Roma festeggia i 2.775 anni di vita, specchiandosi nell’immobilità del traffico

I romani, nel 2020 hanno «trascorso» quasi tre giorni (66 ore) a bordo delle proprie auto, a dispetto di lockdown e smart working

Roma, la capitale, ha compiuto 2.775 anni. Cambiano gli attori (il Sindaco) ma la trama (la mobilità) è sempre la stessa. Un compleanno segnato ancora da record negativi. Roma è tra le peggiori città d’Italia, secondo i dati presentati lo scorso gennaio da Legambiente nel rapporto “Ecosistema Mobilità Roma 2022”, e «fanalino di coda» del trasporto pubblico, e privato, metropolitano.

Una ricerca presentata da INRIX nel 2021 a livello globale (più di 1000 città in 50 Paesi) ha rilevato come la città di Roma abbia il primato nazionale in termini di congestione stradale (traffico causato dagli ingorghi e non solo) ed i romani abbiano «perso» nel 2020 quasi tre giorni (66 ore) a bordo delle proprie auto, nonostante il lockdown e l’impatto dello smart working.

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Ma se andiamo ancora più indietro nel tempo negli ultimi dieci anni Roma è cresciuta al di sotto della media nazionale. In questi (lunghi) anni Roma non ha puntato ad una riqualificazione urbana incentrata sulla mobilità sostenibile, sulla realizzazione di nuove infrastrutture e su un Trasporto Pubblico Locale efficace, “punti fermi” del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile. In linea con il Piano della mobilità della Regione Lazio, fermi entrambi al palo.

Un compleanno che deve far riflettere l’amministrazione capitolina perché questi dati non fanno altro che confermare come Roma continua a perdere occasioni per puntare ad una nuova (ri)organizzazione della mobilità e del TPL automobilistico e metropolitano. Naturalmente, rispetto ad oggi, si tratta di un cambio epocale, una mobilità che richiede interventi graduali che purtroppo non sono avvenuti. Ad eccezione dell’aumento esponenziale delle piste ciclabili realizzate in sede promiscua con il traffico privato oppure su marciapiedi non proprio adibiti alle stesse.

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Roma deve diventare come Londra e Parigi

Roma, utilizzando un termine attuale, risulta «essenziale» per il sistema Italia, per tanti motivi. Il primo perché è la capitale, e basterebbe soltanto questo. Roma deve diventare come Londra e Parigi in tema trasporti. Non ci sono alternative, anche se non piacciono i paragoni.

E pensare che la diffusione della tecnologia, a partire dalla blockchain e proseguire all’IoT ed all’Intelligenza Artificiale sta spingendo la Governance di innumerevoli Paesi verso lo sviluppo di potenziali applicazioni a supporto della mobilità sostenibile ed al monitoraggio/gestione delle infrastrutture stradali. Ciò significa che vi sono nuovi paradigmi sullo sviluppo sostenibile della mobilità, orientati all’impiego di IoT, Data Analytics, Intelligenza Artificiale a supporto delle Amministrazioni Pubbliche per quanto concerne advisory e monitoraggio della mobilità nelle città.

Il concetto di base richiama la necessità di rendere Roma più smart fornendo soluzioni che non vadano a soddisfare soltanto l’ambito dei servizi ma che interessino le infrastrutture (strade e parcheggi, in primis). I parcheggi, la sosta, giusto. Le immagini e le continue segnalazioni degli utenti sui diversi social mostrano macchine in doppia fila, parcheggi non autorizzati e divieti di sosta non rispettati, elementi e comportamenti che complicano la viabilità quotidiana in diverse zone della città. Roma non merita questo.

Una Capitale più «smart»

Smart parking è il tema che deve riguardare la «città eterna» nel brevissimo futuro, a partire dalle condizioni esistenti (servizi ed infrastrutture) e raggiungere obiettivi che tendano a realizzare un «sistema» di monitoraggio sicuro, resiliente, smart e sostenibile. I tempi sono maturi, anzi possiamo dire che Roma è in netto ritardo rispetto ad altre metropoli, per avviare una profonda riforma dell’assetto della mobilità. Un sistema che deve necessariamente soddisfare le esigenze degli utenti tutti (sistematici, occasionali) e del gran numero di turisti che in modo strutturale frequentano Roma, oggi in piena ripresa.

I presupposti ci sono, le finanze anche (PNRR e Green Deal). Manca l’organizzazione, la programmazione, la pianificazione. Le città italiane saranno smart e, quelle che già lo sono, lo dovranno essere ancora di più. Vale anche per la Capitale. Questo è dovuto alla città di Roma. Buon compleanno, città eterna.

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