Iran, Donald Trump attacca ancora l’Europa: «Irrilevante»

Casa Bianca: firma vicina con Teheran

Il possibile accordo con l’Iran riapre lo scontro tra Donald Trump e l’Europa. Il presidente americano rivendica il negoziato come un successo esclusivamente statunitense e, alla vigilia del G7, torna a descrivere gli alleati come attori marginali. La linea è netta: Washington, secondo Trump, avrebbe portato Teheran a un passo dall’intesa senza il sostegno del Vecchio Continente e senza un ruolo decisivo del G7.

Il presidente degli Stati Uniti considera l’accordo praticamente chiuso, in attesa soltanto della firma, e usa il dossier iraniano per rilanciare il suo atto d’accusa contro gli alleati. Il giudizio sull’Europa è pesante. Gli europei, sostiene in un’intervista al Corriere della Sera, sarebbero stati «irrilevanti» nella partita con l’Iran. Una bocciatura politica che arriva dopo mesi di tensioni, durante i quali Trump ha rimproverato ai partner di averlo abbandonato nel confronto con Teheran. Poi, però, il presidente americano lascia una porta socchiusa: in futuro, afferma, «possono essere molto d’aiuto».

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Il vertice di Evian e la tentazione del trionfo

Il nodo ora si sposta sul G7 di Evian, presieduto da Emmanuel Macron e previsto dal 15 al 17 giugno. Trump non ha ancora sciolto la riserva sulla sua presenza. Secondo alcune voci, potrebbe decidere di partecipare soltanto se l’accordo con Teheran fosse già stato firmato.

Lo scenario gli consentirebbe di presentarsi al tavolo dei sette grandi nella posizione che cerca da settimane: non da leader in attesa di una mediazione, ma da presidente convinto di aver vinto da solo una partita internazionale. Il timore, tra gli alleati, è che il vertice francese possa trasformarsi in un nuovo terreno di scontro interno al G7.

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A rispondere alle accuse è Antonio Tajani. Il ministro degli Esteri respinge l’idea di un’Europa assente o inutile nel dossier iraniano e replica alla lettura del presidente americano: «Trump dice che l’Europa è stata irrilevante e che gli Stati Uniti hanno vinto la guerra da soli? Non era una guerra a cui abbiamo partecipato e non dovevamo partecipare. Noi facciamo la nostra parte».

Crosetto a Washington e il dossier Nato

Le parole di Tajani arrivano alla vigilia della visita del ministro della Difesa Guido Crosetto a Washington. Lunedì è previsto l’incontro con il capo del Pentagono, Pete Hegseth, mentre resta aperta la questione della presenza militare americana in Europa.

Gli Stati Uniti hanno già annunciato il taglio di 5.000 soldati in Germania. Trump, nelle scorse settimane, ha lasciato intendere che interventi dello stesso tipo potrebbero coinvolgere anche altri Paesi, tra cui Spagna e Italia. Sullo sfondo, secondo indiscrezioni riportate dal New York Times, ci sarebbe anche un piano per ridurre in modo drastico caccia e navi militari destinati alle operazioni Nato nel Vecchio Continente.

Mentre il G7 resta appeso alla sua decisione, Trump guarda alla possibile firma dell’intesa con l’Iran. Il memorandum of understanding potrebbe arrivare a Ginevra già domenica, proprio nel giorno del suo 80mo compleanno. Per il presidente americano sarebbe un risultato da esibire come successo personale, insieme all’incontro di arti marziali miste della Ufc previsto alla Casa Bianca, appuntamento al quale non intende rinunciare. Se la firma dovesse cadere nella stessa giornata, gli Stati Uniti potrebbero essere rappresentati dal vicepresidente JD Vance, considerato il «pacifista» dell’amministrazione e contrario alle guerre americane oltreoceano.

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