Le decisioni più controverse nella storia dei Mondiali
Mondiali 2026, ci scappa anche un caso «politico». A quanto pare, il presidente americano Donald Trump, come lui stesso ha poi confermato, ha telefonato qualche giorno fa al numero uno della Fifa, Gianni Infantino, chiedendogli di sospendere la squalifica inflitta all’attaccante statunitense Folarin Balogun, espulso nella partita contro la Bosnia-Erzegovina. Infantino ha sospeso la squalifica, consentendo al bomber Usa di essere presente nella partita con il Belgio, poi vinta da quest’ultimo.
Il provvedimento è stato adottato in base all’articolo 27 del Codice disciplinare, che consente di trasformare lo stop automatico in una sanzione con la condizionale. Tutti i media hanno immediatamente accusato Trump di interferenza indebita e molti talk show, anche in Italia, si sono precipitati a stigmatizzare i fatti, alcuni addirittura sostenendo che una cosa simile non fosse mai accaduta prima e che il giudizio dell’arbitro dovesse essere imparziale. In realtà, «prima» era accaduto ben di peggio, senza che nessuna crociata partisse dagli studi televisivi di tutto il mondo.
Francia-Kuwait, quando lo sceicco fece annullare un gol
Rinfreschiamo la memoria ai commentatori di tutte le latitudini, ma soprattutto nostrani, sui precedenti scandali, tra gol annullati senza ragione, reti realizzate con la mano, fuorigioco segnalati dopo la fine della partita e altro ancora. A cominciare dal più grande e preoccupante. Francia-Kuwait 4-1, durante i Mondiali del 1982. A un certo punto della partita, il terzo gol segnato dalla Francia al Kuwait non piacque allo sceicco kuwaitiano presente in tribuna, che clamorosamente scese in campo e «annullò» la legittima decisione dell’arbitro. E la cosa grave è che lo fece sul serio.
Lo sceicco Fahad Al Ahmed, fondatore del Comitato olimpico del Kuwait e presidente della Federazione calcistica, scese la gradinata dello stadio di Valladolid ed entrò in campo, intimando all’arbitro russo Stupar di annullare il gol, che invece era regolare. Dopo alcuni minuti convulsi, l’arbitro annullò il gol. La Francia segnò comunque una quarta rete; Stupar fu radiato dalla Fifa e lo sceicco Al Ahmed ricevette una multa di 5mila sterline.
La «mano de Dios» di Maradona
Argentina-Inghilterra 2-1, Mondiali 1986. Il fattaccio è arcinoto, ma si trattò comunque di una svista – o peggio – arbitrale. La cronaca immortala Shilton, il portiere dell’Inghilterra, con il pugno proteso in avanti nel tentativo di allontanare la minaccia di un pallone che piove dall’alto; Maradona salta con il pugno alzato, nascosto dai riccioli neri, facendo credere all’arbitro di esserci riuscito con la testa. Diego esulta subito spontaneamente insieme ai compagni perché, come ammetterà lui stesso, era la maniera migliore per convincere l’arbitro che il gol fosse buono. L’episodio passò alla storia come «mano de Dios», così lo battezzò lo stesso Maradona, ma resta il fatto che fu un gol irregolare. Per onestà, va detto che poco dopo lo stesso Maradona superò uno a uno tutti gli inglesi, per ultimo Shilton, segnando un gol bellissimo.
Il pareggio annullato dopo il triplice fischio
E passiamo ai Mondiali del 2022, in Tunisia-Francia 1-0. Alla Tunisia serve un miracolo per qualificarsi e, in effetti, è già avanti di un gol sulla Francia. Ma quest’ultima segna all’ottavo minuto di recupero. Poi l’arbitro fischia tre volte la fine della partita, ma ci ripensa e va al Var: insomma, segnala un fuorigioco e annulla il pareggio dopo la fine della partita. La Tunisia non passerà ugualmente a causa del risultato dell’altra partita del girone, ma questa è un’altra storia.
Italia-Corea del Sud e l’arbitraggio di Byron Moreno
C’è anche un episodio che riguarda l’Italia. Siamo ai Mondiali del 2002 e l’arbitro era il tristemente noto ecuadoregno Byron Moreno, che dirigeva la partita contro la Corea del Sud, disputata nel Paese asiatico. A un certo punto Moreno espelle l’incredulo Totti per una simulazione in area; poi annulla un golden gol regolare a Tommasi per fuorigioco, non interviene quando i coreani falciano Zambrotta o commettono evidenti falli su Coco, Maldini e Del Piero, restando impuniti. Anche quella volta una Corea ci mandò fuori dal Mondiale agli ottavi, con il golden gol del perugino Ahn. Il quotidiano sportivo spagnolo «As» titolò: «¡Italia tenía razón!», cioè «L’Italia aveva ragione».
Il gol fantasma di Wembley nel 1966
C’è anche un caso risalente al lontano 1966, che però non influì sul risultato. Si giocava la finale mondiale Inghilterra-Germania Ovest, finita 4-2. Si tratta di un famoso «gol fantasma», segnato ai supplementari dall’inglese Geoff Hurst, quando le squadre erano sul 2-2: il suo tiro colpì la parte inferiore della traversa, rimbalzò a terra e poi uscì dalla porta. L’arbitro, lo svizzero Gottfried Dienst, non fu in grado di dire se la palla avesse varcato o meno la linea bianca, mentre il guardalinee, il russo Tofik Bakhramov, meglio piazzato ma che non parlava inglese, asserì che il gol fosse valido. E così Wembley festeggiò. L’Inghilterra vinse anche perché Hurst arrotondò ancora il risultato al 120’, per il 4-2 finale.
La «vendetta nel 2010
Ma questa storia ebbe una coda nel 2010, sempre in una Germania-Inghilterra. Qualcuno la chiamò «la vendetta di Wembley». Un altro «gol fantasma», infatti, caratterizzò la partita tra le due eterne rivali: ci fu il famoso gol fantasma di Lampard che, sul 2-1 per i tedeschi, avrebbe forse potuto cambiare la gara. Anche qui la palla colpì la traversa, rimbalzando abbondantemente dentro la porta di Neuer, prima di uscire. Gol chiarissimo per tutti, ma non per l’arbitro uruguaiano Larrionda che, con la complicità del guardalinee Espinosa, lasciò correre.
Il fischio dell’arbitro con il pallone ancora in volo
Infine, ai Mondiali del 1978, in Brasile-Svezia, gli arbitri ne combinarono un’altra, veramente molto grave, vista con gli occhi di oggi. Il signor Clive Thomas fu capace di fischiare la fine del primo tempo mentre la palla era in volo, su calcio d’angolo, diretta verso la testa di Zico, che avrebbe segnato. Al minuto 45:08 Edinho batte un corner, va alla bandierina e calcia. Zico irrompe di testa e segna, ma il fischio dell’arbitro manda tutti negli spogliatoi. Il fischio, però, arrivò mentre il pallone era ancora in volo, dunque prima del colpo di testa del brasiliano.
Certo, in realtà non si può parlare di gol annullato, perché quel gol non c’è mai stato. Gli svedesi esultano, i brasiliani non ci credono. Il Brasile chiuse il girone al secondo posto, ma con il gol di Zico lo avrebbe vinto e, nella seconda fase a gruppi, sarebbe finito con l’Olanda, l’Italia e la Germania Ovest, anziché nel girone dell’Argentina, che lo vinse proprio davanti ai brasiliani, accedendo alla finale.




