Quote rosa a Torre Annunziata, Mazzella scrive al prefetto. Bergamasco: «No alle solite logiche, si premi la capacità»

Caos quote rosa a Torre Annunziata, il Movimento 5 Stelle oplontino scrive al prefetto di Napoli Marco Valentini e lancia dure accuse al primo cittadino, reo di aver reso la città «fuori legge». La diatriba politica scoppiata dopo l‘articolo pubblicato ieri da ilSud24.it in cui Claudio Bergamasco, presidente de ‘La paranza delle idee’, denunciava l’assenza di donne nella giunta Ascione.

Ma andiamo con ordine, questa mattina Orfeo Mazzella, esponente grillino torrese, ha scritto una missiva al prefetto per denunciare «come il Sindaco Vincenzo Ascione non stia rispettando da oltre due mesi la Legge» sulla parità di genere all’interno dell’Amministrazione Comunale.

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«Degli attuali sette membri della giunta comunale di Torre Annunziata, attualmente, soltanto uno è una donna – afferma Mazzella nella lettera -, l’assessore al Bilancio e al Patrimonio Emanuela Cirillo». Situazione in contrasto con la norma per la quale «nelle Giunte dei Comuni sopra i 3 mila abitanti “nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40%”. Nel caso di specie, però, si evince quindi che le donne in giunta devono essere almeno tre».

Oltre a violare la norma, per i Cinquestelle, Vincenzo Ascione sta mettendo a rischio la «democrazia poiché ignora i principi sulle pari opportunità dettati dall’art. 51 della Costituzione che rendono effettiva la partecipazione di entrambi i sessi in condizioni di pari opportunità alla vita istituzionale degli enti territoriali».

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«Un Sindaco che si mette “fuori dalla Legge” in una Città come Torre Annunziata che ha un problema storico di legalità, non è accettabile in nessun caso, né per tempi prolungati.
Chiediamo, ad horas, un suo concreto contributo di chiarimenti sulla questione che stiamo perorando», conclude Mazzella.

Sulla questione è tornato anche Claudio Bergamasco. «Ben venga che dopo il nostro intervento di ieri su questa testata ci sia stato chi abbia deciso di interpellare in proposito il Prefetto» afferma il presidente dell’Associazione. «Noi abbiamo scelto di non farlo dopo aver esaminato sul portale web del Ministero dell’Interno le risposte date ai quesiti che ponevano la stessa questione, dalle quali si evince che il potere di intervento è in capo alla giustizia amministrativa. Comunque, vediamo cosa risponderà la Prefettura».

«Siamo stati i primi – afferma Bergamasco – a porre l’interrogativo sull’effettivo rispetto della legge (che è un principio che non dovrebbe mai venir meno) ma a Torre Annunziata la questione delle quote rosa è anche (se non proprio, per certi versi, soprattutto) politica, verosimilmente legata a quell’ennesimo rimpasto di giunta di cui i giornali locali parlano da tempo e che, a quanto pare, il sindaco non riesce a mettere in atto a causa delle tensioni interne alla sua maggioranza».

«D’altra parte – si legge in una nota – una situazione analoga a quella odierna l’abbiamo vissuta tra l’agosto 2018 e il settembre 2019: dopo le dimissioni dell’assessora Donnarumma, infatti, le donne in giunta ritornarono a essere tre soltanto quando si concretizzò il precedente rimpasto. La parità di genere vissuta come ulteriore complicazione di un quadro già complesso, insomma».

Il problema quindi sarebbe la difficoltà del primo cittadino a procedere al rimpasto accontentando tutte le ‘fazioni’ della maggioranza. Da qui l’invito de ‘La paranza delle idee’ «ad azzerare la sua squadra e ad aprire una verifica politica seria e ampia, con la città più che con i partiti. Provi a riunire le forze che lo sostengono attorno a un patto di governo che non segua le solite logiche di potere (o, almeno, che non segua soltanto quelle). Solo con uno scatto in avanti dell’intero contesto politico le donne cominceranno a essere considerate in termini di capacità e competenze, smettendo di essere delle semplici quote».

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