Il sisma ha reso inagibili 57 edifici e 395 unità abitative
Sono ormai più di 700 le persone costrette ad abbandonare casa dopo il terremoto ai Campi Flegrei, mentre proseguono le verifiche sugli edifici danneggiati e aumentano le ordinanze di sgombero. Il bilancio dell’emergenza provocata dallo sciame sismico iniziato il 31 luglio con una scossa di magnitudo 4.7 è stato aggiornato dal prefetto di Napoli Michele di Bari, al termine della riunione del Centro coordinamento soccorsi alla quale ha partecipato anche il presidente della Regione Campania Roberto Fico.
«Fino a questo momento sono stati dichiarati inagibili 57 edifici per 395 unità abitative», ha riferito Di Bari. «A Pozzuoli abbiamo già oltre trenta ordinanze di sgombero per circa 700 persone, di cui 568 sono in sistemazione autonoma, ma questo è un dato flessibile, e 128 in strutture alberghiere. A Monte di Procida, invece, un’ordinanza riguarda 38 persone, tutte in autonoma sistemazione». Il prefetto ha ricordato la disponibilità di alloggi offerta da Regione Campania, Comune di Napoli e Comune di Pozzuoli, precisando però che «come è sempre accaduto nel passato, la scelta sta andando verso l’autonoma sistemazione». L’obiettivo, ha aggiunto, è «velocizzare il più possibile gli interventi necessari».
Restano ricoverate cinque persone negli ospedali di Pozzuoli e Giugliano: una per un trauma addominale e quattro per fratture. «La questione più importante restano sempre i ricoverati, le cui condizioni sono in miglioramento», ha spiegato Di Bari. «I medici ci dicono, attraverso le strutture, che le loro condizioni stanno migliorando».
Tredici scuole e quattordici chiese inagibili
A poco più di quaranta giorni dalla ripresa delle attività scolastiche, tredici istituti di Pozzuoli risultano inagibili. «Su alcuni stanno già lavorando e soltanto tre destano qualche preoccupazione per interventi probabilmente più robusti, più poderosi», ha chiarito il prefetto. Sono invece quattordici le chiese e gli edifici di culto dichiarati inagibili: domenica scorsa alcune funzioni religiose non sono state celebrate, mentre diversi parroci hanno officiato le messe all’aperto.
La fornitura idrica resta interrotta per diverse famiglie. Sono state potenziate le autobotti dei vigili del fuoco, con acqua non potabile destinata ad altri usi, e quelle della Regione Campania. «Stiamo lavorando con tutte le istituzioni senza sosta, giorno e notte», ha dichiarato Fico. «Stiamo aumentando le squadre e rafforzando tutta la capacità delle strutture regionali, in accordo con la Prefettura e con le istituzioni nazionali. Abbiamo aumentato anche le squadre per le perdite idriche, per cercare di riportare il prima possibile la situazione dell’acqua alla normalità, e stiamo lavorando sulle linee della Cumana e della Circumflegrea».
Il presidente della Regione ha assicurato che gli interventi riguardano anche la fragilità dei costoni, già crollati in più punti. «Ne parliamo anche con il ministro Musumeci, con cui stiamo collaborando nel modo migliore, e aspettiamo il decreto del governo», ha aggiunto Fico, ricordando che la Regione, con una prima delibera, ha messo a disposizione «tutto ciò che può mettere a disposizione».
Oltre mille richieste di sopralluogo
I vigili del fuoco hanno già effettuato 227 interventi, ma soltanto nella mattinata sono arrivate altre 300 richieste. «Abbiamo un numero complessivo di 1.182 richieste, tolti gli interventi fatti e quelli che si stanno eseguendo», ha spiegato Di Bari. Su disposizione del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sono stati potenziati i moduli di verifica e da tutta Italia sono arrivati decine di ingegneri.
«Oggi abbiamo 36 moduli, 36 squadre di verificatori che riescono a effettuare dalle cinque alle dieci visite quotidiane», ha precisato il prefetto. «Una media ponderata ci dice che si possono fare fino a 250 visite al giorno. Se il numero di richieste noto oggi resterà cristallizzato, entro domenica o lunedì riusciremo a evaderle».
Il corteo e il breve blocco del porto
In mattinata alcune centinaia di cittadini hanno manifestato a Pozzuoli contro la gestione dell’emergenza bradisismo. Il corteo, partito da piazza della Repubblica, ha raggiunto l’area del porto tra cori e striscioni con le scritte «fate presto» e «non siamo abusivi». I manifestanti hanno chiesto maggiore sicurezza per il territorio e per le abitazioni, oltre alla continuità nell’erogazione dei servizi idrici. La protesta si è svolta senza incidenti, pur tra alcuni momenti di tensione, sotto il controllo delle forze dell’ordine.
«Stamattina c’è stata una manifestazione a Pozzuoli e per pochi minuti c’è stato il blocco del porto», ha confermato Di Bari. «In collegamento diretto abbiamo creato le condizioni perché domani una delegazione incontri il ministro Piantedosi, che già da ieri aveva dato la propria disponibilità».
Il prefetto ha espresso «vicinanza e solidarietà intensa e sentita» alla popolazione, sottolineando che «il fenomeno del bradisismo è purtroppo non episodico» e che alla paura di questi giorni si aggiunge quella accumulata nel passato. «Dobbiamo guardare con freddezza quello che sta accadendo rispetto a un evento fortemente negativo», ha aggiunto Di Bari. «Le istituzioni sono molto vicine e la filiera istituzionale ha funzionato molto bene».
Il prefetto ha infine ricordato che il governo ha stanziato complessivamente circa 600 milioni di euro, che il commissario Soccodato sta lavorando «alacremente» e che il commissario Ciciliano sta agendo in sintonia con le strutture impegnate nell’emergenza. «Dobbiamo comprendere lo stato d’animo di questa popolazione, farcene carico e condividere le loro preoccupazioni, che sono anche le nostre», ha concluso Di Bari. «Non c’è un distacco tra comunità e istituzioni: in questo momento sono un tutt’uno, con un dialogo che deve essere sempre positivo».




