Castel Sant’Elmo e i fantasmi della fortezza: le leggende che inquietano Napoli

Dalle maschere del teatro ai prigionieri: il volto enigmatico del castello

Inserito dal 2014 tra i siti patrimonio dell’umanità dell’Unesco, Castel Sant’Elmo, oltre a essere noto per la sua straordinaria pianta a sei punte, una scelta che, secondo alcuni studiosi, rispondeva a esigenze militari, lo è anche per le tante storie di fantasmi che, da secoli, popolano l’immaginario collettivo. Tra le stanze più misteriose del castello vi è la famosa «Stanza delle Maschere». Qui, secondo la leggenda, si aggirerebbero gli spiriti di grandi artisti del teatro napoletano come Totò, Eduardo De Filippo e Peppino De Filippo. Si racconta che, nelle ore notturne, i loro fantasmi tornino per indossare ancora una volta le maschere che li hanno resi immortali, come se il palcoscenico non li avesse mai davvero lasciati.

Le anime di prigionieri e nemici

Ma non sono gli unici spiriti a infestare la fortezza, poiché si sostiene che nei sotterranei si udirebbero ancora oggi urla e lamenti strazianti. Secondo la tradizione, si tratterebbe delle anime dei prigionieri catturati durante gli assedi e brutalmente uccisi dalle guardie reali e che i loro corpi, abbandonati nelle profondità del castello, venissero lasciati in pasto ai topi. Una fine atroce che, secondo molti, avrebbe legato per sempre le loro anime a quei luoghi. Non a caso, si racconta che i custodi, al termine delle visite turistiche, preferiscano effettuare i controlli in coppia, intimoriti da presenze invisibili.

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Un altro luogo ricco di mistero è la Pedamentina, la lunga scalinata di 414 gradini che collega il castello alla città. Questa, un tempo, rappresentava una via strategica per il trasporto dei materiali e la difesa della fortezza ed è proprio lungo questa strada che si concentrano alcune delle leggende più inquietanti. Alla prima rampa di scale, un piccolo cancello arrugginito condurrebbe ai sotterranei e qui, fermandosi in silenzio, c’è chi giura di sentire pianti e urla provenire dal nulla. Secondo il racconto popolare, i nemici catturati venivano gettati proprio da lì, condannati a morire tra atroci sofferenze.

La bimba e il fantasma burlone

Si racconta anche di una bambina fantasma, morta oltre un secolo fa, che apparirebbe per giocare con le bimbe del quartiere. Alcuni genitori sostengono che le proprie figlie parlino di un’amica «immaginaria» incontrata proprio lungo la scalinata. E poi c’è il cosiddetto «fantasma burlone», che al tramonto comparirebbe all’improvviso dietro i muri, ridendo e spaventando i visitatori. Non manca, infine, la figura del fantasma vestito di bianco, che si aggirerebbe tra le scale e i sentieri, divertendosi a sorprendere chi entra o esce dalla fortezza.

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Che sia folklore o realtà, gli scettici attribuiscono i rumori nei sotterranei al vento che attraversa le grotte, ma una spiegazione ufficiale non è mai stata fornita. E così, ancora oggi, chi visita il castello non può fare a meno di chiedersi: «Tra queste mura antiche, c’è davvero qualcuno che non ha mai lasciato quel luogo?».

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