Domenico Caliendo, i genitori: «Sospensione è un primo momento di verità»

La difesa: non condividiamo il provvedimento del gip

Per i familiari di Domenico Caliendo, la misura interdittiva disposta dal gip di Napoli rappresenta il primo riconoscimento giudiziario di una verità attesa da tempo. La decisione riguarda i cardiochirurghi Guido Oppido ed Emma Bergonzoni, destinatari del provvedimento emesso dal giudice Mariano Sorrentino e notificato dal Nas di Napoli. La misura prevede l’interdizione dalla professione medica per Guido Oppido per la durata di un anno e per Emma Bergonzoni per sette mesi. Secondo quanto emerso, il provvedimento si inserisce nell’inchiesta relativa alla compilazione della cartella clinica del piccolo Domenico Caliendo.

«Il fatto che il giudice abbia applicato il massimo della durata prevista dal codice per questa misura cautelare ci rende fiduciosi sulla tenuta della misura stessa davanti al tribunale del Riesame», ha dichiarato l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia di Domenico Caliendo.

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Petruzzi ha riferito di aver sentito Patrizia, la madre di Domenico, definendola «particolarmente commossa». Per il legale, il provvedimento rappresenta «un primo momento di verità sancito da un giudice». L’avvocato ha poi sottolineato un altro passaggio ritenuto centrale dalla famiglia Caliendo-Mercolino: «È la prima volta che in questo procedimento giudiziario si manifesta e viene sancito un comportamento doloso». Secondo quanto riferito ancora da Petruzzi, nell’ordinanza di circa 70 pagine il giudice avrebbe definito il dottore Guido Oppido «un prevaricatore».

La famiglia, attraverso il proprio legale, si dice soddisfatta «di questo risultato», ha concluso Petruzzi, rivolgendo un ringraziamento «per l’impeccabile lavoro svolto» dagli inquirenti, con il dottore Tittaferrante, e dal gip Mariano Sorrentino. Il legale ha ricordato anche il contributo fornito dalla parte offesa attraverso le indagini difensive svolte nel corso del procedimento.

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La difesa di Guido Oppido annuncia ricorso

Di diverso avviso la difesa del dottor Guido Oppido. Gli avvocati Vittorio Manes e Alfredo Sorge hanno annunciato il deposito di «una estesa impugnazione», spiegando di non condividere «la ricostruzione posta a base del provvedimento del giudice per le indagini preliminari».

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