La segretaria detta la linea sulle amministrative, Salerno compresa
Un messaggio breve ma politicamente denso, recapitato senza alzare i toni: per Elly Schlein la linea resta quella della coalizione, anche quando il destinatario è Vincenzo De Luca e il terreno di confronto è Salerno La segretaria del Partito democratico sceglie Napoli per fissare pubblicamente una linea. A margine dell’evento “Energia Popolare”, Schlein risponde alle domande dei cronisti e, senza citare direttamente l’ex presidente della Regione, indica il perimetro entro cui il Pd intende muoversi: «Fiducia nel lavoro del partito regionale, è chiaro che per noi la priorità è sempre tenere insieme la coalizione progressista con cui abbiamo recentemente vinto le regionali ed eletto il presidente Roberto Fico».
Un passaggio che assume il valore di un vero e proprio “pizzino” politico indirizzato a De Luca. Il nodo di Salerno, infatti, non riguarda soltanto il nome del candidato, ma la possibilità stessa di mantenere compatto il fronte progressista. Una convergenza piena attorno all’ex governatore appare complessa, considerata la difficoltà di ottenere il consenso degli altri partiti della coalizione, Movimento 5 Stelle in testa.
Salerno, lo scenario che inquieta il Pd
Le dimissioni del sindaco Vincenzo Napoli hanno aperto una fase nuova e carica di incognite. L’eventuale discesa in campo di De Luca rappresenta, secondo lo «sceriffo», un fattore di forza elettorale. Al tempo stesso, però, rappresenta un elemento di tensione politica. Il rischio, per la segreteria nazionale, è quello di una competizione che finisca per mettere in secondo piano l’unità dell’alleanza e spinga verso una scelta non condivisa.
In questo quadro, l’ex presidente della Regione resta convinto di poter giocare una partita autonoma. La sua presa sui territori, costruita negli anni, e l’esperienza maturata in precedenti tornate amministrative alimentano l’idea di un percorso fondato su un perimetro personale, svincolato dagli equilibri nazionali e regionali e in grado di reggere anche senza il sostegno formale dell’intera coalizione.
Di più. Dopo la vicenda del mancato appoggio per la ricandidatura a Palazzo Santa Lucia e l’imposizione di Roberto Fico del M5S, l’ex governatore non è disposto a cedere ancora, soprattutto su un terreno che considera politicamente suo. Una prospettiva che rende il messaggio della segretaria ancora più esplicito, pur restando affidato a poche frasi misurate.
Castellammare e il fattore Piero De Luca
A complicare ulteriormente il quadro c’è però un elemento interno al Pd con cui Schlein è chiamata a fare i conti. In Campania il baricentro organizzativo del partito è rappresentato da Piero De Luca, figlio dell’ex governatore, la cui elezione alla guida del Pd regionale è maturata anche con il contributo decisivo della segreteria nazionale. Una scelta che oggi restituisce un assetto nel quale il controllo del partito sui territori passa inevitabilmente dalla sua leadership.
Lo si è visto anche a Castellammare di Stabia, dove la decisione del prefetto di Napoli di inviare una commissione d’accesso per verificare eventuali infiltrazioni della camorra nel Comune ha prodotto effetti politici immediati. La linea assunta dalla segreteria regionale, con l’interruzione del sostegno al sindaco Luigi Vicinanza, ha provocato una reazione nel gruppo consiliare dem, che ha scelto di assumere una posizione distinta da Piero De Luca proprio nel momento più delicato della vicenda amministrativa.
Un segnale che rafforza il senso del richiamo lanciato da Schlein. A Salerno come a Castellammare, la segretaria nazionale indica la stessa rotta: evitare strappi e rimettere al centro la coalizione progressista. Una linea che, però, si confronta con un assetto di potere regionale ormai consolidato e con una partita salernitana che rischia di trasformarsi nel vero banco di prova dei rapporti tra Roma e la Campania.




