A pensar male si fa peccato, ma il caso stadi pesa
Nel giorno del compleanno della Salernitana, Vincenzo De Luca rilancia il sogno più audace: portare Salerno agli Europei di calcio 2032. Un progetto che suona anche come una sfida diretta a Napoli. A margine di un evento, lo «sceriffo» ha risposto ai giornalisti anche sul calcio, sui lavori infrastrutturali allo stadio Arechi e sul ruolo del Volpe.
De Luca non ha trattato il tema come una semplice suggestione: «I lavori vanno avanti anche per l’Arechi e abbiamo accelerato sul Volpe perché poi il campionato dovrà essere spostato al Volpe, se vogliamo aprire tutto il cantiere dell’Arechi ed evitare di lavorare a pezzi». Una frase che dice molto dell’ambizione salernitana: lo stadio da rifare, il campo alternativo da utilizzare durante il cantiere e la necessità di arrivare pronti a una partita che non è più soltanto amministrativa.
Il dossier per l’Uefa entro luglio
Il sindaco ha poi indicato la scadenza e il perimetro della candidatura: «È una bella occasione che abbiamo; ovviamente dobbiamo correre con i lavori. Prepareremo il dossier per l’Uefa entro il mese di luglio che riguarda non solo l’impiantistica, ma riguarda anche la mobilità, l’accoglienza, il sistema alberghiero. Sinceramente credo che Salerno sia fra le candidate più credibili e più autorevoli, poi vediamo le decisioni che prenderà l’Uefa, ma noi dobbiamo prepararci a fare la nostra parte».
Il sospetto: Arechi finanziato, Maradona fermo
Il sospetto, a questo punto, è inevitabile. Perché il sogno di Salerno agli Europei di calcio 2032 non nasce all’improvviso. Quando Vincenzo De Luca era presidente della Regione Campania, Palazzo Santa Lucia finanziò con 150 milioni di euro il rifacimento dello stadio Arechi e la trasformazione del campo Volpe in centro provvisorio per la Salernitana. Per il Maradona di Napoli, invece, non volle cacciare un euro.
E qui la lettura politica diventa ancora più pesante. Quegli zero euro destinati all’ex stadio San Paolo non furono soltanto una mancata scelta amministrativa: potrebbero aver rappresentato anche un modo per rallentare Napoli, lasciando in attesa il dossier Maradona proprio mentre Salerno veniva messa nelle condizioni di correre.
Poi è arrivata l’elezione del nuovo governatore Roberto Fico e il clima è cambiato. Solo con il nuovo corso regionale si è vista un’apertura concreta della Regione Campania sul rifacimento dello stadio Diego Armando Maradona, con la volontà di Palazzo Santa Lucia di partecipare al finanziamento dell’impianto napoletano.
Oggi De Luca parla di dossier Uefa, mobilità, accoglienza, sistema alberghiero e candidatura autorevole di Salerno. Ma il dubbio politico resta tutto: i 150 milioni per Arechi e Volpe servivano soltanto a rifare gli impianti salernitani o anche a costruire un vantaggio competitivo rispetto a Napoli? E quegli zero euro per il Maradona erano davvero casuali o facevano parte della stessa strategia, utile a ritardare i lavori nell’ex San Paolo e a presentare Salerno come alternativa più pronta per gli Europei 2032? Insomma, per dirla con una citazione ormai entrata nel linguaggio politico: «A pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca». Ma il messaggio resta politico e sportivo insieme: Salerno vuole correre, Napoli non può permettersi di restare indietro.




