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Torre Annunziata, sul debito Oplonti Multiservizi interviene il Difensore Civico

La vicenda del ‘debito Oplonti Multiservizi’, sulla definizione della cui entità il Comune di Torre Annunziata e la sua partecipata al 51% (in liquidazione dal 2014 e fino ad allora affidataria della gestione sul territorio cittadino di diversi importanti servizi, tra i quali quello di raccolta dei rifiuti solidi urbani) si sono resi protagonisti di un lungo scontro giudiziario, continua a tenere banco anche dopo l’accordo transattivo alla fine bonariamente raggiunto tra le parti dinanzi a un giudice del Tribunale oplontino nel dicembre 2018 e approvato definitivamente dall’Ente municipale nel febbraio 2019.

Anzi, ritorna insistentemente al centro della scena proprio a causa di quell’intesa (che ha visto il Comune accettare di procedere al pagamento di €1.800.000,00 in favore della Società, la quale, a sua volta, ha accettato di ridurre le sue pretese, che ammontavano inizialmente a circa €3.000.000,00).

Sulle procedure adottate dall’Amministrazione guidata da Vincenzo Ascione per definire la transazione del debito l’Associazione politico culturale La paranza delle idee ha sin da subito sollevato una serie di dubbi (sul mancato coinvolgimento del Consiglio Comunale e del Collegio dei Revisori dei Conti; sul ricorso al debito fuori bilancio anziché alle normali procedure di spesa; sulla mancanza di un parere legale dell’Avvocatura comunale circa la probabilità del verificarsi della soccombenza nel giudizio da parte dell’Ente), in ragione dei quali ha prontamente avanzato presso il Comune e i suoi organi di garanzia una richiesta di chiarimenti.

Ne sono seguiti, nel corso del 2019, una serie di incontri tra il sodalizio oplontino e il Sindaco prima e la Commissione Trasperenza poi, anche alla presenza del Segretario Generale dell’Ente Lorenzo Capuano e del Dirigente Economico-Finanziario Nunzio Ariano. Incontri rivelatisi, evidentemente, insoddisfacenti, se il passo successivo compiuto dall’Associazione è stato quello di rivolgersi all’avvocato Giuseppe Fortunato, Difensore Civico della Regione Campania. Quest’ultimo, preso atto del ricorso, ha a sua volta avviato una fitta corrispondenza con l’Ente municipale, sollecitando per conto dell’Associazione i chiarimenti richiesti. Niente da fare, almeno nel merito dei rilievi evidenziati.

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Da qui, giusto un paio di giorni fa, la significativa presa di posizione del Difensore Civico, che ha invitato, con una nota indirizzata per conoscenza anche al primo cittadino di Torre Annunziata, al Collegio dei Revisori dei Conti del Comune e alla stessa Procura regionale della Campania della Corte dei Conti, il Presidente del Consiglio Comunale Rocco Manzo a mettere (in nome di principi quali la legalità, il buon andamento,
l’imparzialità e la trasparenza) all’ordine del giorno della prossima seduta del consesso cittadino proprio la transazione del debito Oplonti Multiservizi.

Questo il commento, soddisfatto, dell’Associazione: «Il Difensore Civico della Campania, sulla scorta di un nostro ricorso, interviene nella vicenda del debito Oplonti Multiservizi invitando il Consiglio Comunale di Torre Annunziata a far chiarezza sulla decisione della Giunta Ascione di prelevare (tramite la tassa sui rifiuti per il periodo 2020-2022) dalle tasche dei contribuenti torresi €1.800.000,00 per pagare la Società. Cifra che si somma al €1.300.000,00 circa già preso alla stessa maniera e speso per la stessa ragione nel precedente triennio. Ma quest’enorme debito è il frutto di cattive gestioni societarie e politiche? Considerando che il contenzioso si sarebbe potuto risolvere molto tempo prima e con un esborso per il Comune decisamente inferiore, chiederselo e aver voglia di vederci chiaro è sacrosanto».

Sarà interessante capire, ora, come il Presidente Manzo intenderà agire e, nel caso, che piega prenderà l’eventuale dibattito sul tema che, va ricordato, ha infiammato, e non poco, anche l’ultima campagna elettorale.

Senza dimenticare che c’è chi, come l’ex amministratore delegato della società (ed ex City Manager del Comune) Vincenzo Sica, ha più volte fatto rilevare che, appunto, questa vicenda avrebbe potuto risolversi in maniera diversa e decisamente più favorevole per le tasche dei cittadini. Tant’è che, nell’ottobre 2012 (quando era consigliere comunale all’opposizione della seconda sindacatura Starita), promosse un esposto alla Corte dei Conti. Esposto che fu firmato anche da altri consiglieri dell’epoca, oggi pilastri della maggioranza di Ascione (anch’egli al tempo consigliere comunale ma, sul tema, sempre rimasto nel solco della linea dettata dal suo predecessore).

L’impressione è che su questa vicenda sia il riflesso di circa quindici anni di contese politiche a Torre Annunziata e che i conti vadano fatti innanzitutto col passato (e, forse, con precise responsabilità).

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