Il M5S avverte Pd e De Luca: «Chi rompe il campo largo a Salerno, rompe anche alle politiche»

I grillini continuano l’opposizione alla candidatura dell’ex governatore

Salerno rischia di diventare il punto di rottura di un’alleanza costruita a Napoli e in Regione, con il Movimento 5 Stelle deciso a non arretrare. Sul tavolo, scrive Adolpo Pappalardo su «il Mattino», non c’è soltanto una competizione amministrativa ma la tenuta complessiva del Campo largo, messa alla prova nel luogo simbolo del potere politico di Vincenzo De Luca.

Il messaggio arriva senza mediazioni dal fronte grillino. «Chi rompe il campo largo a Salerno, lo rompe anche altrove. A cominciare dalle politiche: e se ne assume poi le responsabilità», avverte Claudia Pecoraro, assessora del Movimento 5 Stelle nella giunta Fico. Parole pronunciate a margine di un’iniziativa dedicata ufficialmente a Sud e sviluppo, ma già proiettata sulle comunali di maggio e su uno scontro che si annuncia centrale: l’eventuale ritorno dell’ex governatore alla guida del Comune.

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Il bivio del Pd e l’ombra di De Luca

Il conto alla rovescia scatterà sabato, quando diventeranno efficaci le dimissioni del sindaco dem Enzo Napoli, presentate per consentire a Vincenzo De Luca di candidarsi nuovamente. Sarebbe la quinta corsa elettorale per Palazzo di Città, ma lo scenario politico non è più quello del passato. Il Partito democratico salernitano, questa volta, è chiamato a una scelta esplicita.

Secondo il Movimento 5 Stelle, non ci sarà spazio per soluzioni tattiche come l’assenza del simbolo dem solo a Salerno. Una possibilità su cui puntano i sostenitori dell’ex governatore, anche per evitare contraccolpi sul piano regionale e sulla posizione del figlio Piero De Luca, segretario campano del Pd. Proprio Piero De Luca, però, nei giorni scorsi a Benevento ha condiviso con Clemente Mastella una linea opposta: il Campo largo deve essere valido ovunque, a partire dalle prossime comunali.

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Una linea rafforzata dall’intervento della segretaria nazionale Elly Schlein, che sabato a Napoli ha ribadito: «Campo largo sul modello regionale ovunque». Una presa di posizione che rimette al centro la compatezza della coalizione e riduce i margini di manovra per soluzioni differenziate.

Il progetto alternativo e il nodo delle alleanze

Dal Movimento 5 Stelle la linea resta invariata. «Stiamo lavorando per dare un’alternativa politica ai cittadini di Salerno. Continuiamo con le riunioni, poi verranno i nomi», spiega Virginia Villani, coordinatrice provinciale. L’opposizione rispetto a un ritorno di Vincenzo De Luca è netta: «Noi siamo stati molto chiari da subito: vogliamo chiudere con un metodo di fare politica che non ci appartiene e che è incarnato dall’ex governatore».

I contatti con il Pd sono rinviati al nuovo corso guidato dal segretario cittadino Giovanni Coscia. Sul fronte socialista, invece, il dialogo è già avviato. «Ho parlato con Enzo Maraio che si è detto convinto ed entusiasta di quello che stiamo facendo. Mi ha chiesto di temporeggiare perché, sue parole, la politica viene prima dei rapporti personali», racconta Villani. E aggiunge: «Mi auguro che si emancipi finalmente da De Luca. La Schlein è stata chiara: il Campo largo viene prima di ogni altra cosa».

Intanto, a Salerno, il lavoro sul candidato è iniziato da settimane. Nessun nome ufficiale, ma l’identikit è tracciato: una giovane donna, pensata come contraltare politico e generazionale rispetto a De Luca, che a maggio compirà 77 anni ed è stato sindaco della città quasi ininterrottamente dal 1993 prima del passaggio in Regione.

Il rischio della frattura e l’effetto nazionale

«L’M5s prima di parlare di persone vuole discutere di progetti. E ne servono molti per cambiare il volto di questa città», sottolinea Mariolina Castellone, vicepresidente del Senato. «Il nostro obiettivo è aggregare tutti i partiti che vogliono stare in questo disegno». Poi il punto politico: «Anzitutto i progetti ma il primo obiettivo è tenere a Salerno il Campo largo, come fatto a Napoli ed a palazzo Santa Lucia. E non faremo marcia indietro proprio qui».

La tenuta della coalizione passa anche dal comportamento dei socialisti, oggi vicini a De Luca con due liste civiche. Una doppia linea, tra Napoli e Salerno, sarebbe difficilmente sostenibile, considerato che Enzo Maraio, segretario nazionale del Psi e salernitano, è assessore regionale nella giunta Fico. «Io spero che Pd e socialisti stiano con noi in questa partita», ribadisce Pecoraro, «altrimenti sarebbe un controsenso rispetto alla coalizione che guidiamo alla Regione. Ci vuole anche qui la stessa convergenza. E chi si mette fuori si prende la grande responsabilità di rompere l’alleanza anche in vista delle politiche del 2027».

Alla discussione si aggiunge Franco Mari, senatore di Sinistra Italiana, che invita a stringere i tempi: «Non bisogna perdere tempo dietro al Pd salernitano: serve lavorare subito per allargare la coalizione anche ai civici. Poi vediamo cosa faranno i dem a livello nazionale. Noi però rimaniamo alternativi a De Luca». A Salerno, intanto, il Campo largo resta sospeso tra tenuta e rottura.

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