Frana Ischia, il Consiglio dei ministri si riunisce per varare aiuti

Probabile un decreto legge ad hoc

Il Consiglio dei ministri si riunisce per varare le prime misure di aiuto per l’alluvione di Ischia. Probabile un decreto legge ad hoc. Il ministro dell’Ambiente Pichetto annuncia a breve un piano da 350 milioni per 139 interventi contro il dissesto. Vuole una mappatura dell’abusivismo in Italia, ma chiede di distinguere fra le violazioni di poco conto e le costruzioni in zone pericolose. E il collega Salvini per una volta spegne le polemiche: «Non è tempo della caccia al colpevole».

La proposta del ministro Musumeci

Intanto il ministro della Protezione Civile Nello Musumeci annuncia in serata: «Una delle ipotesi che metterò sul tavolo» è quella che «il prefetto potrebbe essere l’autorità maggiormente deputata alla demolizione» degli abusi edilizi, dietro ai quali «spesso si nascondono le organizzazioni criminali». Ed aggiunge che «non c’è solo il caso di Casamicciola. Noi, al Dipartimento, temiamo che siano circa un migliaio i Comuni in Italia privi di piano comunale di Protezione Civile».

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Intanto il Consiglio dei ministri dovrebbe esaminare un Decreto legge Ischia, con aiuti alle aree colpite dalla frana. Le misure riguarderebbero le zone su cui è stato dichiarato lo stato di emergenza, i comuni di Casamicciola e Lacco Ameno. Sarebbero allo studio la sospensione dei tributi nel 2022 e 2023, la proroga degli adempimenti per i professionisti che non possono lavorare, la proroga di un altro anno dello smantellamento dei tribunali distaccati.

«Non è il momento della caccia al colpevole, ma della caccia alla vita, al miracolo, alla speranza, alla messa in sicurezza», ha detto il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini.

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Il question time alla Camera

Il suo collega Pichetto, rispondendo al question time alla Camera, spiega che a breve saranno finanziati dal suo ministero 139 interventi contro il dissesto idrogeologico, per oltre 350 milioni di euro. Su Ischia ammette che «il 49% del territorio dell’isola è classificato a pericolosità elevata e molto elevata per frane, e sono oltre 13.000 gli abitanti residenti nelle aree a maggiore pericolosità».

Il ministro non manca di ricordare che per la messa in sicurezza di Casamicciola erano stati stanziati dal suo Ministero 3 milioni e 100 mila euro ben 12 anni fa, «ma gli interventi risultano ancora in fase di progettazione» da parte del Comune. Una constatazione che a caldo lo aveva portato a invocare «la galera» per i sindaci che permettono gli abusi, frase poi parzialmente ritrattata. A un webinar de La Stampa Pichetto dice che «c’è un problema di edificazione abusiva nei luoghi di pericolo, che deve portarci a una mappatura». Ma poi aggiunge che bisogna «fare una valutazione puntuale». Bisogna distinguere fra «una porta o un finestra non accatastata» e «l’edificazione in luoghi di pericolo».

Da ex sindaco ed ex assessore regionale, Pichetto ripete un argomento che gli è molto caro: «Se una amministrazione locale è in difficoltà perché non ha i tecnici, non ce la fa, deve esserci un potere sostitutivo, della Regione o dello Stato. Non possiamo accorgerci di queste cose solo quando succedono le disgrazie».

Alla Camera, al deputato di Avs Angelo Bonelli che gli chiede se il governo vuole fare un altro condono, il ministro risponde di no: «Ci impegniamo nell’approvazione di un piano di adattamento ai cambiamenti climatici, non possiamo avallare misure che andrebbero a minare la sicurezza del territorio». Bocciata invece la ricostituzione, chiesta da Maria Elena Boschi, dell’unità di missione Italia Sicura, voluta da Matteo Renzi e cancellata da Giuseppe Conte: «Si creerebbero nuovi blocchi procedurali».

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