L’Unione europea lancia ‘Sure’, la ‘cassa integrazione europea’

Ma sono davvero «Sure» Ursula von der Leyen e soci, che sia questo lo strumento adatto per aiutare i Paesi dell’Ue a uscire dalla crisi provocata dal coronavirus? Forse, sarò un «tantinello malfidato», ma personalmente ho la sensazione che si tratti dell’ennesima elemosina.

Offerta non tanto agli italiani, quanto agli «euroeuforici» alla Zingaretti di gridare a voce spiegata all’Universo mondo che «questa è l’Europa che vogliamo» ed agli ‘euroimpegnati’ alla Gentiloni che «Oggi dalla Commissione (di cui è componente, il ritorno di ‘Cicero pro domo sua’ ndr) una decisione storica. Parte il #Sure, una cassa integrazione europea, un fondo che fornisce risorse comuni di tutti gli stati membri per finanziare un assegno ai lavoratori colpiti dalla crisi del coronavirus».

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Un tentativo per recuperare all’Unione europea, senza troppi sforzi e un obolo non eccessivamente pesante, la stima degli europei e, soprattutto degli italiani, perduta per le gaffes a ripetizione messe insieme nei giorni da lei e dalla presidente della Bce Lagarde.

Ancora una volta emerge l’incapacità dell’Unione europea di precedere gli eventi

Questo senza dire che si tratta dell’ennesima dimostrazione dell’incapacità dell’Unione europea di costruire il futuro, attraverso iniziative per lo sviluppo dei Paesi membri, ai quali riesce a dare sempre e soltanto, contributi utili, al massimo, ma neanche troppo, per il mantenimento dello status quo, ma privi di prospettive di crescita. Siamo comunque, solo agli annunci, quindi, i contenuti effettivi del documento stesso sono ancora in mente Ue. Aspettiamo di conoscerli e saperne un poco di più di: ‘sicuro’ che in inglese, sta per ‘State sUpported shoRt-timE work’ e potremo commentarlo con maggiore cognizione di causa.

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