MANN: il museo archeologico più antico e visitato di Napoli

Un patrimonio che attraversa secoli di storia

Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, noto anche come Mann, è uno dei più antichi musei d’Italia e tra i più visitati. Fu fondato nel 1777 e aperto nel febbraio del 1816. L’edificio si trova nel palazzo degli Studi, liberato dall’università, che era stata spostata presso la Casa del Salvatore. I lavori di adeguamento e ampliamento del palazzo furono affidati a Ferdinando Fuga, che se ne occupò fino alla sua morte, avvenuta nel 1782; successivamente vennero affidati a Pompeo Schiantarelli.

L’edificio presenta una pianta quadrata, un cortile centrale e quattro ali che si sviluppano su tre piani. Il museo occupa il piano terra e il primo piano, mentre il secondo piano ospita la biblioteca e gli uffici. Le sale sono organizzate secondo un criterio cronologico e tematico. Nel seminterrato si trovano due sezioni molto antiche e importanti: quella egizia e quella epigrafica.

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Le sezioni egizia ed epigrafica

La sezione egizia nasce all’inizio dell’Ottocento e si forma soprattutto grazie alla collezione Borgia, acquistata da Ferdinando dopo il periodo napoleonico. A questa si aggiungono reperti provenienti dagli scavi di Pompei, dalla valle del Nilo e da altre donazioni private nel corso degli anni. La raccolta cresce lentamente, anche grazie a viaggiatori e collezionisti, fino a diventare una delle più importanti d’Europa. Dopo varie sistemazioni e chiusure nel tempo, viene definitivamente collocata nei sotterranei dell’edificio, ambienti bassi che ricordano le tombe egizie, e oggi raccoglie statue, sarcofagi, mummie e oggetti legati alla religione e ai riti funerari.

La sezione epigrafica, invece, raccoglie iscrizioni greche, latine e in lingue italiche, che coprono un arco di tempo che va dal VI secolo a.C. al II secolo d.C. È costruita unendo diverse collezioni storiche provenienti da Lazio, Campania e altre aree del Sud Italia, arricchite anche da scavi borbonici. Le iscrizioni raccontano aspetti della vita quotidiana, leggi, riti religiosi, attività politiche e funerarie. Al piano terra del museo si trovano, invece, la statuaria Farnese, la collezione delle gemme e una sezione dedicata alle sculture dei contesti pubblici antichi.

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La collezione Farnese

La parte più importante è quella della collezione Farnese, una delle raccolte di statue classiche più rilevanti al mondo. Nasce nel Cinquecento per volere di papa Paolo III, che avvia scavi e acquisizioni per arricchire le residenze della famiglia. In seguito, la collezione viene ampliata e organizzata dai suoi successori e confluisce nei secoli in una raccolta sempre più ricca, con opere provenienti soprattutto da Roma e dalle terme di Caracalla. Nel Settecento passa ai Borbone e viene portata a Napoli, dove si arricchisce ulteriormente.

Le opere esposte seguono spesso il luogo di origine e includono capolavori come l’Ercole Farnese, il Toro Farnese, la Venere Callipigia, l’Apollo Citaredo e numerosi ritratti e rilievi provenienti da ville, giardini e siti archeologici romani. Accanto alle grandi statue ci sono anche sarcofagi, busti imperiali e ritratti greci e romani, oltre a oggetti che un tempo facevano parte di collezioni private aristocratiche.

La sezione delle gemme Farnese raccoglie, invece, pietre incise, cammei e gioielli antichi. Anche questa collezione nasce tra Roma e le famiglie papali e viene arricchita nel tempo da acquisizioni e donazioni. Il pezzo più celebre è la Tazza Farnese, considerata un capolavoro dell’incisione antica.

Le sculture dei contesti pubblici antichi

La terza area, quella delle sculture e dei contesti pubblici, raccoglie materiali provenienti soprattutto da Pompei, Ercolano, Campi Flegrei e altre città romane del Sud Italia. Qui si trovano statue, elementi architettonici, epigrafi e decorazioni che un tempo appartenevano a spazi pubblici come fori, templi, teatri e ville. Le opere raccontano la vita delle città antiche: si trovano, infatti, statue di divinità, ritratti di personaggi pubblici, sculture da necropoli e oggetti legati a edifici civili e religiosi.

Numismatica, mosaici e Gabinetto segreto

Al primo piano si trovano tre grandi aree: la collezione numismatica, la sezione dei mosaici con la Casa del Fauno e il Gabinetto segreto. La collezione numismatica è una delle più grandi al mondo e raccoglie centinaia di migliaia di monete che vanno dall’antichità greca fino all’età moderna. Le monete provengono soprattutto dall’Italia meridionale e raccontano la storia economica e politica del territorio nel corso dei secoli. Sono organizzate per epoca, passando dalle città della Magna Grecia alla Roma repubblicana e imperiale, ai periodi medievali e borbonici.

La sezione dei mosaici e della Casa del Fauno raccoglie mosaici provenienti da Pompei ed Ercolano e i reperti della famosa domus pompeiana. Questi, spesso staccati dalle pareti o dai pavimenti, rappresentano scene mitologiche, animali, nature morte e paesaggi, realizzati con tecniche diverse e grande raffinatezza. Dalla Casa del Fauno provengono anche statue e decorazioni come il Satiro danzante e altri elementi che testimoniano la ricchezza della dimora.

Il Gabinetto segreto, invece, raccoglie reperti a tema erotico provenienti soprattutto da Pompei ed Ercolano. In origine era una sezione chiusa al pubblico per la natura dei contenuti, ma oggi è visitabile.

Gli affreschi e gli altri nuclei archeologici

Al secondo piano il museo si concentra sugli affreschi e su altri grandi nuclei archeologici. Gli affreschi sono organizzati per stile e periodo e mostrano scene mitologiche, nature morte, paesaggi, ritratti e momenti di vita quotidiana. Ci sono miti greci, scene domestiche e decorazioni di ville e domus, che permettono di ricostruire la vita nelle città antiche prima dell’eruzione del Vesuvio.

Accanto si trova la sezione del tempio di Iside, con affreschi e oggetti legati al culto egiziano a Pompei, e una sala con il plastico della città. La villa dei Papiri contiene statue e reperti della grande villa di Ercolano, inclusi busti di filosofi e copie di opere greche, mentre la sezione di preistoria e protostoria racconta le prime popolazioni della Campania attraverso tombe, armi e corredi funerari.

La Campania antica e la Stazione Neapolis

Infine, la sezione topografica della Campania antica raccoglie materiali provenienti da vari siti della regione, dalle isole alle colonie greche del Sud Italia, mostrando lo sviluppo dei territori prima e durante l’epoca romana. Nel 2005, al di sotto del museo, fu aperta la sezione Stazione Neapolis, dove furono raccolti i reperti ritrovati durante i lavori di costruzione della metropolitana. L’autonomia dei musei, nel 2014, permise la riapertura e la revisione di numerose sezioni chiuse, tra cui quella egizia, epigrafica, Magna Grecia e Cuma.

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