Dl carburanti, via al taglio accise: cosa cambia su benzina, diesel e gpl

Sconto anche sul gpl, aiuti a trasporto e pesca e più controlli

Benzina e diesel giù di 25 centesimi al litro per 20 giorni, gpl alleggerito di 12 centesimi, crediti d’imposta per autotrasportatori e imprese della pesca e un rafforzamento dei controlli contro possibili speculazioni: il dl carburanti approvato in Consiglio dei ministri mette in campo un pacchetto di misure temporanee per contenere l’impatto della crisi innescata dalla guerra in Iran. Ecco cosa prevede nel dettaglio il decreto legge e cosa cambia per prezzi, imprese e consumatori.

Lo stanziamento complessivo dovrebbe restare sotto il miliardo di euro. E il governo, allo stesso tempo, si dice pronto a prolungare la durata delle misure qualora la fase di tensione internazionale non dovesse rientrare. Palazzo Chigi, nel comunicato diffuso al termine del Consiglio dei ministri, ha inoltre precisato che eventuali ulteriori interventi sul prezzo dei carburanti «saranno valutati all’esito del Consiglio europeo del 19 marzo». Il decreto legge, quindi, nasce come intervento a tempo, ma con la possibilità di un’estensione o di nuove misure in base all’evoluzione del quadro europeo e internazionale.

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Il taglio accise e l’effetto sui prezzi

Il cuore del dl carburanti è il taglio accise sui carburanti. Il decreto legge prevede una riduzione con effetto sul prezzo pari a 25 centesimi al litro su benzina e diesel per 20 giorni e di 12 centesimi sul gpl. Si tratta della misura più immediata del pacchetto, pensata per produrre un alleggerimento diretto sul costo dei rifornimenti in una fase segnata da forti tensioni sui mercati.

Nel provvedimento non è stato però inserito l’annunciato rafforzamento della social card sui carburanti per le famiglie meno abbienti. La misura avrebbe riguardato solo i redditi bassi, ma è stata riassorbita nel generale taglio delle accise. La scelta dell’esecutivo è stata dunque quella di concentrare le risorse su un intervento esteso, con effetto generalizzato sui prezzi, anziché su un sostegno selettivo rivolto a una sola fascia di popolazione.

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L’impianto del decreto risponde a questa logica: agire in tempi rapidi sul prezzo alla pompa, con una misura limitata nella durata ma suscettibile di proroga se la crisi collegata alla guerra in Iran dovesse protrarsi. Un eventuale nuovo intervento, secondo quanto comunicato da Palazzo Chigi, sarà comunque valutato dopo il Consiglio europeo del 19 marzo.

Gli aiuti per autotrasportatori e pesca

Accanto al taglio accise, il dl carburanti contiene interventi mirati per i comparti maggiormente esposti all’aumento dei costi del carburante. Agli autotrasportatori, come già annunciato dal ministro delle Imprese Adolfo Urso, sarà riconosciuto un credito d’imposta sull’acquisto di gasolio. La percentuale non è ancora stata definita nel dettaglio e sarà fissata con un secondo provvedimento.

Per le imprese della pesca, invece, ha annunciato il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, è previsto un credito di imposta del 20% sui carburanti per marzo, aprile e maggio, con una dotazione complessiva di 10 milioni di euro. In questo caso il decreto individua un sostegno mirato per un settore che risente in modo diretto dell’aumento dei costi di esercizio.

Il quadro che emerge è quindi quello di un doppio binario: da una parte il taglio accise destinato a incidere sul prezzo dei carburanti in modo generalizzato, dall’altra misure fiscali dedicate a categorie produttive considerate più esposte.

I controlli sui prezzi e la stretta anti-speculazione

Il terzo asse del decreto riguarda i controlli. Per tre mesi le compagnie petrolifere dovranno inviare giornalmente al Mimit i prezzi consigliati di vendita, pena una sanzione pari allo 0,1% del fatturato. È una delle novità centrali del dl carburanti, perché punta a rafforzare il monitoraggio in una fase in cui l’andamento dei listini viene osservato con particolare attenzione.

Mister Prezzi, il Garante per la sorveglianza dei prezzi presso il ministero delle Imprese, la Guardia di Finanza e l’Antitrust sono mobilitati per uno speciale regime di controllo dei «fenomeni distorsivi lungo la filiera di approvvigionamento e distribuzione dei carburanti». Il decreto prevede sanzioni e, nei casi estremi, denunce alla magistratura «per verificare la sussistenza del reato di ‘manovre speculative’».

Il dl carburanti, dunque, non si limita a intervenire con il taglio accise, ma accompagna la riduzione del prezzo con una stretta sulla trasparenza e sulla vigilanza. È in questa combinazione tra sconto alla pompa, sostegni ai settori più colpiti e controlli rafforzati che il governo affida la propria risposta all’emergenza.

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