Salvi reperti e strutture, distrutti infopoint e laboratori
Fiamme nel cuore del Parco Archeologico di Longola, uno dei siti più rilevanti per la ricostruzione degli antichi insediamenti tra l’età del Bronzo e l’età del Ferro. L’incendio, scoppiato nella notte a Poggiomarino, non ha provocato feriti né danni alle strutture e agli oggetti di valore archeologico.
Poco dopo le 2, i carabinieri della stazione di Poggiomarino sono intervenuti all’interno del sito archeologico. Il rogo è stato poi domato dai Vigili del fuoco, il cui intervento ha evitato conseguenze più gravi per l’area. Sono in corso le indagini dei carabinieri per ricostruire la dinamica dell’accaduto e chiarire le cause dell’incendio. A essere distrutti sono stati la struttura infopoint all’ingresso del parco e i laboratori didattici. Il sito archeologico Longola di Poggiomarino ricostruisce un antico insediamento abitato dal II millennio fino al VI secolo avanti Cristo.
Il prefetto: «Grave ferita al patrimonio culturale»
Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha manifestato «profonda preoccupazione per l’accaduto che infligge una grave ferita al nostro patrimonio culturale e all’intera collettività».
Di Bari ha richiamato anche «il valore strategico di sviluppo del territorio che rappresenta il progetto interessante il sito di Longola». Su quell’area, ha ricordato il prefetto, sono attivamente impegnati sia la Commissione straordinaria del Comune di Poggiomarino, che ha avviato «un capillare piano contro gli abusi edilizi nella zona limitrofa al parco», sia il direttore del Parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel. Il programma di valorizzazione del sito può contare su un finanziamento di 3 milioni di euro a valere sul FSC Fondo sviluppo e coesione 2021/2027.
Longola non è soltanto un tesoro naturalistico e una testimonianza archeologica dell’età del Bronzo e del Ferro. Il sito rappresenta anche un polo fondamentale per la didattica, per l’apprendimento dei più giovani e per il turismo sostenibile.
Danneggiare questi spazi, viene sottolineato, significa sottrarre alla comunità e alle scuole un luogo unico di crescita e conoscenza. Il prefetto ha assicurato che «l’attenzione resta altissima sulla tutela dei beni del nostro patrimonio archeologico e storico-culturale con la costante presenza dello Stato a difesa del nostro territorio e della sicurezza delle persone».
Sangiuliano: «Accertare immediatamente i fatti»
Sul caso è intervenuto anche il capogruppo dell’opposizione in Consiglio regionale della Campania, Gennaro Sangiuliano, che ha definito l’incendio «un fatto gravissimo che colpisce un sito archeologico che gli studiosi ritengono di straordinaria importanza perché ci racconta la storia di un antico insediamento, fra i pochi giunti a noi, abitato dal II millennio fino al VI secolo avanti Cristo». Sangiuliano ha sottolineato che Longola è «una testimonianza archeologica di assoluto valore» alla quale, «quando ero ministro della Cultura», aveva destinato «risorse e attenzione».
L’ex ministro ha aggiunto di aver appreso dagli organi d’informazione che «non ci sarebbero state gravissime conseguenze». Tuttavia, ha auspicato che «le istituzioni preposte accertino, con fermezza e immediatezza le cause, se c’è stata incuria o connessioni più gravi».
Sangiuliano ha quindi richiamato le parole del prefetto Michele di Bari, secondo cui l’incendio «infligge una grave ferita al nostro patrimonio culturale». Poi ha concluso: «Le ferite al patrimonio sono colpi alla nostra identità collettiva e allo sviluppo di una grande risorsa come il turismo culturale. La custodia e la cura dei luoghi della cultura deve essere una priorità assoluta».




