Il governo Meloni compie un anno e l’Italia va. Alla faccia di Gufi e «ciucciuvettole» del malaugurio

«L’Italia vincente, un anno di risultati», ma ancora tanti da raggiungere. Un buon viatico sulla strada delle europee del giugno prossimo

Che la festa cominci! «L’Italia vincente», la due giorni voluta dalla premier e leader del partito Giorgia Meloni e organizzata dai gruppi parlamentari di Fratelli d’Italia per per celebrare il primo compleanno del governo di destracentro e raccontare come il governo Meloni sta facendo ripartire la Nazione, sta per per partire.

L’appuntamento è per oggi sabato 23 alle 9,30 a Roma all’Auditorium della Conciliazione e culminerà alle 11 con l’intervento della premier Meloni che verrà trasmesso in video collegamento nelle in tutte le regioni d’Italia sedi dove – negli stessi due giorni – si svolgeranno le iniziative regionali, durante le quali la base del partito incontreranno, confrontandosi con i protagonisti del governo e della maggioranza. In Campania, l’appuntamento è presso l’Hotel de la ville ad Avellino.

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La festa si concluderà domenica alle 11, con le conclusioni che saranno tirate – anche stavolta in video collegamento con tutte le sedi regionali – dalla premier Giorgia Meloni.

Un anno durante il quale, la Meloni ha dimostrato di essere decisamente più forte, re’ Ciucciuvettole ro’ malaùrio, costringendole boccheggianti a continui tonfi ai piedi del comò. Fatto è che nessuno dei danni da loro profetizzati alla vigilia: l’isolamento internazionale, il crollo dei mercati, la crescita della disoccupazione, l’esplosione dello spread e del debito pubblico, la recesssione, il fallimento del Pnrr, il rischio democratico si è verificato.

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Anzi. pur in uno scenario che lasciava poche speranze di crescita, l’Italia è cresciuta più di Germania e Francia, addirittura, più di tutta l’Eurozona.

E’ cresciuta e ancora continua a farlo – anche grazie alle agevolazioni per chi assume e nonostante l’abolizione del Rdc e Bonus 110% che insieme hanno sprecato oltre 150 miliardi di euro che sarebbero potuti servire per le politiche attive del lavoro e il taglio delle tasse – l’occupazione, mentre il tasso di disoccupazione, continua ad arretrare e crescono export e turismo. Reddito di cittadinanza sostituito con politiche attive del lavoro. Formazione e riqualificazione professionale. Riforma fiscale e grazie alla riduzione del cuneo contributivo, più denaro in busta paga. Innalzate le pensioni minime e Zes Unica per il Mezzogiorno.

L’Ue costretta e rendersi conto che il problema dell’immigrazione non è – e non può esserlo – solo italiano, ma se davvero lo si vuol risolvere deve essere condiviso fra tutti i 27 stati e difesa del diritto a non lasciare il proprio paese, lotta ai trafficanti e tolleranza zero e apertura di canali per l’immigrazione legale. Piano Mattei per l’Africa e uovo modello di cooperazione non predatoria, prevedendo una 20 conferenza composta da 20 Paesi e 10 organizzazioni. Italia e Sud Hub energetico nel Mediterraneo.

Nessun passo indietro nella lotta alla mafia, giustizia giusta e guerra alle occupazioni abusive ed esenzione dal pagamento dell’Imu per i proprietari di immobili occupati. E ci sarebbero anche tante altre cose da sottolineare, ma meglio fermarci qui. Anche se è giusto segnalare che l’altra profezia smentita è quella rappresentata dal proseguimento senza tentennamenti nel sostegno a Kiev. Lo sport incluso in Costituzione e la prevenzione conto la criminalità minorile. Insomma niente disastri e tante note positive.

Ma diciamolo senza infigimenti, con quest’opposizione strabica che sa dire solo «no». Il difficile deve ancora venire. Ma Meloni ha dimostrato chiaramente che non intende assolutamente fermarsi qui. Perché la strada per far rilanciare definitivamente l’Italia è ancora lunga. E serviranno tantissima pazienza e determinazione.

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