Il consigliere regionale: «Cerreto passi dalle dichiarazioni ai fatti»
Il traffico aereo a Napoli è in costante crescita e l’aeroporto di Capodichino è vicino al limite delle proprie capacità ricettive. Gesac ha presentato un progetto per la realizzazione di una nuova pista che la Regione Campania è intenzionata ad autorizzare, affiancandolo con investimenti sulla viabilità esterna. La prospettiva ha però riacceso le polemiche: da una parte i cittadini preoccupati per l’aumento dei sorvoli, dall’altra gli esponenti politici, tra cui l’onorevole Marco Cerreto, che puntano su nuove infrastrutture.
Diversi rappresentanti istituzionali hanno accusato il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, di voler «frenare» sull’aeroporto di Grazzanise. Per Nino Simeone, capogruppo in Consiglio regionale della Campania della lista «Fico Presidente», consigliere comunale di Napoli ed ex presidente della Commissione Trasporti di Palazzo San Giacomo, si tratta soltanto di «polemiche strumentali», come spiega in questa intervista a ilSud24.it.
Consigliere, da giorni, dopo le parole del presidente Roberto Fico in Commissione, infuria la polemica sull’ampliamento dell’aeroporto di Capodichino e sulla realizzazione di uno scalo civile a Grazzanise. Qual è la sua opinione?
«Il presidente Fico non ha mai rilasciato dichiarazioni contro l’aeroporto di Grazzanise né si è mai detto contrario alla sua realizzazione. Il tema è capire se esistano concretamente la possibilità e l’opportunità di creare sviluppo in quell’area. In caso contrario, rischieremmo di realizzare un’altra cattedrale nel deserto, come Grazzanise è attualmente».
«La mia opinione è che uno scalo civile in Terra di Lavoro sia utile, anzi utilissimo e fondamentale per un territorio che coinvolgerebbe non soltanto la provincia di Caserta, ma l’intera area nord di Napoli. Sarebbe un’opportunità molto importante. Bisogna però spiegare che i progetti aeroportuali sono di competenza dello Stato e non della Regione. La Regione può svolgere un ruolo complementare, ma è lo Stato che deve creare le condizioni necessarie per realizzarli».
L’aeroporto di Grazzanise
Roberto Fico ha dato a molti la sensazione di voler frenare su Grazzanise. Non si rischia, così, di concentrare gli interventi soltanto su Napoli e Salerno?
«Non ha assolutamente frenato. È stato soltanto attento a pesare bene le parole perché, lo ripeto, il vero tema è la volontà del Governo. L’esecutivo nazionale deve farci capire che cosa intende fare in quell’area, perché le infrastrutture aeroportuali, così come quelle ferroviarie, sono di competenza dello Stato».
L’onorevole Marco Cerreto ha affermato che il progetto dell’aeroporto di Grazzanise andrà avanti anche se la Regione non mostrerà interesse e che la Campania ha bisogno di uno scalo anche commerciale.
«Sarebbe opportuno che Marco Cerreto promuovesse un’azione politica concreta e reale a sostegno di Grazzanise, non soltanto a parole. Le infrastrutture non si realizzano in questo modo, anche perché uno scalo aeroportuale non consiste semplicemente nella costruzione di una lingua di cemento da utilizzare come pista di atterraggio. Non funziona così: servono strutture e servizi. Sarebbe davvero importante se Marco Cerreto passasse dalle parole ai fatti, considerando che è un esponente della maggioranza che sostiene questo Governo».
Lo sviluppo di Capodichino
Ma la nuova pista di Capodichino serve davvero? Lei conosce bene la situazione napoletana: molti cittadini lamentano l’inquinamento acustico e ambientale. Forse Capodichino è troppo inserito nel tessuto urbano?
«Per quanto riguarda la seconda pista, al di là della necessità di definire alcuni vincoli, soprattutto di carattere ambientale, lascerei le valutazioni agli enti preposti. Se fossero emerse criticità tali da impedire l’attività dell’aeroporto, probabilmente Capodichino sarebbe già stato chiuso. La verità è che si tratta di uno scalo fondamentale per la nostra regione e per la città. È uno dei pochi aeroporti situati fisicamente all’interno del tessuto urbano. Proprio per questo sarebbe importante il supporto di Grazzanise, così come lo sarà quello di Pontecagnano».
«Il vero problema – spiega – è mettere in rete questi aeroporti. L’impatto di Capodichino sulla città è certamente rilevante, ma è anche positivo dal punto di vista economico, considerando che ormai si superano i 15 milioni di passeggeri all’anno. La questione, però, non riguarda soltanto la seconda pista: potremmo realizzarne anche quattro, ma l’importante è che ogni intervento venga effettuato nel rispetto delle regole, soprattutto di quelle ambientali. Non spetta comunque a me esprimere un giudizio tecnico, perché non ho competenze specifiche in materia».




