La maggioranza presenta l’emendamento per il voto ai fuori sede
Il centrodestra accelera sul voto ai fuori sede e continua il confronto sull’introduzione delle preferenze nella nuova legge elettorale. L’obiettivo della maggioranza è costruire una riforma condivisa, evitando contrapposizioni durante l’esame parlamentare. La proposta di Fratelli d’Italia di consentire agli elettori di esprimere la preferenza per i candidati non ha ancora trovato un punto di equilibrio definitivo.
Forza Italia mantiene il proprio no, mentre nella Lega restano le resistenze delle quali si è fatto portavoce il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari. Le posizioni, al momento, restano ferme, ma il responsabile dell’organizzazione del partito di via della Scrofa, Giovanni Donzelli, continua a mostrare ottimismo: «L’alleanza non si è mai divisa alla Camera e al Senato e non ho motivo di credere che accadrà in maniera diversa questa volta».
Fratelli d’Italia punta a emendamenti condivisi
L’obiettivo di Fratelli d’Italia resta la presentazione di emendamenti sostenuti da tutta la coalizione. Anche il leader di Noi moderati, Maurizio Lupi, si dice convinto che alla fine si arriverà a una sintesi. Le distanze sulle preferenze, tuttavia, non sono ancora state superate e resta il rischio che il confronto possa trasferirsi nell’emiciclo, anche se c’è ancora tempo per raggiungere un’intesa ed evitare votazioni differenziate tra i partiti della maggioranza.
Qualora i dubbi di Forza Italia e Lega dovessero permanere, Fratelli d’Italia dovrebbe decidere se continuare a insistere sull’introduzione delle preferenze oppure rinviare la battaglia. Molinari considera «molto difficile inserirle ora» e ricorda la posizione già espressa dal Carroccio: «Quello che noi abbiamo sempre detto è che si è arrivati a un testo di compromesso dove la Lega ha già fatto delle rinunce, perché per noi il sistema migliore era quello coi collegi uninominali».
L’emendamento sul voto ai fuori sede
Intanto il centrodestra ha presentato un emendamento per garantire il voto ai fuori sede alle elezioni politiche, ai referendum e alle elezioni europee. Si tratta di «un passo concreto e strutturale per garantire agli studenti e ai lavoratori fuori sede la possibilità di esercitare il proprio diritto di voto senza dover affrontare costi e disagi per tornare nel comune di residenza», affermano in una nota congiunta Fabio Roscani di Fratelli d’Italia, Luca Toccalini della Lega, Simone Leoni di Forza Italia e Maria Chiara Fazio di Noi moderati.
Sul provvedimento è arrivata anche l’apertura di Più Europa. «Se fanno sul serio saremo quindi pronti a votarlo», ha dichiarato il segretario Riccardo Magi, aggiungendo: «Vedremo anche se la maggioranza andrà avanti sulla legge elettorale a colpi di fiducia o se consentirà di modificare questo obbrobrio antidemocratico e incostituzionale, a partire dal tema dell’accesso alla competizione elettorale e dall’introduzione della firma digitale per la presentazione delle liste».
«Se non vogliono fare una norma di propaganda allora si confrontino con le nostre proposte», l’invito di Filiberto Zaratti che mette in guardia sulla «dubbia efficacia» delle misure. «Bene ma poteva essere fatto prima», evidenzia da Azione Giulia Pastorella. «Bene, è una nostra battaglia, aspettiamo i testi», sottolinea da Iv Marianna Madia. Contro la riforma della legge elettorale si prepara l’opposizione, pronta a dare battaglia in Aula. Le forze contrarie al provvedimento stanno valutando anche di rinviare la kermesse in programma a Padova la prossima settimana.




