Le montagne russe del governo tra Recovery Plan, Nadef e scostamento di Bilancio. E al Senato la maggioranza è a rischio

Recovery Fund ma anche la legge di bilancio del 2021. Senza dimenticare l’incubo Covid che torna a farsi sempre più minaccioso. Quella che sta per iniziare sarà una settimana delicata per il premier Giuseppe Conte e per la sua maggioranza. Vere e proprie montagne russe con il rischio di vertigini con sbandate paurose, specie in Senato dove la situazione sembra essere più complicata.

Già oggi nelle Commissioni di Camera e Senato si chiuderà l’esame sulle linee guida presentata dal governo in vista del Recovery Plan. Poi si passerà all’Aula, martedì, quando saranno votate le risoluzioni. Risorse concentrate in pochi progetti strategici, con una particolare attenzione alla sostenibilità ambientale come leitmotiv. E inoltre tempi certi per la realizzazione delle opere, grazie anche a un quadro di norme specifiche da attuare prima possibile. Queste le indicazioni che saranno date dal Parlamento al governo e di cui dovrà tenerne conto nel trasmettere a Bruxelles il Piano di ripresa e resilienza italiano.

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Si tratta questo di un passaggio obbligato per accedere ai 209 miliardi, su cui per la verità sono tanti i dubbi e le incognite che circolano. Infatti, in Europa è guerra aperta tra i Paesi Frugali e gli altri Stati al Parlamento europeo che di fatto ha impedito il varo del Bilancio europeo, passaggio obbligato per sbloccare i fondi Covid. La proposta tedesca di mediazione è per ora rimasta a mezz’aria e la speranza è che il vertice Ue di fine settimana possa sbloccare la situazione.

Ciononostante, l’Italia va avanti e, come ha sottolineato il ministro Amendola, si tratterà del primo voto di un Parlamento in Europa sul Recovery. Primati a parte proprio il Parlamento dovrebbe inserire nelle risoluzioni da votare domani anche la richiesta di un maggior coinvolgimento di Camera e Senato e di un confronto costante, al punto che potrebbe riprendere quota l’ipotesi di una Commissione Bicamerale.

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Il premier Giuseppe Conte

Martedì pomeriggio e mercoledì mattina sarà la volta del premier Conte per relazionare sul Consiglio Ue del 15 e 16 ottobre. Niente Covid né Recovery Fund per questo summit ma l’occasione per discutere delle relazioni con il Regno Unito, nonché dei cambiamenti climatici e delle relazioni con l’Africa. A conferma della tempestività dell’Europa che in un momento di così grave crisi per i contagi del Covid parla di cambiamenti climatici.

Governo preoccupato per le votazioni in Senato. Cinque senatori sono in quarantena

A preoccupare Conte e maggioranza però sarà la giornata di mercoledì quando arriverà il Nadef, la nota di aggiornamento al Def, e una nuova richiesta di scostamento di bilancio, circa 22 miliardi di euro, necessario per finanziare la prossima Legge di bilancio. Il problema sono i numeri, non tanto alla Camera quanto al Senato dove la presenza di 5 senatori di maggioranza in quarantena preoccupa notevolmente il governo.

Già nella capigruppo della scorsa settimana il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, aveva acceso i riflettori sul problema dei senatori assenti per quarantena. Alla Camera il tema è stato risolto considerandoli non assenti ma in missione. Il problema però è che per le votazioni di mercoledì servirà la maggioranza assoluta dei componenti dell’Aula, quindi nel caso di Palazzo Madama bisognerà arrivare a 161.

Per questo da giorni è partito un dialogo sotterraneo per cercare di conquistare i voti che mancano. Un corteggiamento, nemmeno tanto velato, per evitare uno scivolone che potrebbe portare alla caduta del governo. C’è infatti il precedente del governo Berlusconi nel 2011 che andò in crisi proprio perché non raggiunse alla Camera la fatidica soglia dei 315.

Il governo ‘cerca voti’ tra le opposizioni e guarda a Forza Italia e al gruppo Misto

Soprattutto i senatori del misto e di Forza Italia sono oggetto di queste ‘avances’ che almeno per il momento sarebbero cadute nel vuoto. Il ragionamento che viene fatto da quelle parti è che un possibile aiuto potrebbe giungere soltanto dopo un appello pubblico del governo al senso di responsabilità e a ‘spoliticizzare il voto’. Insomma, evitare le trattative segrete e i mercanteggiamenti al buio per svolgere tutto alla luce del sole.

Almeno per il momento tutto questo da parte del governo non è avvenuto ma è possibile che nei due giorni che seguiranno potrebbe arrivare un intervento in tal senso, anche perché il rischio di scivolone è altissimo e il prezzo da pagare potrebbe essere molto salato.

Di certo a rendere le cose più difficili e ad avvelenare i rapporti tra maggioranza e opposizione c’è anche l’emergenza Covid, che nuovamente incombe minacciosa. Ieri il Cts si è riunito, e tornerà a farlo anche oggi in vista del Dpcm che dovrà essere varato entro il 15 ottobre.

Roberto Speranza

Si va verso una stretta, come ha annunciato il ministro Speranza. No nuovi lockdown ma presumibilmente un’ulteriore limitazione delle libertà personali. Stop al doppio tampone negativo in uscita per decretare la guarigione dal Covid-19 e via libera alla quarantena ‘accorciata’ a 10 giorni; ma anche divieto per le feste private e le cene con amici nella propria abitazione, così come per gli sport come calcetto, basket e altri sport a livello amatoriale, quindi tutte quelle attività di contatto. Limite di persone – tra 20 e 30 – per banchetti, cerimonie e feste che seguono a cerimonie come matrimoni, comunioni, battesimi e anche feste di laurea. Per i locali invece è in esame la chiusura tra le 23 e le 24 e lo stop alla vendita di alcolici per le 21.

Le misure comunque saranno discusse oggi alle 17.30 nella cabina di regia tra Regioni e governo, convocata dal ministro Francesco Boccia, mentre per il varo nel Cdm potrebbe essere già questa sera o domani. Ma certamente non sarà senza polemiche, come conferma quella accesasi intorno alla circolare del Viminale inviata ai prefetti che rendeva obbligatorio l’uso della mascherina all’aperto per l’attività motoria e non per quella sportiva.

Immediate le prese di posizioni, tra cui dello stesso Matteo Renzi che ha giudicato la misura «assurda» ed ‘invitando’ il governo a ritirarla «subito». E così dopo poco è giunta la precisazione dal ministero dell’Interno: «Per attività motoria si intende la mera passeggiata e non la corsa, anche quella svolta con finalità amatoriali, in quanto riconducibile ad attività sportiva».

Giorgia Meloni
Giorgia Meloni

Precisazione che però non evitato che la stessa leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, parlasse di «nuova sceneggiata kafkiana» a conferma che «il caos regna sovrano nelle decisioni del Governo sulle norme anti-Covid».

Ecco perché in questo clima non sembra facile per il governo imbastire un’intesa alla luce del sole con l’opposizione sul Nadef e sul nuovo scostamento di Bilancio.

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