I festeggiamenti per la vittoria delle amministrative
Prima il silenzio, poi le polemiche, infine il commissariamento. Il Pd prova a chiudere il caso Ercolano dopo la diffusione del video che ritrae dirigenti locali e un consigliere comunale neoeletto mentre festeggiano la vittoria insieme a un pregiudicato coinvolto in inchieste sulla camorra vesuviana. La decisione dei vertici democratici è arrivata ieri sera, quando la vicenda era ormai diventata una bufera politica: il segretario cittadino Antonello Cozzolino e il consigliere comunale Marco Cozzolino si sono autosospesi dal partito, mentre il circolo è stato immediatamente commissariato.
Le immagini mostrano una cena organizzata per celebrare il successo del centrosinistra alle elezioni comunali di Ercolano. Tra i presenti c’era Natale Suarino, pregiudicato coinvolto in diverse inchieste sulla camorra vesuviana, insieme alla propria famiglia. Il filmato, però, circolava già da tempo. Il Pd è intervenuto soltanto dopo che la vicenda è diventata pubblica, sollevando interrogativi sulla tempestività dei controlli interni e sulla capacità del partito di reagire prima che un episodio del genere esploda sul piano politico.
Il Pd commissaria il circolo di Ercolano
«Principio cardine del nostro impegno politico è il contrasto alla criminalità organizzata e la lotta per la legalità in tutti i territori», hanno dichiarato congiuntamente il segretario regionale del Pd, Piero De Luca, e quello provinciale, Francesco Dinacci. Secondo i due dirigenti dem, «le immagini e le frasi che sono circolate in queste ore su Ercolano sono incompatibili con i valori fondanti della nostra comunità democratica».
Antonello Cozzolino, hanno aggiunto De Luca e Dinacci, «si è immediatamente autosospeso dal partito» e potrà fornire «le necessarie motivazioni al riguardo nei tempi e modi dovuti». I vertici democratici hanno quindi disposto il commissariamento immediato del circolo per tutelare «l’impegno, il rigore e l’integrità» dei militanti. Resta tuttavia il dato politico: il provvedimento è arrivato quando il caso era già esploso e le immagini erano diventate di dominio pubblico. Il partito ha messo una toppa soltanto dopo essere stato travolto dalle polemiche.
Garzia: «I voti della camorra non li vogliamo»
Sulla vicenda era intervenuta anche la sindaca Antonietta Garzia, eletta a maggio al primo turno con il 68,63% dei voti e sostenuta dalle liste di Pd, Movimento 5 Stelle, Avs, Psi e Casa Riformista. «Ho preso visione del video diffuso», ha dichiarato. «Le immagini e, soprattutto, le parole pronunciate mi hanno profondamente colpita e impongono la massima chiarezza».
La prima cittadina ha spiegato di aver chiesto immediatamente conto alle persone coinvolte dei contenuti dell’incontro, delle circostanze in cui si è svolto e dell’eventuale presenza di partecipanti legati alla criminalità organizzata. Garzia ha sollecitato chiarimenti anche sui riferimenti alla «famiglia» e alla presunta «scommessa» da pagare. «Espressioni come queste non possono essere sottovalutate e meritano ogni opportuno approfondimento. Su questi temi, nella mia e nella nostra Ercolano, non possono esserci zone d’ombra», ha affermato.
La sindaca ha quindi ribadito che chi ricopre ruoli pubblici o aspira a rappresentare le istituzioni deve garantire «comportamenti trasparenti e inequivocabili». «Il contrasto alla criminalità organizzata e alla camorra è un principio irrinunciabile della mia azione politica e amministrativa. Come ho ribadito più volte, anche in campagna elettorale, i voti della camorra non li vogliamo», ha concluso Garzia.
Le reazioni politiche
Sul caso è intervenuto anche Ciro Buonajuto, consigliere regionale della Campania e presidente della Prima Commissione Affari Istituzionali con delega alla Sicurezza. Buonajuto è stato il predecessore di Antonietta Garzia alla guida di Ercolano, dove ha amministrato con una giunta di centrosinistra. Secondo l’ex sindaco, il commissariamento del circolo Pd impone «una riflessione profonda e scelte politiche non più rinviabili». Ha quindi chiesto alla nuova sindaca di adottare provvedimenti adeguati, allontanando dalla maggioranza «chi porta con sé pesanti ombre», e ha sollecitato accertamenti da parte della magistratura. «Brindare e festeggiare la propria elezione con esponenti della malavita è un atto inaccettabile», ha dichiarato.
Fratelli d’Italia e Lega all’attacco: «Nel Pd una questione morale»
Antonio Iannone, commissario regionale di Fratelli d’Italia in Campania, ha ricordato come «negli ultimi mesi sono stati sciolti per infiltrazione i comuni di Pagani, Torre Annunziata, Sarno e Castellammare di Stabia tutti a guida Pd e centrosinistra. Ieri l’immagine dei festeggiamenti ad Ercolano di Dirigenti locali con pregiudicati. Esiste nel Pd una questione morale gigantesca, che a livello regionale si fa finta di non vedere e a livello nazionale si finge di scoprire solo ad eventi consumati».
«Su questo alla manifestazione flop dei leader a Napoli non abbiamo sentito pronunciare una parola. È evidente che nel Pd non ci sono anticorpi e che c’è una diffusa pratica ad ingaglioffarsi con persone che con la cultura dello Stato hanno poco a che fare», ha detto Iannone
Severino Nappi, vice coordinatore della Lega in Campania e componente del Consiglio Federale, ieri aveva parlato di un Pd incapace di uscire dal vortice di «certe frequentazioni». «Si tratta di un episodio gravissimo, su cui chiediamo che si accendano immediatamente i fari della Procura», ha dichiarato. Secondo l’esponente leghista, «il rischio di trovarsi davanti a un nuovo caso Castellammare è più che fondato». La conclusione è un’accusa diretta al centrosinistra: «Ancora una volta, una certa parte politica predica bene e razzola male».




