Pina Picierno attacca Giuseppe Conte: il M5S senza voti detta la linea al Pd

La vicepresidente Ue: il campo largo non è credibile

Nel campo largo, il Movimento 5 stelle sembra aver perso molti elettori ma non il vizio di mettere paletti. Pina Picierno parte da qui per accusare Giuseppe Conte di condizionare Elly Schlein e di spingere il Pd verso una linea sempre meno riformista.

La vicepresidente del Parlamento europeo, che ha recentemente lasciato il Partito democratico per passare al Partito democratico europeo e a Renew Europa, affida il suo affondo a un’intervista alla Stampa e al Corriere della sera. Il primo bersaglio politico è il rapporto tra la segretaria dem e il leader pentastellato.

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Picierno attacca Conte e il M5S

«Giuseppe Conte condiziona molto Elly Schlein. Ed è una delle ragioni per cui ho deciso di lasciare il Partito democratico. La forza del Movimento 5 stelle non sta più tanto nel consenso elettorale, che oggi è molto inferiore rispetto al passato, quanto nella capacità di condizionare altre forze politiche che dovrebbero mantenere una linea chiara e coerente».

Il ragionamento di Picierno si sposta poi sul confronto parlamentare e sui punti fissati dall’ex presidente del Consiglio. «Ho assistito a una discussione parlamentare nella quale si è partiti da punti che per Conte sono irrinunciabili: la contestazione di impegni assunti dall’Italia in sede Nato e di impegni assunti a livello europeo e internazionale».

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Il nodo di Kyiv

Per la vicepresidente del Parlamento europeo, la questione non riguarda soltanto la dialettica interna al centrosinistra, ma il profilo politico di chi ambisce a governare.

«Sono questioni che riguardano non solo la postura europea dell’Italia ma anche la serietà di una forza politica. Credo che questo condizionamento esista e sia molto profondo. Ho più volte sottolineato, per esempio, che Elly Schlein non è mai andata a Kyiv in questi anni, così come non ci è mai andato Giuseppe Conte. È un fatto politico di prima grandezza, non un dettaglio».

Il populismo nel campo largo

La rottura con il Pd viene quindi collegata alla debolezza complessiva dell’alleanza progressista, tra divisioni interne e rincorsa alle parole d’ordine grilline. «Io ho lasciato il Pd per le stesse ragioni per cui il campo largo non è oggi un’alternativa credibile alle destre: troppe divisioni e populismo e poca cultura di governo. Esiste invece un Paese che chiede una proposta politica seria, riformista e pragmatica. Dobbiamo costruire un campo alternativo alla destra populista di Giorgia Meloni, ma deve essere alternativo anche al populismo che oggi esiste in una parte della sinistra».

A domanda diretta sulla fondazione di un suo movimento, Picierno annuncia il prossimo passaggio. «Nei prossimi giorni presenteremo “Spazio pubblico”, un movimento aperto, con l’obiettivo di unire un fronte troppo spesso frammentato e di costruire un polo europeista e democratico».

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