Smentite le ricostruzioni: nessuna divergenza
Giorgia Meloni conferma la fiducia ad Alessandro Giuli e respinge le letture su un presunto scontro interno. Per Palazzo Chigi, le voci su divergenze tra il ministro della Cultura, la premier e altri esponenti del governo non hanno fondamento. La posizione arriva dopo l’incontro di ieri nella sede del governo tra la premier e il titolare del dicastero della Cultura. A riferirne sono fonti di Palazzo Chigi: «Il Ministro Giuli ha chiesto e ottenuto di incontrare a Palazzo Chigi il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al fine di confermare e ribadire la piena sintonia all’interno dell’azione di Governo».
«Si sono susseguite voci e ricostruzioni giornalistiche volte a mettere in discussione la credibilità dell’operato dell’Esecutivo, facendo leva su presunte divergenze di opinione tra il Ministro Giuli, il Presidente del Consiglio e altri esponenti del Governo, ricostruzioni prive di fondamento». Nel corso del colloquio, aggiungono le stesse fonti, «il Ministro Giuli ha espresso la propria gratitudine nei confronti del Presidente del Consiglio, confermando il suo totale sostegno al programma della coalizione di Governo».
I dossier del ministero
Il confronto ha riguardato anche i temi di competenza del dicastero guidato da Giuli: «L’incontro ha consentito di approfondire i principali dossier di competenza di un dicastero strategico per il Paese, nonché di analizzare gli sviluppi del contesto nazionale e internazionale che incidono sul settore di riferimento».
Sempre secondo Palazzo Chigi, «il Ministro ha inoltre illustrato le attività svolte e la programmazione in corso». Da parte della premier, proseguono le fonti, «è stata ribadita la piena volontà di sostenere l’azione di un Ministero centrale per l’Italia».
Il dato politico dell’incontro viene infine ricondotto alla tenuta del rapporto tra il capo del governo e il ministro della Cultura: «È emersa, anche sul piano formale, la solidità di un rapporto cordiale e proficuo tra il Capo del Governo e il Ministro Giuli». Le polemiche degli ultimi giorni, concludono le fonti di Palazzo Chigi, vengono relegate «alla normale dialettica politica, in un contesto reso particolarmente complesso dall’attuale scenario internazionale».




