Torre Annunziata, Passeggia attacca Cuccurullo: «Sindaco inadeguato, metodi sbagliati»

Il segretario Pd contesta l’esclusione di «Popolari per la Pace»

Non entra nel merito della vicenda, ma contesta con durezza metodo e impostazione politica: il segretario del Pd di Torre Annunziata, Ciro Passeggia, affida a un comunicato un attacco diretto al sindaco Corrado Cuccurullo sul caso «Popolari per la Pace».

Secondo Passeggia, con una nota congiunta del sindaco e della coalizione, il movimento «Popolari per la Pace» sarebbe stato estromesso dalla maggioranza politica che aveva sostenuto la candidatura dell’attuale primo cittadino di Torre Annunziata. Contemporaneamente sarebbe stato chiesto anche alla consigliera comunale Francesca Caso, presidente della commissione Cultura, e all’assessore espressione di quel raggruppamento politico di lasciare gli incarichi ricoperti.

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Il Pd prende le distanze

«È opportuno precisare che, al di là del merito delle vicende, il Partito Democratico – a tutti i livelli – è totalmente estraneo a tale volontà», afferma Passeggia che critica aspramente anche il metodo. Per il segretario del Pd oplontino, quanto accaduto rappresenta «il trionfo delle più stantie modalità della vecchia politica», con il ritorno a pratiche che, scrive, richiamano «usi e costumi degli anni ’80».

L’attacco al metodo della maggioranza

Sulle scelte amministrative più importanti, secondo il segretario del Pd, si finisce per annullare «la società civile e le competenze» e che, rispetto ai confini della maggioranza costituitasi due anni fa, ci si sostituisce «alle formazioni politiche, concentrando negli eletti tutti i poteri». «Siamo certi, supponendo la correttezza degli eletti iscritti al PD, che essi si sono sottratti a tale impostazione», scrive sottolineando come «nessun confronto su questi temi vi è stato con gli organismi dirigenti del Partito».

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L’affondo su chi guida la città

Un’accusa politica diretta nei confronti dell’amministrazione. Passeggia parla infatti di «tutta l’inadeguatezza, non solo amministrativa, di chi guida la città» e attribuisce al sindaco una «subalternità a quelle parti della coalizione che sia alle recenti elezioni regionali sia in occasione del Referendum hanno sostenuto partiti e ragioni della destra». Il caso «Popolari per la Pace», nelle parole del segretario del Pd di Torre Annunziata, diventa così il punto di rottura su cui misurare non soltanto i nuovi equilibri, ma anche le modalità con cui vengono assunte le decisioni più rilevanti.

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