Centrodestra, Meloni: «Confederati più che federati. E a Conte ricordo che il suo non è il governo degli ayatollah»

Il centrodestra formato da 3 entità: Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia. Insieme da sempre ognuno però ha sempre ragionato con la propria testa. Forza Italia nei giorni scorsi ha deciso di offrire una spalla al governo Conte (in estrema difficoltà con i numeri) semplicemente per superare la crisi dovuta alla pandemia.

Ma ha sempre precisato che non entrerà mai nel governo giallorosso. Eppure qualcuno vede nell’offerta d’aiuto una spaccatura nell’opposizione. Ma a partire da Berlusconi, a Meloni e Salvini queste voci sono sempre state smentite.

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Ne è convinta la leader di FdI che questa mattina ha ribadito: «Sono convinta che noi stiamo insieme per scelta, non per necessità. Siamo sempre stati insieme perché su tante materie fondamentali abbiamo la stessa visione. Abbiamo la responsabilità di offrire una alternativa» ha detto durante un’intervista a a ‘Rtl 102.5‘. «Il centrodestra – ha aggiunto – ha lavorato per mantenere la sua compattezza, come in tutte le scelte fondamentali negli ultimi mesi. C’è un tentativo continuo di spaccare il nostro fronte che arriva da una maggioranza molto divisa, ma a noi interessano le risposte da dare ai cittadini».

Salvini ha proposto una federazione tra i tre partiti. «Ho sempre lavorato – dice Meloni – il più possibile per un centrodestra unito nelle sue diversità. Quando si parla di federazione io preferisco sempre il modello confederale, come accade per l’Europa. Confederazione significa partiti che hanno le loro differenze legittime, la loro libertà, ma che poi stanno insieme sulle grandi questioni»

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Ma ora c’è da affrontare la manovra di bilancio e il voto di scostamento. Fratelli d’Italia ha sempre ribadito: diteci come volete spendere i soldi e poi decideremo se votare lo scostamento. E anche stamane Giogia Meloni ha affermato: «abbiamo già mandato un documento al governo con le nostre proposte sulla base delle quali decideremo il nostro voto sullo scostamento di bilancio».

«Chiediamo – sottolinea – che quei soldi vengano usati per aiutare chi finora è stato completamente dimenticato, come i lavoratori autonomi, i piccoli imprenditori, gli artigiani. Oggi per troppi piccoli imprenditori purtroppo la cosa più conveniente è chiudere. E questo dobbiamo impedirlo, perché sono posti di lavoro che se ne vanno, e queste cose peseranno sul Pil per anni, non solo nel 2021»

Pil che in buona parte è costituito anche dalle attività montane e in questi giorni è alta la polemica attorno alle aperture degli impianti sciistici. «Abbiamo – spiega – necessità di fermare contagio, ma anche il disperato bisogno di lavorare e il Natale in questo senso è rilevante. Conte ha detto che probabilmente gli impianti sciistici saranno chiusi, ma questo ha senso se li chiudono anche nel resto d’Europa. Invece l’Austria sta già dicendo che vuole aprire. Io ho sempre paura che il Governo faccia la cosa più facile per sé: chiudiamo».

Il Natale è sempre al centro del dibattito di questi giorni e Giorgia Meloni puntualizza: «Sento Conte dire che il Natale è un momento di spiritualità e che si sta meglio in pochi… adesso ci fa pure da guida spirituale? Non siamo il governo degli ayatollah, qualcuno glielo spieghi».

Ultimo punto dolente lo sciopero indetto dalla triplice che sta scatendando tante polemiche. «A me pare incredibile uno sciopero dei dipendenti pubblici in questo momento, pur con le loro legittime rivendicazioni. In un momento in cui tanti stanno finendo sul lastrico, non può scioperare chi ha comunque uno stipendio garantito. Confido nei dipendenti pubblici, che sono servitori dello Stato, che il 9 dicembre andranno a lavorare», conclude Meloni.

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