Memoria, sperimentazione e identità partenopea si incontrano nella Sala Scarlatti del Conservatorio di San Pietro a Majella. Il 15 maggio, alle 18, il Bicentenario dell’istituzione napoletana prosegue con il concerto «Tradizione in movimento».
L’appuntamento, inserito nella rassegna «Omaggio ai Maestri», mette al centro la tradizione musicale napoletana come materia viva: un patrimonio capace di rinnovarsi, attraversare linguaggi diversi e misurarsi con la contemporaneità senza recidere il legame con la grande scuola partenopea.
Marrone e Panariello al centro del programma
Protagonisti della serata saranno due compositori simbolo del Conservatorio, Patrizio Marrone e Gaetano Panariello. Il percorso musicale costruito per l’occasione attraversa epoche, atmosfere e scritture differenti, tenendo insieme memoria storica, ricerca e produzione artistica.
L’Orchestra del Conservatorio sarà diretta dal Maestro Leonardo Quadrini e affiancata da un ensemble di solisti: Umberto D’Angelo all’oboe, Andrea Corsi al fagotto, Floriana Alberico al pianoforte, Giampiero Giumento al clarinetto, Luca Agus al corno e Paola Camurri al flauto.
Il programma dedicato a Marrone unisce ricerca contemporanea e memoria musicale. Saranno eseguiti il «Sestetto per quintetto a fiati e pianoforte», già proposto dall’Ensemble Modern di Francoforte, «Via Scarlatti», omaggio ad Alessandro Scarlatti commissionato dall’Orchestra Nuova Scarlatti, e le «Variazioni su tema di Biagio Marini», passacaglia orchestrale che rilegge le sonorità del Seicento attraverso una sensibilità contemporanea.
La prima italiana del Triplo Concerto
Panariello presenterà la prima esecuzione italiana del «Triplo Concerto per oboe, fagotto e orchestra», commissionato dalla Johns Hopkins University di Baltimora e pensato come tributo alla tradizione dell’opera buffa napoletana del Settecento. Il programma sarà completato da due movimenti della «Suite Filastroccosa», ispirata all’universo visionario di Gianni Rodari.
«Questa rassegna rappresenta perfettamente la missione del Conservatorio: custodire la tradizione e allo stesso tempo renderla viva, contemporanea, capace di dialogare con il presente», sottolinea Carla Ciccarelli. «Il San Pietro a Majella continua a essere un luogo dove la memoria musicale di Napoli non viene conservata in modo statico, ma trasformata ogni giorno in produzione culturale, ricerca e sperimentazione artistica».
Il Bicentenario del Conservatorio
Per Panariello «questa serata racconta una città che continua a produrre musica e cultura guardando avanti». Il direttore del Conservatorio evidenzia come «la forza della scuola napoletana sia sempre stata la capacità di innovare senza perdere la propria identità. È ciò che hanno fatto i grandi maestri del passato ed è ciò che il Conservatorio continua a fare oggi attraverso i suoi docenti, gli studenti e la sua produzione artistica».
Il concerto rientra nel ciclo di iniziative dedicate ai duecento anni del Conservatorio napoletano, una delle istituzioni musicali più prestigiose d’Europa, da sempre crocevia di formazione, ricerca e creatività internazionale.




