L’Ast di Terni torna italiana, Meloni: «Ora realizzare piano siderurgico nazionale»

Il sito specializzato nelle produzione di acciaio inossidabile ha all’attivo circa 2.300 dipendenti

ThyssenKrupp ha annunciato la cessione dell’Ast di Terni al gruppo Arvedi. La notizia è stata ufficializzata con una nota sul sito della multinazionale tedesca. L’acciaieria torna quindi a una proprietà italiana. La trattativa per la cessione del sito specializzato nelle produzione di acciaio inossidabile, con all’attivo circa 2.300 dipendenti, si era concretizzata in un testa a testa finale che ha visto contrapporsi i gruppi italiani Arvedi e Marcegaglia, con il primo che poi alla fine è stato favorito.

Quattro in totale le manifestazioni d’interesse inizialmente presentate a ThyssenKrupp, tre le offerte vincolanti, Arvedi, Marcegaglia e i cinesi di Baosteel. Nei giorni scorsi il ministro allo Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, riferendo alla Camera, aveva annunciato che il nome dell’acquirente sarebbe stato reso noto entro settembre.

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La leader di FdI: «Rappresenta una buona notizia per tutto il settore»

Soddisfatta Giorgia Meloni. «La vendita dell’Ast di Terni al gruppo Arvedi rappresenta una buona notizia per tutto il settore siderurgico nazionale, anche in termini di competitività delle attività produttive del nostro Paese» ha affermato.

«Bene, quindi, che sia stata garantita l’italianità dell’azienda anche alla luce delle esperienze negative di Piombino e Taranto con l’ingresso di multinazionali straniere. Un risultato che è stato possibile anche grazie alle battaglie portate avanti da Fratelli d’Italia in Parlamento. Ora però è necessario realizzare il piano siderurgico nazionale, che proprio Fratelli d’Italia chiede da tempo, e che era previsto nella nostra mozione approvata all’unanimità dal Senato ma anche garantire l’integrità di Ast Terni, i livelli occupazione e lo sviluppo sul piano internazionale» ha concluso il presidente di Fratelli d’Italia.

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