Governo, il ministro Calderone: «Dichiariamo guerra al caporalato»

La prima strada che si intende percorrere per fermare la strage è l’aumento dei controlli

L’orrore per la morte di Satnam Singh, il bracciante abbandonato con il braccio amputato, scatena un moto d’indignazione che va dai cittadini alla politica. «Lo scopo di tutti è dichiarare guerra al caporalato», ha detto la ministra del Lavoro, Marina Calderone, al termine della riunione convocata con il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, i sindacati e le associazioni delle imprese agricole.

È stato così fatto il punto sugli interventi fatti e quelli ancora da fare, fin dalle prossime ore quando sono attese novità sul decreto agricoltura. Da un lato la volontà del governo è quella di raddoppiare i controlli con più ispettori del lavoro e l’incrocio delle banche dati, dall’altro si vogliono aiutare le imprese virtuose potenziando la rete agricola di qualità a cui finora si sono iscritte solo 6 mila aziende. «Per il decesso di un operaio per colpa di un criminale non si criminalizzino tutte le imprese agricole», è stato l’appello di Lollobrigida.

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La conta delle vittime

Nelle ore precedenti era stata vandalizzata la sede di Confagricoltura Lombardia con la scritta sul muro «Satnam ieri, Pierpaolo oggi. I vostri profitti sulle nostre morti», in memoria del bracciante indiano e del diciottenne Pierpaolo Bodini, schiacciato da una macchina agricola. Già nuovi lutti si sono aggiunti alla conta delle vittime del lavoro.

Questa ha raggiunto 492 persone dal primo gennaio al 20 giugno secondo l’Osservatorio nazionale morti sul lavoro curato dall’ex metalmeccanico Carlo Soricelli, quasi tre al giorno, e ancora va aggiornata. Un altro operaio è deceduto, in una fabbrica di laminati di Cividale Mantovano. L’agricoltura è, secondo quest’analisi, tra i settori che uccidono di più, tra lavoro irregolare e disprezzo delle norme di sicurezza.

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«Abbiamo quasi 400.000 italiani e non che subiscono forme di prevaricazione e a cui vengono negati i più elementari diritti contrattuali», ha dichiarato il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra. «Sta emergendo un modello di fare impresa che uccide», ha detto il leader della Cgil, Maurizio Landini.

La prima strada che il governo intende percorrere per fermare la strage è l’aumento dei controlli: l’obiettivo è raddoppiarli dai circa 20 mila attuali con le assunzione di nuovi ispettori che sono in corso. Sul caporalato, in particolare, novità potrebbero essere imminenti. Lollobrigida ha anticipato che «nelle prossime ore, su alcuni aspetti del decreto agricoltura, ci potranno essere emendamenti specifici» anche su sollecitazioni delle parti sociali.

Le reazioni

«I ministri hanno dato la disponibilità ad accogliere alcune delle nostre richieste che riguardano la rivisitazione soprattutto del sistema del decreto flussi», che regola l’ingresso legale dei lavoratori stranieri, ha riferito la segretaria generale della Uila, Enrica Mammucari. La Fai Cisl ha chiesto il potenziamento dell’ispettorato del lavoro. Per la Flai Cgil, invece, «se non si affronta il problema alla radice cancellando leggi come la Bossi-Fini, si andrà poco lontano». Quanto alle imprese, la Cia-Agricoltori italiani, ha proposto «una black list con i datori di lavoro che pur avendo ottenuto il visto d’ingresso per i lavoratori richiesti, non hanno poi formalizzato il contratto di soggiorno».

La Copagri ha chiesto di «stringere le maglie dei controlli» e la Coldiretti ha garantito «tutto il suo sostegno nella lotta contro il caporalato»: parteciperà alla manifestazione per Satnam promossa dalla comunità indiana di Latina, il 25 giugno. È quella a cui hanno aderito Fai Cisl e Uila, mentre la protesta della Flai Cgil si terrà domani. Il tema scalda anche la politica. Se Italia Viva ha invitato Lollobrigida e Calderone a riferire in aula, i 5 stelle hanno chiesto di istituire il reato di omicidio sul lavoro. L’ex ministro del Lavoro Pd, Andrea Orlando, ha ricordato che il governo ha già la sua legge per intervenire. «Meloni disse: ‘non disturberò chi vuole fare’, ma almeno garantisca la sicurezza», ha attaccato Nicola Fratoianni di Alleanza Verdi Sinistra.

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