Guerra in Ucraina | Raid aereo su Sumy, oltre dieci morti: «Ci sono dei bambini»

Oggi si riprova con i corridoi umanitari

L’Ucraina entra nel 13/esimo giorno di guerra e le città stremate e sotto assedio sperano nella tregua annunciata per stamani dai russi, la quarta dopo tre consecutive cadute nel vuoto. Dopo una notte di apparente diminuzione della violenza sul terreno – ma in cui è stato lanciato un attacco aereo contro la città ucraina di Sumy -, dalle 9 locali (le 8 italiane) il ministero della Difesa di Mosca ha annunciato corridoi umanitari per evacuare i civili da Kiev, Chernihiv, Sumy, Kharkiv e Mariupol, suscitando qualche speranza dopo il nulla di fatto degli ultimi tentativi per i quali Mosca e Kiev si sono scambiati accuse di sabotaggio.

Il Pentagono ieri ha dichiarato di aver notato pochissimo movimento nelle truppe russe sul terreno. Ma la notte si era aperta con la notizia di esplosioni a Odessa, che da giorni aspetta l’attacco russo. Come lo aspetta anche Kiev, dove i russi stanno raccogliendo le forze, si attende che scatti l’offensiva finale sulla capitale. A Mariupol l’assedio dura ormai da una settimana e le 200.000 anime che la abitano – nelle parole di Human Rights Watch – sono «intrappolati in un incubo gelato e senz’acqua nè luce e vivono sotto la costante minaccia dei bombardamenti russi».

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Le forze ucraine: «Sumy, battaglia impari»

Le forze russe hanno lanciato ieri notte un attacco aereo contro la città ucraina di Sumy, nel nordest del Paese, provocando oltre 10 vittime, tra cui anche un numero imprecisato di bambini. Lo ha reso noto il capo dell’amministrazione militare regionale, Dmytro Zhyvytsky, secondo quanto riportano i media internazionali. «Sfortunatamente ci sono bambini tra le vittime», ha detto Zhyvytsky in un video postato su Facebook, spiegando che le vittime sono più di 10. C’è stata una «battaglia impari» con le forze russe che hanno bombardato i civili, scrive nel post: «Ci sono morti e feriti, i soccorritori stanno lavorando sui luoghi».

Nuovo messaggio di Volodymyr Zelensky

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, con l’ennesimo messaggio video, ha voluto ribadire di essere a Kiev: «Rimango qui, rimango a Kiev, a Bankova (gli uffici presidenziali), senza nascondermi e senza paura di nessuno. Questo serve per vincere questa guerra», ha tuonato, accusando il nemico di usare «tattiche medievali» per punire gli ucraini. Nel frattempo l’Aiea ha comunicato che è stato colpito un altro sito pericoloso, dopo la notte di terrore mondiale per l’incendio alla centrale nucleare di Zaporizhzhya: un impianto di ricerca che produce radioisotopi per la medicina nucleare è stato danneggiato dai bombardamenti russi vicino a Kharkiv, ha fatto sapere il segretario generale dell’agenzia, Rafael Grossi, che ha però precisato che non ci sono fughe di materiali radioattivi.

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Ancora combattimenti a Kharkiv

Nella notte la direzione dei servizi segreti militari ucraini ha fatto sapere è stato ucciso in combattimento a Kharkiv un alto comandante militare russo: il generale Vitaly Gerasimov, 45 anni, vicecomandante della 41/a Armata russa, decorato per le operazioni nella seconda guerra cecena, in Siria e in Crimea nel 2014. Se la notizia verrà confermata – intanto l’ha confermata l’agenzia investigativa Bellingcat e l’ha rilanciata il Guardian – , si tratta del secondo generale russo ucciso dagli ucraini in una settimana. Alcuni giorni fa, infatti, gli stessi media russi hanno confermato l’uccisione in Ucraina del vicecomandante delle operazioni, il generale Andrei Sukhovetsky, anche lui vicecomandante della 41/ma Armata.

Le trattative e la mediazione

In attesa del quarto round di colloqui fra i delegati russi e ucraini, si attende per giovedì l’incontro ad Antalya, il primo dall’inizio della guerra, fra i due ministri degli esteri nemici, il russo Serghei Lavrov e l’ucraino Dmytro Kuleba. A provare la mediazione, stavolta, dopo il silenzio caduto sul tentativo del premier israeliano Naftali Bennett, è il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan.

E mentre si stringe sempre più la morsa delle sanzioni sulla Russia e negli Stati Uniti potrebbe vedere la luce un accordo bipartisan in Congresso per boicottare il petrolio russo, oggi il presidente Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco, Olaf Scholz – ha annunciato l’Eliseo – incontreranno in un vertice in videoconferenza il leader cinese Xi Jinping. La speranza è che Pechino, alleato strategico di Mosca, possa tentare qualcosa. Se non un’iniziativa di mediazione, che la Cina eserciti almeno la sua influenza sull’alleato russo.

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