Solovyov accusa il capo dello Stato
La propaganda russa insiste contro l’Italia e nel nuovo monologo di Vladimir Solovyov riporta nel mirino Sergio Mattarella, con un attacco che investe direttamente il presidente della Repubblica, dopo le polemiche per gli insulti a Giorgia Meloni che hanno spinto la Farnesina a convocare l’ambasciatore di Mosca a Roma. Stavolta, però, il bersaglio si allarga: nel discorso del conduttore russo entrano anche l’ex ministro degli Esteri Luigi Di Maio e soprattutto il capo dello Stato, già finito più volte nel mirino delle invettive del Cremlino.
Lo stesso Solovyov, commentando il clamore suscitato dai suoi interventi, ha ironizzato sul caso scoppiato in Italia: «Sono diventato una stella della tv internazionale». Una battuta che accompagna un’offensiva ormai continua, costruita per colpire Roma sul piano politico, istituzionale e simbolico.
Il riferimento a Mattarella e l’attacco sulla memoria storica
Nel suo monologo, il giornalista russo ha sostenuto che si sarebbe parlato molto delle «impronunciabili» offese rivolte alla premier italiana, ma non del contenuto reale della sua trasmissione, che a suo dire riguardava il ruolo «dell’Italia nella Seconda Guerra Mondiale». Da qui l’affondo contro gli italiani: «Voi, italiani, forse non lo sapete, ma voglio che sappiate della vergogna dei vostri nonni e bisnonni venuti in questa terra per uccidere i cittadini sovietici».
Subito dopo Solovyov ha collegato quel passaggio alla politica italiana attuale: «Ricordatevi le affermazioni dei vostri politici in carica: quando un vostro politico, come un ministro, dice del comandante supremo che “è peggio di un animale”, quando il vostro presidente paragona il nostro Paese al Terzo Reich non capite di cosa parlate».
Il riferimento è a quanto disse Luigi Di Maio su Putin nel 2022 e alle parole pronunciate da Sergio Mattarella nel febbraio 2025, quando definì l’invasione russa dell’Ucraina «della stessa natura delle guerre del Terzo Reich». È qui che l’attacco si fa più pesante, perché il presidente della Repubblica viene trascinato dentro una narrazione propagandistica che punta a delegittimare chi ha denunciato la natura dell’aggressione russa.
Le accuse all’Ue e il sostegno da Mosca
La puntata, intitolata «Appello all’Italia – finanziatori del nazismo», prosegue poi con nuove bordate contro Kiev e contro i vertici dell’Unione europea, accusati da Solovyov di aver «allevato il nazismo ucraino». «Ieri hanno stanziato altri 90 miliardi. Vi applaudono i discendenti dei nazisti – ha proseguito -. Ursula von der Leyen, Kaja Kallas, Merz, Pistorius, Meloni, Macron, che non sono discendenti di De Gaulle, ma di Petain».
Secondo la Fondazione Anti-corruzione fondata dall’oppositore russo Alexey Navalny, dietro l’ossessione di Solovyov per l’Italia ci sarebbe anche il sequestro di «quattro delle sue ville» nel nostro Paese.
Dopo la convocazione alla Farnesina, l’ambasciatore russo in Italia Alexey Paramonov ha provato a ridimensionare il caso, parlando di frasi «estrapolate dal contesto» e di posizioni «personali». A rafforzare il sospetto che non si tratti affatto di un’iniziativa isolata è però intervenuta la portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova, che commentando su Telegram il 20esimo pacchetto di sanzioni Ue contro la Russia appena approvato ha scritto: «L’unica persona che può trovare le parole giuste in questa situazione è Vladimir Solovyov. Fratello, non deludermi».
Più che prendere le distanze, Mosca sembra dunque incoraggiare il suo propagandista più feroce. E il fatto che nel bersaglio venga inserito ancora una volta Sergio Mattarella rende l’affondo ancora più grave, perché a essere colpita non è solo una posizione politica, ma la massima istituzione repubblicana italiana.




