Iniziato il conto alla rovescia per coprifuoco e riaperture. Questa può essere la settimana decisiva

Il conto alla rovescia è iniziato. L’attenzione è tutta rivolta alla metà della settimana o al più tardi venerdì quando la cabina di regia dovrebbe decidere per lo spostamento del coprifuoco e ulteriori riaperture da lunedì 17 maggio. In tanti ci sperano, soprattutto chi politicamente ci ha scommesso tanto, vedi Matteo Salvini che qualora il Consiglio dei ministri dovesse rivedere in positivo sia divieti e sia restrizioni sarà il primo ad intestarsene il merito.

Chiaramente il condizionale è d’obbligo, perché come ha ripetuto non più di due giorni fa da Porto il premier Draghi tutto va fatto con la testa. Quindi niente fughe in avanti, si guarderanno bene i dati e poi si deciderà. In realtà, un approccio non nuovo quello del presidente del Consiglio volto sia a tenere a bada Salvini, da sempre con il piede sull’acceleratore del ritorno della normalità, e sia a considerare l’altra parte della sua coalizione da sempre molto prudente, a cominciare dal ministro Speranza.

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E non è un caso che da qualche giorno il ministro abbia attivato il silenziatore, segno di voler evitare di alimentare tensioni, ma anche che si stia convincendo che il tempo delle chiusure sta volgendo al termine. Comunque sia questa sarà una settimana decisiva per quanto riguarda il coprifuoco ma soprattutto per riaperture di attività ed esercizi commerciali.

Se i dati lo consentiranno, sarà analizzato l’andamento dal 26 aprile fino ad oggi, già lunedì 17 maggio potrebbero aprire i battenti anche i ristoranti senza spazi all’aperto, finora hanno potuto lavorare soltanto quello con dehors, e si potrebbe tornare a gustare il caffè al bancone del bar.

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Per non parlare delle palestre e delle piscine al coperto che potrebbero avvantaggiarsi di questo rinnovato clima di ritorno alla normalità. Non basta perché anche il settore wedding, cioè l’enorme comparto che gravita attorno alla celebrazione dei matrimoni, spera di tornare a lavoro già dal primo di giugno anche se sembra più realistica come data metà mese.

Pronti a chiedere attenzione per ritornare a lavoro anche i centri commerciali, da tempo costretti alla serrata nei week end. Anche loro sperano di potersi beneficiare del miglioramento dei dati, forti anche di importanti investimenti che hanno fatto in termini di sicurezza anticontagio.

Ma come detto se ne parlerà nel mezzo della settimana, quando si riunirà la cabina di regia e poi il Consiglio dei ministri a cui spetterà di ratificare le nuove disposizioni. E molto dipenderà dal ruolo di mediazione che si intesterà il premier Draghi, a cui nuovamente sarà delegato il delicato compito di trovare un punto di sintesi. Questione di non poco conto visto che eventuali aperture non dovranno essere viste come frutto della vittoria di una parte della maggioranza nei confronti dell’altra. Insomma, bisognerà evitare che Salvini si intesti il lento ritorno alla normalità contro il ministro Speranza.

Non sarà facile perché l’occasione, specie per Salvini, è ghiotta. Quella di poter uscire dal CdM fregiandosi del merito del ritorno alla vita. Ma è chiaro che si tratta di un prezzo che Draghi non può essere disponibile a pagare, pena mettere in difficoltà l’intera maggioranza.

Le riaperture non saranno però l’unico tema della settimana. Infatti, il governo dovrà riunirsi anche per decidere sul Sostegni bis. Dopo la frenata della settimana scorsa proprio ad opera della Lega, in particolare il ministro Giorgetti, bisognerà riprendere il filo del provvedimento venendo incontro alle richieste dei vari  partiti, a cominciare proprio dalla Lega che chiede più ristori ai settori maggiormente colpiti dal Covid e finora meno aiutati. Professionisti, esercizi commerciali e partite Iva. Senza dimenticare la questione delle cartelle esattoriali.

Naturalmente, non solo la Lega ha temi da porre ma anche il Pd e il M5S guardano con attenzione al provvedimento. Da qui i problemi e la difficoltà di trovare anche su questo piano una sintesi.

A questo si aggiunge l’emergenza migranti, che rischia di intorbidire i rapporti tra i partiti della maggioranza. Soltanto ieri a Lampedusa ne sono arrivati oltre mille, e la preoccupazione è per quelli che li seguiranno. Così Salvini ha subito chiesto un incontro al premier Draghi scrivendo una lettera al ministro Lamorgese per «un piano di interventi per evitare una escalation degli arrivi».

A sua volta la responsabile dell’Interno dopo aver sentito il presidente del Consiglio ha già indicato la road map e cioè: «Istituire una sorta di cabina di regia che si occuperà di affrontare il fenomeno» e «rivedere l’accordo siglato a Malta che prevede il ricollocamento di solidarietà dei migranti nei diversi Stati europei». Nella cabina di regia oltre a Draghi e Lamorgese ci saranno anche il ministro degli Esteri e della Difesa.

Dall’opposizione Fratelli d’Italia va all’attacco. Prima il capogruppo al Senato, Luca Ciriani, e poi la leader Giorgia Meloni, il cui libro «Io sono Giorgia» uscirà domani nelle librerie, lanciano l’allarme e ritornano a chiedere il blocco navale perché «l’immigrazione clandestina va fermata. Vanno fermati gli scafisti e le Ong immigrazioniste che speculano sulle tragedie».

Insomma, quella che si apre è una settimana complicata e difficile con tanti nodi e tante spine. Ma chissà che alla fine non spunti anche qualche rosa.

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