Pnrr, Pd Senato: «Rivedere criteri ripartizione fondi rigenerazione urbana»

Perché lo chiedono adesso e non hanno preteso lo facesse il loro esecutivo? Per attribuirne la colpa al governo Meloni

La discriminazione c’è, ma il Pd se ne accorge soltanto adesso, ma sostiene di averlo segnalato già nei mesi scorsi. Cosa della quale nessuno s’è accorto. Anzi, come gli altri esponenti del cosiddetto «governo dei migliori» i senatori del Pd, Dario Parrini e Alessandro Alfieri hanno continuato ad accusare la destra di mettersi di traverso sulla strada del rilancio dell’Italia, perché pretendeva che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza venisse aggiornato.

Essendo stato redatto ed approvato nell’aprile del 2021 – sostenevano quei “mostri” del centrodestra – in piena pandemia, quando l’inflazione non aveva ancora raggiunto i livelli parossistici di oggi e la recessione era ancora una minaccia e non una realtà come adesso, non poteva più essere realizzato, perché i fondi erano diventati insufficienti.

Pubblicità

Ora, però, persa la battaglia elettorale, per evitare di perdere anche la guerra ed essere definitivamente cancellati dallo scenario politico nazionale, nella convinzione che gli italiani – nonostante che questi ultimi con il voto di settembre gli abbiano dimostrato il contrario – hanno la memoria corta nel tentativo di recuperare un briciolo di credibilità perduta. Purtroppo hanno tentato di farlo con una bugia, che ne mette in mostra tutta la strumentalità.

«Come avevamo – hanno detto – già segnalato nei mesi scorsi, c’è qualcosa di profondamente sbagliato, e di nettamente discriminatorio nei confronti dei comuni sotto i 15 mila abitanti situati nel Centro e nel Nord del Paese, nei criteri con i quali vengono ripartiti i fondi per i progetti di rigenerazione urbana legati al Pnrr».

Pubblicità Pastificio Setaro

E hanno deciso di depositare in proposito – chissà perché adesso e non una settimana addietro, quando al governo c’erano loro – un’interrogazione rivolta alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti e a Raffaele Fitto, ministro per gli Affari europei, le politiche di coesione e il Pnrr.

«Riprova di quanto sosteniamo – continuano – è l’ultimo decreto del 19 ottobre a firma del capo del dipartimento per gli affari interni e territoriali del Viminale. I 300 milioni a disposizione per questa tranche di finanziamenti sono andati a comuni appartenenti a sole cinque regioni. Completamente a bocca asciutta tutti gli altri, a titolo di esempio sono cadute nel vuoto 697 istanze di Comuni della Lombardia, 620 in Piemonte, 439 in Veneto e 322 in Toscana. Si tratta di una ingiustificabile iniquità».

Dimenticano, però, che il 19 ottobre scorso ad occupare il Viminale, palazzo Chigi e tutti i ministeri, c’erano ancora i loro compagni. Non il centrodestra. «Le bugie hanno le gambe corte».

Potrebbe interessarti anche:

Federproprietà Napoli

Altri servizi

Ex Ilva, Acciaierie d’Italia rilancia: «Da aprile 4 milioni di tonnellate l’anno»

I commissari: dal 2024 investito un miliardo in manutenzione L’ex Ilva pronta a cambiare passo: la ripartenza dell’altoforno 2 segna l’avvio di un piano che...

Referendum Giustizia, le toghe rosse e la sinistra devono accontentarsi di frignare

Mattarella: «sì» alla scelta del governo su data e cambio di quesito L’Italia è un Paese ricattato dall’immoralità della cosiddetta doppia morale, che, peraltro, a...

Ultime notizie

Trasnova annuncia: 94 dipendenti verso il licenziamento collettivo

A causa della scadenza del contratto con Stellantis Una lettera ai ministeri competenti, alle organizzazioni sindacali di categoria e alle Regioni interessate mette nero su...

Il ritorno del Capitano Mariani: «La chianca» di Giovanni Taranto nelle librerie

In vendita dal prossimo 20 febbraio Il panorama del noir italiano si arricchisce di un nuovo, attesissimo capitolo. Il prossimo 20 febbraio debutta in libreria...

Dario Sansone e il viaggio di «Restiamo in piedi»: un tour tra radici, voce e visioni

Dal nuovo singolo un percorso live intenso e necessario Quando Dario Sansone annuncia un nuovo progetto, non è mai un semplice aggiornamento discografico. È un...