in Parlamento, dall’altro di rappresentare al Paese che un’alternativa è possibile, rafforzando ogni giorno di più la compattezza del centro-destra».

Al di là delle dichiarazioni quello che emerge è un centrodestra diviso, dove diventa sempre più difficile trovare un punto di equilibrio, complice anche il fatto che ognuno per sé ha disegnato una strategia per rispondere alla crisi di consensi (vedi Lega), per darsi un futuro (vedi Forza Italia), per consolidare il proprio ruolo (vedi Fratelli d’Italia).

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Divisioni da cui se ne potrebbe avvantaggiare la maggioranza e il governo, il quale invece sembra subire la stessa sorte e che indebolisce la compagine governativa in attesa non soltanto dell’imminente Fase 2 ma anche dell’appuntamento europeo del 6 maggio, quando dovrebbe essere presentata dalla Commissione europea sul Recovery fund.

Sul piede di guerra tanto Italia Viva, che con l’intervista di due giorni fa di Matteo Renzi a La Repubblica ha ridato fuoco alle polveri, ma anche il Pd dove si racconta che i rapporti con il premier Conte siano sempre più complicati. Oggetto del contendere l’eccessivo protagonismo del presidente del Consiglio e da qui la necessità di contenerlo. Un tema che ha trovato nella questione dei dpcm il più classico dei casus belli.

Il decreto Covid, infatti, che doveva essere esaminato in giornata dalla Camera è slittato alla prossima settimana. Troppa la tensione e soprattutto il rischio di qualche scivolone visto che oltre a FdI e Italia Viva anche il Pd aveva deciso di presentare un emendamento per parlamentarizzare i Dpcm, consentendo in questo modo il pieno coinvolgimento di Camera e Senato nelle scelte del governo e risolvendo così una delle principali accuse che in questi giorno vengono mosse al governo.

E’ c’è da giurarci che questo sarà il tema su cui si concentrerà maggiormente l’informativa del premier Conte a Camera e Senato per oggi alle 9.30 e alle 12.30. Da un lato il tentativo di difendere la legittimità del proprio operato, dall’altro la volontà di giustificare la prudenza nel passaggio alla Fase2 ricordando che la minaccia del virus e ben lontana dall’essere superata.

E sempre in tema di governo per un Consiglio dei ministri che slitta, quello di domani che avrebbe dovuto varare il decreto Aprile, uno che si riunisce, quello di stanotte e che ha portato al via libera al decreto Bonafede che include misure sulle scarcerazioni dei boss e sulla tutela della privacy in relazione alla app Immuni. Tutto questo mentre sia l’Aula della Camera e del Senato rimanevano occupate dai parlamentari della Lega.

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