Torre Annunziata. Per una sera il «non luogo» del Penniniello, grazie a Borsellino, torna a vivere

Falcone e Borsellino Strage di Capaci e Via D'Amelio
Giovanni Falcone (a sinistra) e Paolo Borsellino (a destra)

«Come si sono formate le stelle?», «E che ci fanno lì?», «E perché qui per terra ci sono un sacco di rifiuti?». Mentre alle prime due domande stavo rispondendo con la consueta materna pazienza (avete mai contato le domande dei bambini? C’è una certa fascia d’età in cui credo, senza alcun dato certo, arrivino a un milione!) alla terza domanda mi sono girata di scatto e con mascherina e occhiali da sole ho intimato a mia figlia di abbassare la voce.

Siamo alla commemorazione dell’anniversario della morte di Paolo Borsellino e della sua scorta che si è tenuta domenica sera presso il Parco del Penniniello, organizzata dal Presidio di Libera di Torre Annunziata.  Ci sono istituzioni in divisa, istituzioni col tricolore, uomini di chiesa, uomini e donne di associazioni e bambini in bicicletta. Capisci a mamma il mio imbarazzo. Siamo qui per ricordare che Borsellino e i suoi ideali sono vivi e non sono morti e tu mi chiedi perché qui è tutto sporco.. e se ci sentono? No perché stanno commemorando.. capisci?

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Poco importa che essendo luglio ho i sandali pieni di terreno e i piedi neri, se per raggiungere la piazzetta della stele sono dovuta scendere dal marciapiede perché l’erba alta lo aveva invaso tutto e la macchina, che è solo un’utilitaria, ha preso tutti i fossi.. siamo state fortunate… se Borsellino fosse stato ucciso di inverno o se oggi avesse piovuto qui manco con l’elicottero potevamo arrivarci perché si allaga tutto.

Commemorazione Paolo BorsellinoLa mafia uccide prevalentemente d’estate, modificando il titolo di un film. In che senso fatti una SUV.. Ma che c’entra? Stiamo zitte perché nel Parco del Penniniello oggi c’è vita. Anche se nulla a che vedere con la folla che c’è durante le campagne elettorali.. Non c’è posto per l’auto manco se parcheggi sulla strada. Che poi secondo me parcheggiano lontani anche per non sciuparla, l’auto, e vengono a piedi con gli stivali pure d’estate sennò un poco di fastidio nelle scarpe lo proverebbero anche loro…

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In un luogo lontano da qui, 28 anni fa, hanno ucciso un magistrato e la sua scorta perché  parlava e faceva domande fastidiose. E chi parla, dà sempre fastidio. E allora scusami tesoro se nella mia non risposta c’era tutto l’imbarazzo di portarti in un luogo dove forse di casa ci sono solo gli abitanti e le forze dell’ordine. Dove quel monumento di ferro imbrattato di verde in cui oggi non c’erano più manco i fiori stride con il non luogo in cui è stata posto.

Sembrano giusto simboli, vuoti, tipo quando una mamma dice «Fai così!» al figlio piccolo perché sennò pare brutto. Le strade asfaltate sono transennate. C’è qualcuno che vede un futuro qui, fatto di cemento, strade di passaggio e chissenefrega. C’era una volta una scuola. Ora non c’è più. La fermata dell’autobus è a richiesta dall’altro lato. Vabbè però poco distante c’è un McDonald’s, così dopo i saluti di rito un Happy Meal non ce lo toglie nessuno. Attenzione a dove metti i piedi però!

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