Respinto il ricorso di Acciaierie d’Italia
Resta sotto sequestro l’altoforno 1 dell’ex Ilva. La Cassazione ha respinto il ricorso di Acciaierie d’Italia, che chiedeva il dissequestro dell’impianto fermato senza facoltà d’uso. La decisione è della quarta sezione della Suprema Corte, dopo l’udienza di ieri presieduta da Donatella Ferranti. Il dispositivo è stato reso noto oggi da fonti legali.
L’impianto era stato sequestrato a maggio 2025, in seguito all’incendio che aveva interessato una tubiera. Acciaierie d’Italia aveva già tentato di ottenere il dissequestro nei mesi scorsi, ma la Procura di Taranto si era opposta due volte. A febbraio era arrivato anche il no del gip Mariano Robertiello. Le motivazioni della Cassazione saranno depositate entro trenta giorni. Dopo averle lette, l’azienda valuterà come procedere.
Pichetto: «Ilva impianto moderno e strategico»
Sul futuro della nuova Ilva è intervenuto a Manduria il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, a margine del Forum in Masseria. «La scelta del governo italiano nella nuova Ilva è quella di fare uno degli impianti più moderni d’Europa», ha detto il ministro, ricordando che «sul fronte dell’acciaio l’Italia è già il Paese che ha le acciaierie più moderne d’Europa».
Pichetto Fratin ha poi richiamato la necessità di un equilibrio tra condizione ambientale locale, valutazioni della politica, istituzioni territoriali, governo e possibile investitore industriale. L’operazione, ha precisato, «non può essere solo un’operazione finanziaria». Le proposte in campo sono ora al vaglio del Mimit. «L’Ilva è un impianto che all’Italia può dare molto», ha concluso il ministro. «Sappiamo che una delle regole del mondo è che se non hai il prodotto, rischi di pagare doppio quello che importi».



