Comuni sciolti e ombre, il centrodestra attacca il Pd: «Fatti gravi, c’è un problema di legalità»

Nel mirino le amministrazioni dem dell’area vesuviana

Torre Annunziata, Castellammare di Stabia, San Giuseppe Vesuviano, Ercolano. La questione morale nel Pd non è più rinviabile. In alcune di queste città le maggioranze di centrosinistra hanno subito, ancora una volta, l’onta dello scioglimento per infiltrazioni mafiose. Nelle altre, negli ultimi giorni, l’ombra della camorra è emersa con forza attorno a esponenti dem con ruoli politici importanti e di primo piano. Una situazione che il centrodestra campano ha duramente stigmatizzato nella Sala Nassiriya del Consiglio regionale.

«Non siamo più davanti a un caso estemporaneo», ha affermato Gennaro Sangiuliano, consigliere regionale di Fratelli d’Italia e capo dell’opposizione. Per l’ex ministro esiste «un macrofenomeno di macrodimensioni», segnato da «un sistema di commistione tra pezzi di politica e portatori di poteri criminali» in «intere città a guida centrosinistra e Pd».

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«Non si può fare l’antimafia a livello centrale e poi consentire questi comportamenti in periferia e in città importanti della Campania. Su questo vorremmo una risposta da Elly Schlein». Sangiuliano ha definito «estremamente grave» quanto accaduto a Castellammare di Stabia e Torre Annunziata, mentre «a Ercolano assistiamo a un’esponente del Pd che partecipa a una festa con un personaggio inquietante».

Ha poi richiamato «le parole gravi dell’ormai ex sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Vicinanza», secondo cui le liste elettorali erano state controfirmate dai segretari regionale e nazionale del Pd: «Dimostrano che c’è un estremo problema di legalità» e «spiegano anche certi risultati elettorali in queste aree».

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«Noi poniamo un problema politico, poi c’è la magistratura che fa benissimo il suo lavoro. La politica dovrebbe essere orientata alla legalità». Per Sangiuliano si tratta ormai di una «questione nazionale», perché i problemi emersi in città densamente abitate come Castellammare, Torre Annunziata ed Ercolano coinvolgono comunità di persone oneste che «non meritano questo malgoverno e queste amministrazioni».

Martusciello: «Attenzione massima sul Miglio d’Oro»

Fulvio Martusciello ha denunciato un «problema» nel Pd vesuviano. Nel Miglio d’Oro, ha spiegato, il centrosinistra avrebbe raggiunto percentuali «che vanno oltre la normale dialettica politica», anche perché il centrodestra non avrebbe potuto costruire un’alternativa: «Durante la costruzione delle liste tanti candidati sono stati avvicinati, in tanti sono stati dissuasi dalla candidatura».

Il coordinatore regionale di Forza Italia ha annunciato «attenzione massima» sui Comuni compresi tra San Giorgio a Cremano e Castellammare, attraverso controlli, verifiche e iniziative politiche. Martusciello ha richiamato in particolare il caso di San Giuseppe Vesuviano, dove esponenti dell’amministrazione comunale avrebbero partecipato a una cena insieme a persone da lui indicate come «rampolli dei clan». Dopo la pubblicazione della notizia, il vicesindaco si è dimesso dalla giunta e il Partito democratico ha annunciato l’avvio di una verifica sull’amministrazione.

«Chiediamo fortissimamente l’invio di una commissione d’accesso in quel Comune», ha affermato Martusciello, invocando «l’accensione di un faro fortissimo» anche sugli altri territori coinvolti. Per l’europarlamentare, a San Giuseppe Vesuviano sarebbe «impossibile continuare la vita politica» senza un accertamento approfondito.

«Non basta» sospendere gli iscritti: chi avesse beneficiato di voti della criminalità organizzata dovrebbe dimettersi oppure essere espulso. Martusciello ha quindi proposto al centrosinistra «un patto» per alzare la qualità delle candidature ed evitare «le scorciatoie della raccolta del consenso al di fuori dei centri della legalità».

Rastrelli: «Oltre il 10% dei Comuni sotto osservazione»

Sergio Rastrelli, senatore di Fratelli d’Italia e segretario della Commissione parlamentare bicamerale Antimafia, ha lanciato l’allarme sui numeri emersi dalle attività di un apposito Comitato costituito in seno alla Commissione, sulla base delle informazioni acquisite dal prefetto di Napoli.

«Oltre il dieci per cento delle amministrazioni comunali della provincia di Napoli è attualmente sotto stretta osservazione e a rischio scioglimento per infiltrazioni della criminalità organizzata. Un dato ben al di sopra della media nazionale, che rappresenta un segnale di massimo allarme sociale».

Per Rastrelli, «il dato più allarmante è che il veicolo prescelto dalle organizzazioni criminali sono oggi i partiti politici che esprimono le amministrazioni, con uno stravolgimento del sistema che vede i partiti trasformarsi da argine a strumento di infiltrazione».

Il senatore ha puntato l’attenzione sulle liste civiche, definite «troppo spesso semplici conglomerati di interessi», e sulla risposta del Pd nei casi più critici: «L’unica risposta è l’isolamento dei sindaci o il ricorso ad autosospensioni che non rappresentano una reale assunzione di responsabilità politica».

Gianluca Cantalamessa, senatore della Lega, ha ricordato che nei quattro anni di governo nazionale sono stati sciolti per infiltrazione mafiosa circa 45 Comuni e che la maggior parte era amministrata con liste civiche. «In Campania sono stati sciolti per la maggior parte Comuni di sinistra: questo dato ci racconta che la criminalità organizzata ha scelto una parte politica con la quale dialogare».

Raffaele Pisacane ha infine rivendicato per il centrodestra una selezione fondata su «coerenza, rettitudine morale e adeguatezza», denunciando un sistema legato «al consenso, alla clientela, agli appalti, alle convenzioni e agli affidamenti diretti».

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