Legge elettorale, maggioranza e opposizioni verso lo scontro sugli emendamenti

FdI e Noi Moderati guardano all’Aula sul nodo preferenze

Centrodestra e opposizioni si preparano allo scontro parlamentare sulla legge elettorale, tra premio di maggioranza, preferenze, voto degli italiani all’estero e proposte alternative al testo base. Il calendario resta stretto: domani alle 12 scade il termine per la presentazione degli emendamenti in commissione Affari costituzionali, mentre l’approdo in Aula della riforma resta fissato al 26 giugno.

La data potrebbe slittare da venerdì a lunedì 29 giugno, ma si tratterebbe di una questione soltanto tecnica, legata all’andamento dei lavori dell’Assemblea di Montecitorio. Per la maggioranza il punto fermo resta un altro: svolgere la discussione generale entro giugno, così da entrare nel merito dell’esame a luglio con i tempi contingentati. Sarà poi la conferenza dei capigruppo di fine mese a definire la data esatta del seguito dell’esame.

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La maggioranza valuta le mosse in Aula

Il centrodestra sta definendo la strategia, alla luce delle iniziative annunciate dalle opposizioni. I due emendamenti già indicati dalla maggioranza – sul voto in Trentino e Valle d’Aosta, regioni oggi escluse dal computo generale per l’assegnazione del premio, e sulla riduzione delle circoscrizioni del voto degli italiani all’estero – potrebbero non essere depositati in commissione, ma arrivare direttamente in Aula. «Stiamo ancora valutando», viene spiegato.

Resta aperto anche il capitolo delle preferenze. I partiti di maggioranza, salvo sorprese, non dovrebbero affrontare il tema in commissione, ma direttamente durante l’esame dell’Aula. Una linea già ribadita più volte da Fratelli d’Italia e Noi moderati.

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FdI difende il testo: «Governabilità e rispetto del voto»

Fratelli d’Italia torna a sostenere l’impianto della proposta del centrodestra, basata sul proporzionale con premio di maggioranza e senza più l’ipotesi del ballottaggio. Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di FdI, spiega che il lavoro in corso punta a garantire stabilità politica e centralità del voto espresso dagli elettori.

«Stiamo lavorando per dare all’Italia una legge elettorale che garantisca governabilità e rispetto del voto popolare», afferma Donzelli, collegando il tema della riforma anche alla prospettiva delle prossime elezioni politiche.

Ospite di una trasmissione radiofonica, alla domanda sui tempi del ritorno alle urne, Donzelli osserva: «Io auspico una legge elettorale in cui chi prende un voto in più governa e una settimana dopo le elezioni è possibile formare il governo». Poi aggiunge: «Se invece rimaniamo con la legge attuale, quella che nella scorsa legislatura ha consentito la formazione di un governo tre mesi dopo le elezioni con mille difficoltà, andare al voto in autunno metterebbe a rischio i bilanci dello Stato per l’esercizio provvisorio».

Il dirigente di FdI insiste quindi sull’obiettivo politico della riforma: «Noi stiamo lavorando per dare una legge elettorale che consenta governabilità all’Italia, nessun inciucio e rispetto del voto popolare». Quanto alla data delle elezioni, precisa: «Quando ci sarà la legge elettorale rifletteremo sulla data, ma sicuramente sarà il 2027, che sia giugno oppure ottobre dipende da tanti fattori».

I vannacciani hanno annunciato un emendamento specifico sulle preferenze. Il tema resta sensibile anche perché, in commissione, il voto è palese, mentre in Aula potrà essere chiesto lo scrutinio segreto. Noi moderati, come FdI, ha già indicato l’Aula come sede nella quale affrontare il dossier preferenze.

Le opposizioni preparano emendamenti comuni

Le opposizioni lavorano intanto a una possibile strategia condivisa, sia sulle modifiche al testo del centrodestra sia in vista dell’approdo della riforma in Aula. Proseguono i contatti tra i leader dopo la prima call della scorsa settimana tra Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni e Riccardo Magi.

Tra gli emendamenti delle opposizioni ce ne saranno diversi comuni, ma ogni forza politica sta preparando anche proposte proprie. Non è ancora chiaro se sarà presentato un testo condiviso sulle preferenze. Al momento, viene spiegato, non c’è una indicazione unitaria, mentre il Movimento 5 Stelle potrebbe depositare un emendamento con l’obiettivo di mettere in difficoltà il centrodestra.

Il Pd ha convocato l’assemblea del gruppo in vista delle comunicazioni della premier Giorgia Meloni di domani sul Consiglio Ue. All’ordine del giorno, però, figura anche la legge elettorale. Dalle opposizioni fanno sapere che gli emendamenti «non saranno una valanga»: dovrebbero essere meno di un migliaio. Tra questi ci saranno sicuramente quelli soppressivi, sia dei singoli articoli sia dell’intero testo.

Più Europa presenterà modifiche sulle firme digitali per le sottoscrizioni delle liste e sul voto dei fuori sede. Quest’ultimo tema potrebbe anche diventare un emendamento comune delle opposizioni. Riccardo Magi proporrà inoltre una modifica per reintrodurre il Mattarellum. I pentastellati sarebbero orientati verso un emendamento per un sistema proporzionale puro con collegi piccoli, mentre Avs punta sui collegi uninominali sul modello del vecchio sistema delle Provincie.

Le opposizioni, viene ancora spiegato, non intendono intervenire sugli aspetti della riforma giudicati incostituzionali, come la consistenza del premio e la sua attribuzione. Le parole di Donzelli, però, non sono passate inosservate: da tempo le minoranze ritengono che il centrodestra abbia accelerato sulla legge elettorale per preparare un ritorno anticipato alle urne, comunque non oltre la prossima primavera.

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